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Cosa significa: il Dizionario medico di Myskin

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  • Regola pratica di facile applicazione che offre un ausilio per l'autocontrollo dei nevi.

    Ciascuna lettera identifica una caratteristica del nevo che potrebbe indicare un fattore di rischio:

    • A (Asimmetria)
      Tracciando una linea immaginaria passante per il centro della neoformazione pigmentata le due metà ottenute non sono simmetriche
    • B (Bordi)
      Appaiono irregolari e sfrangiati
    • C (Colore)
      Possono essere presenti più colori contemporaneamente con sfumature tendenti al marrone-nero o al rosso-blu
    • D (Dimensioni)
      Maggiori di 6 mm
    • E (Evoluzione)
      Recenti modificazioni della neoformazione pigmentata con cambiamenti a carico della forma o del colore o delle dimensioni
  • Animale di minuscole dimensioni, appartenente all'ordine Artropodi della classe Aracnidi, la cui specie del genere «Sarcoptes» è responsabile della scabbia.

    L'acaro colonizza la pelle dove scava un tunnel per la deposizione delle uova.

    Etimologia:

    Dal greco akari «vermicello»

  • Acne comedonica, papulo-pustolosa, nodulo cistica. Patologia infiammatoria della ghiandola sebacea, molto frequente in età adolescenziale.

    Diversi fattori sono determinanti per il manifestarsi della malattia. In particolare nei soggetti acneici è presente un abnorme sensibilità delle ghiandole sebacee agli androgeni (DHT).

    Nelle manifestazioni acneiche si ritrovano sempre tre tipi di microrganismi: Pityrosporum ovalis, Corynebacterium acnes e/o granulosum e lo Staphilococcus epidermidis.

    La malattia si localizza elettivamente nelle aree seborroiche del corpo: volto, torace, dorso, cuoio capelluto.

    Etimologia:

    Dal greco akme «culmine», il punto più alto, o achne «pula», «scarto»

  • aggettivo riferito all’assone della cellula nervosa quando è privo della guaina di mielina.

  • Complesso proteico capace di legarsi in modo altamente specifico a particelle strutturalmente complementari denominate antigeni.

    Esistono cinque classi di anticorpi umani: IgA, IgD, IgE, IgG e IGM.

  • Sostanza che introdotta in un organismo è capace scatenare una reazione immunitaria, dopo essersi combinanta con gli anticorpi prodotti dall'organismo.

    L'antigene può indurre una reazione immunologica che favorisce la produzione di anticorpi o l'attivazione delle cellule del sistema immunitario ed è capace di reagire selettivamente con anticorpi specifici o linfociti attivati.

    Etimologia:

    anti; gr. «genes» che produce

  • Malattia autoimmune caratterizzata da un'infiammazione cronica di varie articolazioni.

    La malattia interessa simmetricamente le articolazioni, determinando fenomeni distruttivi e conseguente graduale deformità e invalidità.

    L'esordio è caratterizzato da dolore, rigidità mattutina e sintomi sistemici quali: astenia, perdita di peso, anoressia, debolezza muscolare e febbre.

    Sebbene il quadro clinico sia caratterizzato da remissioni ed esacerbazioni spontanee, la malattia è associata alla presenza di autoanticorpi (chiamati fattori reumatodi) che reagiscono contro il frammento Fc delle IgG.

  • sinonimo di neurite, è un conduttore che centrifugamante dal corpo di una cellula nervosa conduce impulsi nervosi

    Etimologia:

    dal gr. axon = asse

  • E' la parte più piccola di ogni elemento esistente in natura

  • Anticorpo prodotto da un organismo contro antigeni propri «self».

    La presenza di autoanticorpi è generalmente correlata a malattie autoimmuni.

  • Antigene del proprio organismo «self».

    Gli autoantigeni sono strutture, sequestrate dal resto del corpo, che non vengono a contatto con le cellule del sistema immunitario.

    Se ciò avviene si instaura una malattia autoimmune.

  • Termine che identifica la produzione da parte del sistema immunitario di autoanticorpi, oppure l'azione di linfociti T che reagiscono verso propri antigeni (autoantigeni).

    Le reazioni autoimmunitarie possono provocare lesioni di organi o tessuti indicate come malattie autoimmuni.

  • La propagazione e la diffusione di un'infezione batterica o virale sul corpo.

    Un soggetto grattando l'area in cui è presente inizialmente l'infezione primitiva preleva con le unghie materiale biologico, tipo la cute infettata, e la trasporta in altre aree infettandole.

  • Tecnica chirurgica che prevede il prelievo in anestesia locale di una piccola porzione della cute per eseguire al microscopio valutazioni sulle strutture cellulari e la valutazione delle alterazioni morfologiche e strutturali.

  • Polvere incolore, tendente al bianco è usato principalmente come pigmento oppure come opacizzante

  • Lesioni cutanee caratterizzate dalla raccolta di liquido sieroso o siero-ematico di dimensioni superiori ad un centimetro.

  • Proteina dura presente nello strato corneo e negli annessi (es. peli, lamine ungueali) ricca di aminoacidi solforati e basici.

    Etimologia:

    Dal greco kéras «corno»

  • Processo cellulare che determina la corneificazione di un epitelio.

    Etimologia:

    Dal greco kéras «corno» e dal latino agere, «fare»

  • Cellula principale che costituisce l'epidermide, dove è organizzata in quattro strati: basale, spinoso, granuloso e corneo.

    Il cheratinocita dello strato basale subisce il processo di cheratinizzazione cambiando progressivamente la sua struttura morfologica e funzionale per costituire lo strato corneo.

  • Neoformazione contenente materiale organico, tipo detriti o secrezioni, delimitata da una parete.

    La cisti può essere di natura infiammatoria (es. cisti dentaria, neoplastica oppure parassitaria (es. cisti idatidea).

    Etimologia:

    Dal greco kustis ovvero «vescica»

  • in seguito ad un ostacolo organico o funzionale a livello delle vie biliari si verifica un impedimento al passaggio di bilirubina dal fegato al lume intestinale con conseguente comparsa di ittero e prurito.

    Etimologia:

    dal gr cholè = bile; stasis = arresto

  • Manifestazione iniziale dell'acne, dovuta ad un difetto della cheratinizzazione del follicolo pilifero che determina un'ostruzione del canale (dotto) pilo sebaceo e di conseguenza mancata secrezione sulla pelle del sebo prodotto dalle ghiandole sebacee. Si forma dunque un piccola cisti di ritenzione contenente sebo e cheratina.

    Il comedone può essere:

    • aperto o punto nero (bleckheads);
    • chiuso o punto bianco.
  • Ormone steroideo prodotto dalle ghiandole surrenali.

    Svolge molteplici attività: stimola la gluconeogenesi, inibisce i processi infiammatori e a dosi elevate è un potente immunosoppressore.

  • Genere di batteri comprendente diverse specie di microrganismi, che possono essere presenti nel terreno, nelle acque e sulla pelle. Ne fanno parte anche il C. acne e quello granulosum.

    Etimologia:

    Dal greco korune «clava» e backterion «bastoncino»

  • DHT

    È un ormone androgeno, derivato dal testosterone prodotto sia dalle donne sia dagli uomini, sebbene in quantità differenti.

  • Modificazione del colore della pelle che può apparire ipo o iper-pigmentata.

    Etimologia:

    Dis-; dal greco chrom(a) «colore»; -ia

  • Parassita dei mammiferi di piccole dimensioni, appartenente al genere di Cestodi della famiglia Tenidae.

    Etimologia:

    Dal greco echinos «riccio» e kokkos «chicco»

  • Riferito ad un insetto che si si nutre del sangue di un altro animale, uomo compreso.

    Zanzare, zecche, pidocchi, gli insetti e i parassiti più comuni che si nutrono del sangue succhiato dall'uomo.

  • L'epiluminescenza è un'innovativa metodica diagnostica in vivo non invasiva per lo studio delle lesioni pigmentate melanocitarie (nevi) e non (tutte le altre neoformazioni localizzate sulla pelle).

    A differenza della semplice osservazione ad occhio nudo o con una lente d'ingrandimento che consente solo di apprezzare l'aspetto esterno di una lesione cutanea (la sua morfologia, il colore e il tipo di bordo) l'epiluminescenza consente l'osservazione delle strutture interne che caratterizzano la lesione.

    Se volessimo paragonare l'epiluminescenza ad un'altra metodica strumentale diagnostica potremmo paragonarla all'ecografia, sebbene i principi fisici siano decisamente differenti. Mentre l'ecografia, utilizza gli ultrasuoni con specifiche frequenze per osservare gli organi interni (es. fegato, milza...), l'epiluminescenza utilizza i raggi incidenti di una sorgente luminosa collegata ad un microscopio o ad una telecamera per illuminare e visualizzare le strutture interne di una neoformazione cutanea, localizzate sotto la superficie epidermica fino al confine tra lo strato superficiale della cute (l'epidermide) e il derma.

    In particolare l'osservazione di tali strutture è possibile solo dopo aver applicato un mezzo di contrasto (un liquido) per annullare lo spazio virtuale tra la superficie cutanea e quella della lente della telecamera dotata della sorgente luminosa, che deve essere appoggiata sulla neoformazione da osservazione. Tale accorgimento è fondamentale per eliminare i raggi riflessi, che come è noto ci consentono di osservare e vedere il mondo che ci circonda.

    Per chi volesse provare la differenza tra una visione in «superficie», come siamo abituati quotidianamente e una in «profondità» consiglio un semplice gioco. Dotatevi di una semplice maschera per le immersioni in mare. Dapprima, dopo aver indossato la maschera rimanete in piedi in riva al mare. Così facendo per quanto vi sforziate riuscirete solo ad apprezzarne solo la superficie. Ora, appoggiate la superficie della maschera sulla superficie del mare e finalmente potrete apprezzare la bellezza che si cela al di sotto. Mentre nel primo caso i raggi incidenti del sole venivamo riflessi dalla superficie nel secondo caso riescono a diffondere al di sotto, facendoci apprezzare un mondo completamente differente.

    Allo stesso modo, il dermatologo che utilizza questa metodica d'indagine riesce ad osservare elementi e strutture non altrimenti visibili ad occhio nudo e solo una formazione adeguata e un training formativo specifico consentono allo specialista l'identificazione dei pattern strutturali tipici delle diverse neoformazioni cutanee che e l'impiego di specifici algoritmi diagnostici è fondamentale per la diagnosi precoce del melanoma ma anche degli atri tumori della pelle quale il basalioma, lo spinalioma, ecc.

    Tale tecnica diagnostica, è stata utilizzata per la prima volta nel 1949 dal dermatologo Leon Goldman, ma già nel seicento veniva sfruttato un principio simile per lo studio delle parassitosi cutanee.

    I continui studi di microscopia ad epiluminescenza hanno consentito di redigere una semeiotica dermatoscopica sempre più completa per lo studio di tutte le neoformazioni cutanee.

    La microscopia ad epiluminiscenza può essere eseguita sia con un microscopio per l'osservazione diretta, oppure utilizzando una telecamera, dotata di ingrandimenti variabili (da 10x fino a 70x ma anche oltre 200x e 500x), collegata ad un PC per l'osservazione a monitor della lesione cutanea. In quest'ultimo caso, software dedicati consento anche lo storaggio dei nevi per eseguire lo screening dei nevi o delle altre neoformazioni, oppure la mappatura dei nevi e il loro follow-up, per i quali il dermatologo ritiene opportuno seguirne l'evoluzione nel tempo.

    L'epiluminescenza si è rilevata una metodica importante per ridurre il numero di asportazione chirurgiche inutili, data la sua elevata accuratezza diagnostica (possibilità di fare diagnosi) per il melanoma in fase iniziale, le neoformazioni pigmentate sospette o l'identificazione di tumori cutanei quali: basalioma, spinalioma, ecc.

    Sinonimi: Dermatoscopia, microscopia ad epiluminescenza.

  • Arrossamento localizzato o diffuso della pelle, che scompare alla digitopressione e causato da una vasodilatazione, generalemente di natura infiammatoria.

  • Valutazione al microscopio ottico delle strutture cellulari della cute per valutare il tipo di infiammazione o la presenza di alterazioni morfologiche o architetturali

  • Anticorpo - di solito IgM - diretto verso IgG denaturate di individui con artrite reumatoide o altre malattie reumatiche.

    Il fattore reumatoide viene diagnosticato mediante la reazione di Waaler-Rose.

  • tipo di fibre nervose amieliniche caratterizzate da un bassa velocità di propagazione dell’impulso nervoso, pari a circa 0,5-2 m/sec.

  • Identifica una porzione ben specifica della struttura molecolare - la porzione assiale della struttura ad Y - di un'immunoglobulina

  • Ghiandola cutanea acinosa semplice o ramifica, il cui dotto secretore sbocca generalmente nel canale del follicolo pilifero, dove riversa il sebo che viene poi drenato sulla superficie cutanea.

  • Termine riferito allo stadio larvale cistico della tenia da echinococco.

    Etimologia:

    Dal greco udor «acqua» e idion, suffisso con significato di diminutivo

  • IgE

    Sigla per indicare l'immunoglobulina E, una famiglia di anticorpi prodotti dall'organismo durante una reazione allergica o in seguito ad un'infezione parassitaria.

    In caso di reazioni allergiche, un organismo è in grado di produrre IgE specifiche per la sostanza che ha scatenato la reazione.

    Con un prelievo del sangue è possibile indagare il numero complessivo delle IgE, tramite l'esame denominato PRIST, oppure quelle specifiche per un determinato allergene (RAST).

  • Termine composto dal suffisso immuno con il significato di immunità e dalla desinenza mediato ad indicare una reazione o una partecipazione da parte del sistema immunitario di un soggetto nella genesi di un fenomeno infiammatorio o patologico

  • Infezione superficiale e contagiosa della cute, caratterizzata da vescicole e pustole a contenuto liquido torbido.

    Secondaria a sovrainfezioni di abrasioni o di ferite causata sia dallo Streptococcus beta emolitico di gruppo An sia dallo Staphylococcus aureus.

    La rottura delle vescicole e delle pustole favorisce la formazione di croste giallastre.

    La malattia si diffonde per auto-inoculazione.

    Etimologia:

    dal lat. impetere = assalire

  • Sostanza chimica prodotta e contenuta all'interno di diverse cellule dell'organismo che se liberata è in grado provocare diverse reazioni a carico del lume dei vasi sanguigni e della muscolatura dei bronchi

  • gruppo eterogeneo di patologie dermatologiche caratterizzate da intenso prurito.

    Etimologia:

    dal gr.leichen = lichene

  • Ispessimento della cute con accentuazione dei solchi cutanei.

    E' una lesione provocata da ripetuti sfregamenti ed è accompagnata da prurito.

    Etimologia:

    dal gr. leichen = lichene, lat. facere = fare

  • Cellula del sistema immunitario, che può essere di tipo B o T, programmata per innescare una reazione immunitaria nei confronti di un antigene riconosciuto come estraneo.

  • Cellula del sistema immunitario che, in seguito a stimolazione, prolifica e si trasforma in plasmacellula, quest'ultima capace di produrre anticorpi

  • Costituiscono circa il 70% dei linfociti presenti nel sangue, nella linfa e nei linfonodi.

    Morfologicamente simili ai linfociti B, dopo la maturazione nel timo, migrano nei linfonodi, nella milza, nelle placche di Peyer, occupando aree distinte da quelle ove sono presenti i linfociti B.

    La loro durata di vita media è nell'ordine di mesi o anni.

  • E' una sorgente luminosa ultravioletta la cui lunghezza d'onda è generalmente compresa tra i 340 nm (Ultravioletto A o UVA1) e i 420 nm (luce blu visibile). Ideata nel 1935 dal fisico statunitense Robert Williams Wood, è nota anche con il nome di luce nera.

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    La lampada è comunemente utilizzata in dermatologia per osservare al buio la pelle del paziente soprattutto in caso di Vitiligine, Micosi, Tinea Verisicolor, Eiritrasma ma anche per l'osservazione della macchie scure del volto quali il Cloasma per avere un'indicazione dell'estensione della stessa in profondità nel derma. 

    La pelle osservata con la luce di Wood emette delle fluorenscenze specifiche che consentono al dermatologo la corretta diagnosi delle malattie citate:

    • Vitiligine: fluorenscenza bianco latte
    • Micosi: fluorescenza verdastra
    • Pitiriasi Versicolor: fluorescenza giallo-verde
    • Eritrasma: fluoirescenza rosso corallo
    • Cloasma: se la pigmentazione è superficiale a livello epidermico si accentaua il contrasto tra le macchie del Cloasma e la pelle sana se invece è profondo, localizzato a livello del derma tale contrasto viene attenuato.

    Il fenomeno della fluorenscenza è possibile grazie all'interazione della fluorenscenza emessa con specifici pigmenti (cromogeni) tipici.

  • Malattia infiammatoria la cui eziologia è ancora sconosciuta, che può interessare quasi tutte le strutture del corpo.

    Caratterizzato da manifestazioni autoimmuni è più frequente nel sesso femminile di età compresa tra i 20-40 anni.

    Il Lupus sistemico può interessare la cute, il sistema cardiaco, le articolazioni, l'apparato respiratorio, quello renale, muscolare e nervoso.

  • Sinonimo: Macchia.

    Modificazione circoscritta del colore della cute.

  • linfoma caratterizzato da tumefazione dei linfonodi a livello del collo, ascellare e inguinale, febbricola persistente, sudorazione notturna, anemia, dimagrimento e prurito severo e generalizzato

  • Sinonimo di mastocita, è una cellula do grandi dimensioni localizzata nel derma che giocano un ruolo importante in diverse reazioni infiammatorie e/o immunitarie cutanee

    Etimologia:

    dal ted. mast = ben nutrito, con riferimento ai granuli ritenuti trofici; cellula

  • patologia che può avere solo un interessamento cutaneo (orticaria pigmentosa) oppure sistemico interessando tutti gli organi eccezion fatta per il sistema nervoso centrale.

    La forma cutanea può presentarsi sotto forma di un placca la cui frizione è seguita da un orticaria intensamente pruriginosa.

  • localizzata al confine tra l’epidermide e il derma, svolge un’azione meccanica di ancoraggio dell’epidermide al derma

  • localizzato all’interno del canale vertebrale, costituisce una delle varie parti del sistema nervoso. Tramite i nervi spinali, collega il cervello con la periferia del corpo.

  • Lembo citoplasmatico, costituito da lipidi e proteine, avvolto intorno ad una fibra nervosa dove svolge funzione isolante

     

  • tumore maligno localizzato al midollo osseo caratterizzato da un’eccessiva proliferazione intramidollare di plasmacellule neoplastiche.

    Il tumore distrugge il tessuto osseo favorendo l’insorgenza di fratture spontanee o conseguenti a minimi traumi.

  • Termine che identifica la struttura chimica più piccola di un composto che può essere costituita da un solo atomo o più atomi

  • Malattia infiammatoria, cronica, dell'intestino, la cui eziologia rimane ancora in parte sconosciuta.

    Il quadro clinico è caratterizzato da dolore tipo colica, diarrea cronica, oppure ostruzione intestinale, presenza di una massa addominale, calo ponderale, malessere generale.

  • studio sistematico cellulare e dei circuiti neuronali del sistema nervoso

  • Il nevo, che nel linguaggio popolare viene chiamato «neo», identifica una macchia pigmentata o un'anomalia morfologica della pelle.

    In realtà è un termine che si riferisce a diversi tipi di manifestazioni, generalmente localizzate, che possono essere presenti alla nascita oppure comparire nel corso della vita.

    Il nevo è sempre una manifestazione cutanea benigna e può svilupparsi da differenti componenti della cute: cellule ectodermiche embrionali che costituiscono l'epidermide (lo strato più superficiale della cute), da alcune cellule che costituiscono il derma (la porzione intermedia della cute) e infine da una proliferazione di melanociti.

    Proprio per questo motivo il termine nevo è seguito da un aggettivo per identificare tre gruppi di «macchie» (neoformazioni cutanee) della pelle:

    • nevo epidermico;
    • nevo connettivale;
    • nevo melanocitario.
  • Lesione cutanea di forma rotondeggiante/ovalare simile alla papula ma di dimensioni superiori a un centimetro.

  • Composto chimico di colore bianco, inodore, insolubile in acqua, che ha diverse proprietà cosmetiche tipo quella di lenire e prevenire gli arrossamenti cutanei

  • Lesione rilevata, circoscritta, di dimensioni inferiori a 1 cm, non contenente liquido.

    La papula può essere epidermica, se localizzata interamente all'interno dello strato epidermico della cute, oppure dermica.

  • Il PASI, acronimo di Psoriasi Area Severity Index, è uno strumento utilizzato dal medico per valutare la gravità della psoriasi ma anche per monitorarne il decorso durante un trattamento.

  • Processo o meccanismo di sviluppo di una malattia

  • patologia tipica dell’anziano caratterizzata dalla comparsa di bolle associate o precedute dalla comparsa di prurito.

    Le lesioni che si manifestano elettivamente al tronco, all’inguine o sulla superficie interna della coscia sono la conseguenza di una reazione autoimmunitaria dovuta alla produzione di anticorpi (IgG) che provocano uno scollamento a livello della membrana basale.

    Etimologia:

    pemfig(o); gr. eidos = aspetto

  • Lievito che si riscontra in alcune malattie dermatologiche.

    È chiamato anche Malassetia Furfur.

  • Lesione cutanea di forma piatta simile alla papula ma di dimensioni superiori a un centimetro.

  • patologia mieloproliferativa caratterizza da iperplasia degli eritroblasti (elementi cellulari immaturi dei globuli rossi).

    Gli esami bioumorali documentano un aumento spropositato di globuli rossi ed un ematocrito compreso tra 60-80%, un aumento delle piastrine e dei leucociti.

  • Presenza di un organo ghiandolare mammario completo sovrannumerario, localizzato lungo la «linea del latte» che si estende dall'ascella all'inguine.

  • Presenza di un capezzolo sovrannumerario, localizzato lungo la «linea del latte» che si estende dall'ascella all'inguine.

    Talvolta, il fenomeno si manifesta solo con la presenza di alcuni peli.

  • Rilevatezza cutanea di colorito bianco-porcellana o rosa o rosso, di forma e dimensioni variabili, di consistenza duro-elastica, caratterizzata da estrema fugacità (minuti-ore).

    È causato da una vasodilatazione capillare e da un edema del derma papillare.

  • molecole sintetizzate dall’organismo che svolgono molteplici e differenti azioni di inibizione o attivazione tipo: vasodilatazione, contrazione della muscolatura intestinale, inibiscono l’aggregazione delle piastrine o la secrezione gastrica

    Etimologia:

    da prosta(ta); lat. gland(ula) = ghiandola; -ina

  • dermatosi caratterizzata dalla presenza di eruzioni papulose associate a prurito severo.

    Etimologia:

    dal lat. prurire = prudere

  • branca della medicina che studia l’influenza della psiche sul corpo

  • Raccolta circoscritta di essudato purulento intraepidermico, talora a livello del follicolo pilo-sebaceo.

  • Indagine di laboratorio eseguita sul siero per identificare la presenza del fattore reumatoide nei soggetti affetti da artrite reumatoide

  • Malattia cronica del cervello e del midollo spinale caratterizzata dalla distruzione della guaina mielinica.

    Considerata una malattia autoimmune colpisce generalmente i giovani adulti.

    Il quadro clinico è caratterizzato inizialmente da astenia, incoordinazione motoria e parestesie e poi anche da mono-emi-paraparesi spastica, disturbi sfinterici e psichici.

  • Secrezione lipidica, costituito principalmente da colesterolo, squalene, acidi grassi, gliceridi.

    Etimologia:

    Dal latino sebum

  • Frazione acquosa del sangue o del plasma coagulato.

    Si differenzia dal plasma perché privo del fibrinogeno e degli altri fattori della coagulazione.

  • Molecola con potente azione di vasodilatazione che può provocare un abbassamento dei valori della pressione arteriosa

  • Patologia infiammatoria cronica localizzata inizialmente alle articolazioni del bacino, poi a quelle del dorso e infine a quelle del torace

     

  • Polimero intermedio della sintesi del colesterolo.

    Si trova nell'olio di fegato degli squali ma anche nei vegetali (es. semi di amaranto, crusca di riso, germe di grano e olive).

    Lo squalene essendo meno denso dell'acqua, contribuisce a sostenere la massa degli squali.

    Etimologia:

    Da squal(us), genere di pesci; -ene

  • Batterio normalmente presente sulla pelle dell'uomo come opportunista ma che può determinare infezioni in presenza di lesioni di continuità per mancata funzione barriera della cute.

  • La somministrazione ripetuta nel tempo dello stesso farmaco con lo stesso dosaggio non è più in grado di indurre un'azione terapeutica

  • Verme platelminte (piatto).

  • Farmaco che assunto in gravidanza può indurre la comparsa di malformazioni fetali

  • Infiammazione vascolare dell'occhio, caratterizzata da dolore, fotofobia, lacrimazione e annebbiamento visivo

     

  • Diminuzione del lume dei vasi sanguigni. Processo opposto di vasodilatazione

  • Dilatazione del lume dei vasi sanguigni. Processo opposto di vasocostrizione

  • Lesioni cutanee caratterizzate dalla raccolta di liquido sieroso o siero-ematico di dimensioni inferiori ad un centimetro.

  • VIP

    Acronimo di vasoactive intestinal peptide è un ormone prodotto dal pancreas che svolge molteplici funzioni a livello intestinale e cardiaco, dove induce vasodilatazione delle coronarie