La Cheratosi Attinica e il campo di cancerizzazione

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Specialista in Dermatologia e Venereologia

La Cheratosi Attinica è un tumore cutaneo in fase iniziale, spesso non identificato e non diagnosticato precocemente, che può evolvere nel 20% dei casi verso il Carcinoma Squamocellulare che nel 2-6% dei casi può sviluppare metastasi con sopravvivenza della persona a 5 anni del 25-50%.

La Cheratosi Attinica si manifesta generalmente nel soggetto adulto, over 50 anni, soprattutto se di carnagione chiara e una storia di esposizione cronica al sole.

A questi fattori di rischio vanno aggiunti quelli genetici e l’immunosoppressione cronica tipica ad esempio dei soggetti trapiantati.

In America, la Cheratosi Attinica è la seconda diagnosi dermatologica dopo quella dell’Acne e in tutto il mondo si stima che il problema interessa oltre 2 milioni di persone.

All’inizio la Cheratosi Attinica si manifesta come un piccola macchia e/o placca localizzata quasi ed esclusivamente nelle zone del corpo fotoesposte (viso, cuoio capelluto, tronco, avambracci e gambe), associata sempre a manifestazioni di fotodanneggiamento. Oltre alla Cheratosi Attinica sono presenti sulla pelle della persona altre tipologie di macchie quali le lentigo solari che invece sono benigne.

Nelle fasi iniziali la Cheratosi Attinica viene confusa dal paziente ma anche dal medico di medicina generale come pelle secca quindi sottovalutata proprio nel momento in cui, invece, il trattamento precoce impedirebbe la possibile evoluzione verso il Carcinoma Squamocellulare.

cheratosi attinica
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Palpando con le dita la Cheratosi Attinica in fase iniziale è tipica la sensazione simile ad un granello di sabbia.

Nelle fasi successive, la Cheratosi Attinica da semplice macchia si rileva sulla superfice cutanea, diventa più spesa, ruvida, dura a volte anche di colore scuro. Spesso si associa a prurito.

La progressione della Cheratosi Attinica in Carcinoma Squamocellulare

Geneticamente la Cheratosi Attinica presenta la mutazione p53 che si riscontra nel 90% dei Carcinomi Squamocellulari.

Questa mutazione induce una resistenza all’apoptosi (morte cellulare) e un’incapacità a riparare il DNA danneggiato favorendo nuove mutazioni responsabili della proliferazione incontrollata delle cellule fino alla formarzione del Carcinoma Squamocellulare.

Un paziente con cute fotodanneggiatta non presenta mai solo una Cheratosi Attinica ma diverse e  sebbene esistano dei criteri clinici e dermoscopici, utilizzati dal dermatologo per intuire quali di esse sta evolvendo in Carcinoma Squamocellulare, rimane il problema di conoscere a priori quale Cheratosi Attinica si trasformerà in Carcinoma Squamocellulare invasivo che potrebbe sviluppare metastasi.

Inoltre, è stato dimostrato che per ogni Cheratosi Attinica visibile a apprezzabile sulla pelle sono già presenti almeno altre 10 manifestazioni subcliniche, manifestazioni non percepibili ad occhio nudo o alla palpazione perché localizzate al di sotto della superficie cutanea le quali presentano già le alterazioni genetiche della Cheratosi Attinica descritte.

Per questo motivo è stato introdotto il concetto di campo di cancerizzazione per descrivere le aree cutanee limitrofi alle Cheratosi Attiniche il quale deve essere trattato evitando l’errore di limitarsi alla terapia della singola Cheratosi Attinica.

 

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