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Emangioma infantile

Uno dei problemi più comuni della pelle del neonato durante il primo anno di vita. Circa il 25% dei casi richiedono l'intervento di un centro specializzato

L’Emangioma infantile è un tumore benigno che si sviluppa in modo anormale sulla pelle, soprattutto nei primi mesi di vita.

La natura benigna determina nel tempo la cessazione spontanea della moltiplicazione delle cellule. Un tempo veniva chiamato “voglia a fragola” data la sua protuberanza color rosso vivo.

L’Emangioma infantile è uno dei problemi più comuni della pelle del neonato durante il primo anno di vita. Ogni 100 neonati, 4/5 hanno un Emangioma infantile e, nelle femmine è più frequente che nei maschi, e, il rischio è più alto nei prematuri o nei nati da gravidanze complicate.

Qual’ è l’aspetto dell’ Emangioma infantile?

Inizialmente l’Emangioma si presenta come una macchia (pallida o colorata), talmente piccola che spesso non è notata alla nascita.

Di solito i genitori si accorgono della presenza di questa macchia dopo un paio di settimane perché inizia ad ingrandirsi e, in alcune settimane può crescere molto velocemente, soprattutto durante il secondo e il terzo mese di vita, diventando anche grande come una palla da tennis.

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evoluzione dell’emangioma infantile

Solitamente la crescita rapida termina entro i 5 mesi d’età del bambino, anche se può continuare lentamente a crescere fino agli 8-12 mesi e, dopo l’anno inizia a regredire.
In genere l’Emangioma si appiattisce e si ritira, partendo dal centro e, anche il colore cambia, ma necessitano diversi anni prima che scompaia del tutto, di solito 4 anni ma talvolta anche fino a 9 anni.

E’ comunque difficile prevedere quanto un Emangioma diventerà grande e in quanto tempo regredirà, nella maggior parte dei casi lascia comunque dei segni residui

L’Emangioma può anche svilupparsi come una massa profonda sotto la pelle di colore bluastro, la pelle in superficie può presentarsi increspata e irregolare oppure liscia e tesa.

Solitamente si presenta sulla pelle, ma può anche colpire gli organi interni come laringe, fegato, intestino o altri visceri.

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Emangioma in un neonato

Quali problemi può provocare l’Emangioma infantile?

Gli esperti hanno stabilito una classifica di rischi, in base alla sede o alle dimensioni:

  • Altissimo rischio: si definisce ad altissimo rischio quando si localizza agli occhi, alle labbra, alla punta del naso e al capezzolo. specie se di dimensioni maggiore di 5 cm. Quelli di tali dimensioni sono al alto rischio se si localizzano in altre aree del corpo quali: cuoio capelluto, al fondo schiena o nell’area pannolino, così come se sono presenti oltre 5 Emangiomi e viene coinvolto il fegato; in questi casi possono essere compromesse delle funzioni vitali e il neonato potrebbe richiedere un ricovero immediato.
  • Alto rischio: si definisce ad alto rischio quando il diametro supera i 2 cm sul volto, sul cuoio capelluto o sul naso, oppure anche essendo più piccolo è localizzato sulle labbra, punta del naso, in bocca e intorno al capezzolo. Sono considerati sempre ad alto rischio anche quelli di dimensioni superiori ai 2 cm che si presentano ulcerati, condizione che può comportare deturpazione estetica, motivo per cui devono essere tenuti sotto osservazione fino a quando continua a crescere (almeno per 3 mesi).

emangioma infantile rischi
emangioma infantile rischi

  • Basso rischio: si definisce a basso rischio l’emangioma di dimensioni inferiori ai 2 cm o e non rilevato rispetto al piano cutaneo, localizzato al tronco e agli. Anche questo tipo di emangioma deve essere monitorato.

Come si cura l’Emangioma?

Negli ultimi 10 anni la terapia dell’ Emagioma ha fatto grandi passi avanti rispetto ai decenni precedenti in cui venivano utilizzati metodi invasivi. quali la rimozione chirurgica o laser, o si impiegavano cure che rischiavano di essere tossiche per il neonato.
Oggi la terapia viene prescritta in centri specializzati e condotta di concerto con i genitori. Questi centri sono formati da dermatologi e da altri specialisti, data la complessità dei quadri clinici che possono essere causati dall’emangioma.
Il team multidisciplinare prevede anche la presenza di infermieri e psicologi a supporto della terapia.

Il ruolo dei genitori e il rischio associato

Le fotografie dei genitori sono state un aiuto prezioso per i medici per capire il ciclo dell’Emangioma, dalla comparsa, allo sviluppo e alla decrescita.

In questo modo i medici hanno capito che la fase più critica è quella di crescita rapidissima durante il secondo mese di vita per gli emangiomi superficiali e un mese più tardi per quelli profondi.
Le fotografie sono indicative quando vengono scattate ogni 7-10 giorni e devono esserne scattate 2, una a distanza di 30/50 cm dall’Emangioma e l’altra a distanza di un metro.

Le fotografie, insieme all’osservazione dei genitori, consentono di valutare le variazioni di volume, aspetto e colore dell’emangioma, indirizzando meglio il trattamento.

Numerosi emangiomi non sono problematici e non richiedono alcun intervento terapeutico

tuttavia è normale che i genitori siano in apprensione soprattutto al momento della comparsa dell’Emangioma, l’ansia si può accentuare da informazioni che si trovano su internet e che fanno riferimento agli emangiomi più gravi o dai commenti esterni.

Un modo per superare tutto questo è seguire le istruzioni di uno specialista che insegna come osservare e seguire nel tempo l’Emangioma, in modo da vigilare su eventuali cambiamenti.

Gli Emangiomi problematici sono circa il 25% dei casi e richiedono l’intervento di un centro specializzato

In questi casi possono raddoppiare le proprie dimensioni in poco tempo e a seconda della sede costituire un potenziale pericolo anche per le funzioni vitali.

In particolare gli Emangiomi situati nella parte centrale del viso, anche se di piccole dimensioni (1cm) sono ad altissimo rischio e il neonato deve essere immediatamente preso in cura in un centro di riferimento.

Gli aspetti psicologici del bambino e dei genitori

L’ Emangioma può influire sulla vita del bambino e dei genitori anche dal punto di vista psicologico.

Impatto immediato

I genitori possono sperimentare incredulità, turbamento, paura e sensi di colpa soprattutto se sono lasciati soli, da queste emozioni possono derivare delle scelte istintive come evitare luoghi affollati, non portare il bambino al nido, nascondere l’Emangioma, modificare i propri svaghi, avere una vita coniugale complicata, tutto questo per voler essere più protettivi verso il bambino.

Certamente è allarmante per un genitore vedere nei primi mesi di vita del proprio bambino un graffio o un gonfiore ingrandirsi, soprattutto in una società che dà molta importanza all’aspetto estetico e all’immagine.

Il centro specialistico fornisce un aiuto prezioso per affrontare queste problematiche, già dopo il primo colloquio i genitori sono molto più tranquilli, perché si focalizza l’attenzione sulle decisioni utili a risolvere l’Emangioma lasciando perdere le reazioni emotive.
Avere le giuste informazioni sulle cause, complicanze e terapie serve a superare il senso di incertezza e saper rispondere ai commenti inappropriati degli altri.

Impatto a breve termine

La fase di stabilizzazione e di regressione avviene dai 9 ai 24 mesi di età, quando normalmente si sviluppa l’attaccamento del bambino ai genitori, un atteggiamento positivo e di accettazione sviluppa un maggiore senso di accoglienza verso il figlio.
I genitori sono un po’ il primo “specchio” di un figlio ed è quindi importante che imparino a guardarlo con naturalezza evitando di puntare lo sguardo sull’Emangioma.

A volte molti genitori pensano che l’Emangioma sia 4-5 volte più grande di quello che è in realtà, è quindi importante rivedere le foto del “prima” e “dopo”.

Impatto a lungo termine

Un tempo si diceva che “l’Emangioma và via da solo”, ma questo è fuorviante in quanto la maggior parte degli Emangiomi lascia residui inestetici e può anche causare danni permanenti alla pelle che potrebbero anche influire sullo sviluppo del bambino (deformazioni di naso, labbra, guance e orecchie). E’ sempre consigliabile quindi una rivalutazione all’età di 3-4 anni per vedere se ci sono danni cutanei permanenti che possono anche essere corretti con interventi chirurgici o laser.

Conclusioni

E’ un diritto dei genitori sapere se è necessario trattare l’Emangioma del proprio figlio o aspettare che scompaia da solo.
Il medico valuta i rischi associati all’Emangioma ed al suo trattamento indicando l’opzione migliore.
La presenza di un Emangioma su aree sensibili o visibili per tanto tempo potrebbe influire sul normale sviluppo psicologico del bambino.
Il medico illustra anche la possibilità che l’Emangioma possa lasciare un inestetismo, affrontabile mediante un successivo intervento correttivo.
I genitori devono comunque essere informati che c’è un piccolo rischio che l’Emangioma riprenda a crescere e debba essere necessario un nuovo ciclo terapeutico.
Si tratta quindi di un impegno abbastanza lungo, che i genitori devono assumere con responsabilità, per il bene del proprio figlio.


Bibliografia

Léauté-Labrèze C et al. Infantile haemangioma. Lancet, 2017; 390 (10089): 85-94.

Krowchuk DP et al. Clinical Practice Guideline for the Management of Infantile Hemangiomas. Pediatrics, 2019; 143(1)

Zweegers J, van der Vleuten CJ. The psycosocial impact of an infantile haemangioma on children and their parents. Arch Dis Child, 2012; 97(10):922-6.

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Dott. Alessandro Martella
Dott. Alessandro Martella
Ciao, trovi le informazioni sulla mia attività di Dermatologo qui. Sono l'ideatore, fondatore e responsabile di Myskin, la piattaforma che stai consultando e autore di oltre 50 lavori scientifici in Dermatologia. Attualmente sono il Presidente dell'Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali (AIDA). e il Direttore Responsabile della Rivista DA 2.0Sono anche Co-editors della Rivista Scientifica JPD.

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