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Internet e la comunicazione medico paziente

13 Novembre 2017

 

E' evidente che internet ha cambiato la comunicazione medico paziente.

“Dottore, ho dei puntini rossi sulla pelle, cosa può essere?”

“Dottore, ho prurito alle gambe cosa devo fare?”

“Dottore, ho un' acne al volto e il mio dermatologo mi ha consigliato la Vitamina A sintetica. Lei cosa mi consiglia? Va bene? Le macchie rosse del viso spariranno?”

Sono solo alcune delle richieste che quotidianamente arrivano tramite Myskin e che confermano la tendenza crescente degli utenti a consultare internet per i loro problemi di salute e nel caso specifico della pelle.

Gli utenti utilizzano internet per cercare informazioni:

  1. sulla propria malattia o quella dei propri familiari
  2. sulla cura e/o i farmaci per una data malattia sia per quanto riguarda la correttezza prescrittiva sia per conoscere gli effetti collaterali
  3. sul medico specialista prima di rivolgersi in studio per la visita
  4. di conferma sulla diagnosi del dermatologo
  5. per condividere con altri che hanno la stessa malattia la propria esperienza
  6. sulle strutture sanitarie e i centri specialistici di riferimento per una data patologia presenti sul territorio italiano
  7. per l’autodiagnosi e il fai da te
  8. per il consulto online con il dermatologo

Se volessimo contestualizzare il tutto è evidente che l’utente, oggi più che mai, desidera conoscere, sapere e informarsi e personalmente condivido appieno tale desiderio che conferma come il rapporto medico-paziente sia cambiato passando dall’approccio paternalistico a quello collaborativo.

Nella relazione medico paziente, si è progressivamente passati dal: “Devi fare così, oppure devi assumere questa cura” al “Valutiamo insieme quale può essere l’approccio migliore per te”.

Preciso che è la comunicazione medico-paziente ad essere cambiata passando da un modello up-down, dal medico al paziente, ad una collaborativa e sullo stesso piano che, nel rispetto reciproco, è finalizzata a condividere le informazioni e le competenze del medico con i bisogni e le esigenze della persona.

Questo non significa che la cura, con tutto il rispetto, la decide o la propone il paziente perché come sostiene il collega Roberto Burioni la scienza non può essere democratica però da medici abbiamo la responsabilità di informare e condividere la scienza con i pazienti e gli utenti per sensibilizzare ed educare sull’importanza della prevenzione perché esercitare la professione del medico non è solo fare diagnosi e scrivere la cura.

Tale comunicazione oggi deve essere finalizzata alla consapevolezza del paziente, un consapevolezza che in generale deve rispolverare la credibilità della medicina ufficiale e specificatamente per la relazione medico-paziente rinsaldare la fiducia reciproca e di conseguenza l’aderenza della persona alla cura e ai trattamenti da seguire.

Tuttavia, ci sono ancora problemi sull’utilizzo virtuoso di internet da parte degli utenti che:

  1. non distinguono tra gli annunci sponsorizzati e gli altri
  2. si limitano a consultare solo i primi 4-5 link in prima pagina dopo aver effettuato una ricerca su Google
  3. dimenticano di controllare le competenze e l’autorevolezza di chi ha scritto un dato argomento

Anche per questi motivi, è una nostra responsabilità in qualità di medici di educarli al corretto uso perché internet è solo un mezzo, uno strumento, e come tale non può essere buono o cattivo ma è il modo con il quale lo utilizziamo che fa la differenza.

 

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