come da titolo le scrivo in merito a una vitiligine in zona perineale che mi è stata diagnosticata oggi dal mio dermatologo.
Sono abbastanza angosciata dal problema, visto che temo un'espansione delle chiazze anche ad altre zone (mani, braccia, viso). A tal proposito vorrei sapere se è vero che statisticamente una vitiligine insorta in zona genitale/perineale tende a restare confinata nell'area d'origine.
Inoltre vorrei qualche informazione circa il farmaco Protopic (principio attivo: Tacrolimus) prescrittomi oggi dallo specialista. In particolare, vorrei sapere se sono fondate le notizie riportate dal sito Altroconsumo (http://www.altroconsumo.it/farmaci-e-ge ... 270853.htm), nel quale si fa riferimento ad una presunta pericolosità del farmaco:
"Rischi importanti, soprattutto con Protopic
Nel 2005 la Food and Drug Administration, ente statunitense che vigila sulla sicurezza di farmaci e alimenti, ha lanciato l'allarme circa il sospetto legame tra l'uso di Protopic ed Elidel e l'insorgenza di tumori (cancro alla pelle e linfoma) in pazienti che avevano usato l'uno o l'altro."
e ancora:
"Oltre agli effetti indesiderati comuni (rossore e bruciore nel luogo di applicazione), chi usava Elidel e Protopic ha sperimentato anche altri effetti indesiderati, più frequenti e più gravi in particolare con l'unguento Protopic."
e inoltre:
"Effetti indesiderati
L'applicazione di Protopic è legata a insorgenza di impetigine (infezione batterica) e di altre infezioni della pelle (di origine virale, da herpes virus);
nei pazienti trattati con Protopic sono stati riportati casi di tumore: cancro alla pelle e linfoma cutaneo;
Protopic non va mai applicato su lesioni della pelle considerate maligne o pre-maligne (a rischio di trasformazione in cancro);
non ci sono dati sulla sicurezza a lungo termine di Protopic: la cura non andrebbe mai protratta oltre i 12 mesi."
M'interesserebbe soprattutto avere un suo parere riguardo all'opportunità di procedere in prima battuta con il Protopic. Il mio specialista, infatti, mi ha sconsigliato di affidarmi direttamente alla terapia a base di raggi UVB a banda stretta, in quanto a suo dire non si hanno dati certi sulla sicurezza a lungo termine di tale metodo terapeutico; ma adesso leggo che anche riguardo a Protopic non si hanno dati precisi sulla sicurezza a lungo termine, e francamente prima di decidere quale strada intraprendere vorrei conoscere anche la sua opinione in merito.
Infine vorrei chiederle se è a conoscenza di terapie alternative sia al Tacrolimus che agli UVB a banda stretta, ed eventualmente che efficacia hanno e che rischi possono comportare.
In attesa di una sua risposta, la ringrazio anticipatamente.
Cordiali saluti,
Sveva