Dalle spugne una speranza per la cura della psoriasi
18 04 2006 (Rubriche / Scienza & Co)La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle su base immunitaria che colpisce , solo in Italia, 2/3 milioni di persone. Le cause primarie della malattia , non del tutto note, risiedono in una alterazione genetica sulla quale si attivano fattori ambientali e psico-emotivi scatenanti. La psoriasi , che non è assolutamente contagiosa, si manifesta con macchie rosse sulla pelle , ricoperte da squame color argento localizzate prevalentemente sul cuoio capelluto , gomiti , ginocchi , mani e piedi . Talvolta la psoriasi colpisce altre parti del corpo , organi genitali compresi , e si associa a lesioni ungueali (onicopatia psoriasica) e ad artrite psoriasica. Attualmente vi sono vari tipi di cure che migliorano notevolmente i sintomi della psoriasi ma non esiste per ora una cura definitiva . In tutto il mondo vengono studiati e sperimentati nuovi farmaci e nuovi protocolli di cura per questa malattia ed ultimamente , come riporta la rivista The Lancet di ottobre 2005 , uno studio di Reich K. ed altri, sviluppato presso l’Università di Manchester ha dimostrato che un anticorpo monoclonale utilizzato per altre patologie infiammatorie come artriti reumatoidi , morbo di Crohn e artrite psoriasica è in grado di migliorare notevolmente le lesioni a carico di cute e unghie nei pazienti affetti da psoriasi moderata e grave. Anche in Italia , presso l’Istituto di chimica biomolecolare del CNR di Pozzuoli ( Napoli) il dr. Salvatore De Rosa sta lavorando su una molecola chimica , l’avarolo , isolata nella spugna Dysidea avara che presenta interessanti attività farmacologiche : bassa tossicità , buona attività citotossica e antitumorale , debole attività antibatterica e antifungina ed una notevole attività antinfiammatoria.
(Dr. Mauro Guidi - Biologo)
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