Ho una una macchia rossa sulla pelle, il prurito sulla gamba, i punticci al viso, … cosa può essere? Oppure cosa posso usare per risolvere il problema?

Sono queste le richieste che sempre più spesso mi giungono via Whatsapp, Facebook Messenger o per mail da utenti e pazienti.

I problemi di pelle e il fai da te

Situazioni diverse che il richiedente pensa di risolvere inviando una o più foto, spesso anche sfuocate, pensando siano sufficienti al dermatologo per fare diagnosi e suggerire la cura da eseguire.

In casi selezionati oltre alle foto del problema vengono inviate anche frasi del tipo” Ho studiato su Internet che potrebbe essere Psoriasi e sto usando l’Aloe vera e una crema a base di Rosa Mosqueta e Prezzemolo, va bene?” oppure “Ho usato la bava di lumaca sullo sfogo di gioventù al viso di mio figlio e non migliora! Ho usato addirittura la lumaca vera sul viso e niente da fare! Cosa devo fare?”

Se ad una valutazione superficiale tali situazioni potrebbero far sorridere ad una più attenta aiutano a far capire come sia cambiato il rapporto tra il dermatologo e il paziente.

Come è cambiato il rapporto dermatologo-paziente

Un rapporto che prima si svolgeva solo in studio dove il paziente si recava esponendo con frasi simili alle precedenti il suo problema e il dermatologo visitandolo riusciva a porre diagnosi e a consigliare la terapia. Dermatologo che, come un detective sulla scena di un crimine, indagava sulla pelle del paziente alla ricerca di segni e manifestazioni, simili alle tracce lasciate dal colpevole, per metterli insieme e formulare la sua ipotesi diagnostica.

Oggi invece non è più così e il rapporto tra il dermatologo e il paziente/utente ha una sua realtà anche al di fuori dello studio dove la relazione è più fluida e immediata proprio grazie al digitale.

Sempre più spesso si ricerca la diagnosi in internet, la chat con il dermatologo o il consulto con il dermatologo online.

Diagnosi in internet fai da te

In questi casi l’analogia del dermatologo detective non è più sufficiente a descrivere la figura e le competenze del medico.

Oggi, il dermatologo è chiamato ad essere un business intelligent manager in grado di codificare i bisogni degli utenti tramite la loro descrizione, interpretarli e decodificarli in una diagnosi e terapia in grado di soddisfarli.

In altre parole quelle che sono le percezioni dell’utente utilizzate per descrivere il suo problema devono essere codificate in informazioni dermatologiche e la difficoltà è proprio questa perché le percezioni sono individuali e soggettive e non trovano riscontro con le informazioni oggettive e riproducibili.

I “punticci” al viso ad esempio possono essere un esempio di percezioni individuali e soggettive in quanto potrebbero significare cose diverse quali la presenza di minute manifestazioni puntiformi al viso oppure nel complesso la presenza di un quadro clinico tutto sommato di modesta entità cos’ come manifestazioni che per quanto sfumate a volte si notano e altre no.

Mentre i comedoni, le papule, le pustole, ecc… sono informazioni oggettive e riproducibili per il dermatologo fondamentali per identificare e descrivere il problema dematologico e porre diagnosi e che nel loro insieme rappresentano quella che si chiama la semeiotica e della quale torneremo a parlarne in dettaglio.

Internet ha ampliato il contesto della relazione tra il paziente e il dermatologo e di conseguenza amplificato le difficoltà di relazione; non tanto nei tempi che sono immediati quanto nella comprensione reciproca dei bisogni e delle esigenze, generando stress sia per gli uni sia per gli altri.

Stress per gli utenti che non si sentono ascoltati e compresi e per i dermatologi che faticano a costruire in rete una comunicazione professionalmente qualificante.

Una condizione che sta portando molti utenti ad allontanarsi dal dermatologo e a trovare rifugio nei gruppi chiusi di Facebook dedicati alle singole patologie dermatologiche dove si sente compreso perché si esprime allo stesso modo di altri che hanno il suo stesso problema.

Gruppi chiusi di Facebook dove da soli cercano soluzioni ora a questi punticci ora a questa macchia rossa sulla pelle: “Chi Sto arrivando! dirmi cosa posso usare per questo problema al viso?”, Oppure “Cosa ne pensate di questa crema per la dermatite del viso?”

Internet è uno strumento innovativo per la nostra professione di dermatologi che sarebbe un lusso ignorare.

Richiede dedizione e impegno attivo per poter individuare le modalità e le leve da utilizzare per costruire una relazione con il paziente professionalmente all’altezza di quella che si verifica in studio che non è più il punto di arrivo e finale dell’incontro tra il dermatologo e il paziente ma è ormai solo una tappa intermedia della relazione medico-paziente sempre più dinamica, flessibile e continuativa nel tempo.

Conclusioni

Aderenza alla terapia e gestione degli effetti collaterali di una terapia sono solo alcuni degli aspetti che possano essere gestiti, insieme al paziente, grazie proprio ad Internet per non parlare anche della responsabilità che come medici dobbiamo portare avanti per una sensibilizzazione ed educazione alle tematiche mediche perchè la salute passa anche dall’informazione medica accreditata e non dalle fake news.

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