Debellare la scabbia: gli errori da evitare

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“Mi auguro che lei possa aiutarmi, non ne posso più! Ho la scabbia da due mesi ho usato vari prodotti ma invano senza alcun giovamento! Ho speso solo tanti soldi e continuo ad avere il prurito.”

“Si guarisce dalla scabbia?”

Come avrete sicuramente compreso torno a scrivere di scabbia e più esattamente del trattamento per guarire una volta per tutte. Sì, hai letto bene! Dalla scabbia si guarisce e anche in fretta.

“Allora”, ti starai chiedendo, “perché continuo ad avere prurito e non guarisco?”

Di seguito tutti gli errori, uno per uno, che si verificano ogni volta che si presenta il problema della scabbia.

I errore – diagnosi presunta di scabbia

Si esatto!

Il sintomo principale della scabbia è il prurito che ha delle caratteristiche molto peculiari: è intenso e prevalentemente notturno. Spesso è presente contemporaneamente in più di un componente familiare.

Il prurito però non è sufficiente a fare diagnosi di scabbia. Capita infatti che il paziente riferisca al dermatologo di grattarsi da tempo in maniera anche forsennata e il medico osservandolo ad occhio nudo o con una lente di ingrandimento faccia diagnosi di scabbia quando invece sarebbe più corretto parlare di sospetto di scabbia.

La diagnosi di scabbia deve essere sempre confermata e ci sono essenzialmente due metodi:

  1. prelievo tramite una lama di alcune squame cutanee da esaminare al microscopio ottico previo trattamento con una soluzione di idrossido di potassio
  2. osservazione delle manifestazioni sospette in dermatoscopia utilizzando lo stesso strumento che normalmente il dermatologo usa per il controllo dei nei.

Entrambe le metodiche servono per visualizzare la presenza dell’acaro della scabbia e/o delle sue uova.

scabbia_0

acaro_scabbia
acaro scabbia

cunicolo_scabbia
cunicolo della scabbia

Solo in questo modo la diagnosi di scabbia è certa e di conseguenza si può iniziare il trattamento specifico.

In caso contrario, verrebbe eseguito un trattamento solo sulla base del sintomo del prurito e/o della presunta diagnosi di scabbia e quindi senza giovamento alcuno perché la diagnosi potrebbe essere tranquillamente un’altra.

II errore – applicazione non corretta della cura prescritta

In questo caso l’errore comune è limitarsi ad applicare la crema prescritta dal dermatologo solo nei punti in cui si avverte il prurito e non su tutto il corpo come invece dovrebbe essere fatto.

La crema deve essere applicata dalla base del collo in giù fino ai piedi, dita comprese. Il volto non deve essere trattato perché negli adulti tranne rarissime eccezioni non viene interessato mentre nei bambini piccoli deve essere trattato anche il cuoio capelluto.

In commercio esistono diversi prodotti in crema o liquidi. Personalmente preferisco la galenica a base di Benzoato di Benzile perché posso far acquistare al paziente un quantitativo maggiore di prodotto, a volte anche un chilo, visto che deve essere applicato su tutta la superficie corporea e magari deve essere utilizzato anche dai familiari e conviventi e poi perché posso modulare la concentrazione del principio attivo, in base all’età del soggetto se adulto o bambino, così come in base alla tipologia di pelle della persona il veicolo.

La frequenza delle applicazioni può variare da soggetto a soggetto.

Una doccia calda migliora l’applicazione della crema sulla pelle ben asciutta: facilita e favorisce un assorbimento cutaneo del trattamento che deve eliminare l’acaro e le sue uova, annidati al di sotto della superficie della pelle. 

Quello che conta è la perseveranza del trattamento e non il quantitativo di prodotto applicato che se eccessivo, irrita la cute arrossandola fino a ricoprirsi di puntini rossi, segno di una follicolite. 

Durante questa settimana il paziente nota che il prurito che aveva all’inizio si risolve ma ne compare uno diverso, più sfumato e tollerato, dovuto alla pelle screpolata e causato dalla crema.

A questo punto della terapia, il paziente è già guarito dalla scabbia. Rimane però solo il prurito della pelle screpolata che nella settimana successiva verrà risolto applicando una crema idratante e lenitiva.

Infine, dopo due settimane dall’inizio del trattamento il paziente non avverte quasi più prurito e deve presentarsi in studio per il controllo finale.

III errore – il ping pong

Diagnosticata la scabbia, capita che non tutti i familiari e conviventi del paziente siano disposti ad eseguire il trattamento di profilassi perché, non avendo prurito, sono convinti di non avere nulla quando invece sono nella fase di incubazione che può durare anche 8 settimane.

In questi casi chi esegue la terapia guarisce dalla scabbia che poi si manifesta, sempre con prurito, negli altri che prima la stavano incubando e che non hanno voluto eseguire la profilassi.

Solo ora in ritardo iniziano il trattamento ma nel frattempo hanno già contagiato nuovamente chi prima era guarito che di conseguenza ci ricasca.

Fatta diagnosi di scabbia, il trattamento deve essere sempre eseguito pure dai familiari e conviventi con i quali c’è stato un contatto diretto e prolungato anche se asintomatici. 

IV  errore – continuare il trattamento per la scabbia solo perché c’è il prurito

Questa volta sia diagnosi che trattamento sono corretti ma il paziente continua ad avvertire prurito. Come detto prima il prurito dopo la prima settimana è dovuto non più all’acaro della scabbia ma all’irritazione cutanea causata dal trattamento.

E’ sufficiente utilizzare creme lenitive idratanti e sospendere immediatamente le creme per il trattamento della scabbia.

A volte l’irritazione può essere così importante da richiedere l’uso di creme al cortisone.

V errore – paura di aver contratto la scabbia: il fai da te

Ad un collega, un amico, un conoscente è stata diagnosticata la scabbia e temendo di averla contratta, semplicemente perché è stato preso un caffè insieme, si inizia un trattamento anti-scabbia che come già scritto è irritante e favorisce la comparsa del prurito che accentua il sospetto della malattia e quindi induce a perseverare nel trattamento stesso senza mai consultare un dermatologo per fare il punto della situazione

Conclusioni

L’iter corretto nel caso di un soggetto con il sospetto di scabbia è il seguente:

  1. consultare sempre il dermatologo per la diagnosi di conferma;
  2. attenersi scrupolosamente alle indicazioni prescritte dal dermatologo;
  3. far eseguire contestualmente il trattamento ai familiari e conviventi;
  4. dopo il trattamento eseguire sempre la visita di controllo presso il dermatologo che deve accertare l’avvenuta guarigione.

Oltre alla cura da seguire è necessaria sempre un’accurata bonifica ambientale, ma di questo ne parlerò in un altro articolo.

Dott. Alessandro Martella
Dott. Alessandro Martellahttps://www.alessandromartella.it/
Laureato in Medicina e Chirurgia e Specializzato in Dermatologia e Venereologia presso l'Università di Modena e Reggio Emilia. Sono autore di oltre 50 lavori scientifici in Dermatologia. Ho conseguito il Master in Giornalismo e Comunicazione Istituzionale della Scienza presso l'università di Ferrara. Faccio parte del Consiglio Direttivo dell'Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali (AIDA). Ricopro il ruolo di Direttore Responsabile della Rivista DA 2.0

4 Commenti

  1. Gent.mo,
    grazie della celere risposta.
    Rispondo alle sue richieste:
    1) il trattamento è stato eseguito correttamente spalmando la pomata su tutta la superficie corporea anche piante dei piedi escluso collo e viso per due sere consecutive per due volte a distanza di una settimana. Dopo sono nuovamente andata dalla dermatologa per visita di controllo avvertendo comunque ancora prurito e vedendo ancora qualche pinzetto qua e là su corpo. Lì la dermatologa mi ha detto che non ero ancora guarita e che doveveo ripetere l’applicazione della pomata per altre due sere consecutive attendendo comunque una settimana dalla precedente applicazione, dopodichè mi rivedrà e deciderà se, qualora non fossi ancora del tuto guarita, se ripetere permetrina o passare a benzil benzoato.
    2) nessun altro in famiglia ha contratto scabbia. Abito da sola e non ho avuto contatti intimi se non con il mio partner anch’esso nelle mie stesse condizioni.
    Ma potrei avere acari nel materasso o annidati da qualche parte in casa? Questa è la mia preoccupazione. La sala con divano e tappeti ho provveduto a trattarla con 100gradi e spray antiacaro e vorrei tenerla chiusa almeno per 10 giorni. E’ già una settimana che la tengo chiusa pensando che se ci fossero acari in divano dovrebbero morire lontano da corpo umano. Potrei averceli portati in fase d incubazione, crede sia possibile? La precauzione presa è sufficiente per debellare lì gli acari? Non so se è il caso di farlo anche con materasso che però ha sempre comunque avuto il coprimaterasso e le lenzuola lavate rilavate.
    Io tempo di avere acari in casa, perchè anche oggi dopo la prima applicazione ieri sera ho prurito e pinzi nuovi.
    grazie
    Alice

    • Quali indagini sono state eseguite per accertare la diagnosi di Scabbia?
      Per quanto riguarda le pulizie di casa ricordo che i materassi devono essere imbustati per un mese e durante tutto il periodo del trattamento le lenzuola cambiate e lavate giornalmente. Dubito sull’efficacia degli spray anti-acaro.

  2. Salve circa tre settimane fa è stata diagnosticata la scabbia a me e al mio compagno. Abbiamo fatto due applicazioni di scabiacil, due sere consecutive per due volte a distanza di una settimana. Nei giorni successivi la situazione sembrava migliorata, molti pinzetti seccati ne restavano solo alcuni ma non più con evidente siero sulla punta. Poi la situazine è di nuovo precipitata sia x me che x mio compagno e ci stiamo di juovo riempendo soprattutto su stinchi e braccia…con annesso una sorta di eczema su alcuni pinzi (zona arrossata e screpolata intorno al pinzo). La dermatologa ha prescritto ulteriore applicazione di scabiacil x due sere consecutive. Sono un po’ perplessa x il ravvivarsi della patologia. Tra l’altro io e il mio compagno siamo stati lontani in bienti quindi diversi x 15 gg proprio durante trattamento essendo lui fuori x lavoro x cui la riattivazione su lui e su me è indipendente l’una dall’altra. Gli ambienti sono stati accuratamente te disinfettati cosi come i vestiti. Ma è possibile una roattivazione cosi dopo la doppia applicazione di scabiacil? Ma forse è più efficace il benzil benzoato? Può darmi un consiglio? Grazie

    • Ciao Alice,
      le domande alle quali invece si dovrebbe ceracare riposta sono due:
      1) il trattamento è stato eseguito correttamente per debellare la scabbia. Se sì cosa è stato fatto per dimostrarlo. In altre parole dopo il trattamento il dermatologo vi ha visitato per accertare la guarigione. Ricordo infatti che ilprurito riferito non necessariamente significa una persistenza della malattia
      2) Ipotizzando che il trattamento sia stato eseguito correttamente è possibile immaginare che oltre a voi ci sia qualcun altro in famiglia o con il quale avete dei rapporti/relazioni che ha la Scabbia, non è stato curato, e vi nuovamente infettato?

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