Psicosomatica: cos’è un sintomo psicosomatico

Vi sarà capitato certamente di accusare qualche sintomo, più o meno fastidioso e persistente, e di consultare il vostro medico di base. Magari scrupoloso e sollecito, lui vi avrà prescritto qualche ulteriore accertamento o una visita specialistica, giusto per escludere che si tratti di qualcosa di serio. Fatti gli esami clinici del caso e le valutazioni annesse, vi sarà capitato di sentirvi dire qualcosa che suonava più o meno così: “Guardi, lei in realtà non ha niente, probabilmente è solo un problema di stress.”

Una situazione tipica, in cui penso si sia imbattuto ciascuno di noi almeno una volta nella vita, può essere esempio utile per introdurre qualche chiarimento su ciò che chiamiamo ​«sintomo psicosomatico​».

Cosa è un sintomo psicosomatico?

Nella definizione più generale si tratta di un problema che, pur manifestandosi sul piano del corpo (soma), vede le sue origini in qualcosa che riguarda la psicheintesa come quel complesso insieme di percezioni, pensieri ed emozioni che sperimentiamo nella nostra coscienza. Il corpo diventa come un teatro in cui si rappresentano tensioni, malesseri, conflitti che riguardano la vita psichica della persona, soprattutto di tipo inconscio.

L’inconscio è un po’ come la cantina della nostra mente, dove si trovano contenuti (immagini, emozioni, sensazioni, suoni, fantasie, ricordi) non direttamente accessibili. A volte siamo in grado di recuperare cose che si trovano in questo magazzino sforzandoci di ricordare, a volte qualcosa affiora spontaneamente, nei sogni della notte o in improvvise reminiscenze, altre volte ancora siamo noi stessi che non permettiamo a contenuti inconsci di affiorare, perché magari ci provocano disagio. Una rabbia che non mi consento di esprimere, perché sono convinto che non sia giusto arrabbiarsi per quel particolare motivo.

Il dispiacere di un genitore per un figlio che va a vivere da solo, ma che non considera giusto far vedere, perché ​«è normale che alla sua età si faccia la sua vita​».

L’invidia che si può provare per un collega che sta avendo più successo di me, ma non la dimostrerò, perché dico sempre che ​«ho tanti difetti, ma io non sono un persona invidiosa​».

Alcuni esempi di tensioni e conflitti che, non accettando e non giudicando corretti, tendiamo a respingere in questo nostro archivio mentale. Nell’inconscio queste emozioni negative possono restare lontane dalla nostra consapevolezza, ma non spengono la loro carica, che cerca una possibilità per esprimersi: proprio come la lava, che spinge alla ricerca di una via attraverso la crosta terrestre ed è pronta a tramutarsi in un’esplosione, là dove trova un pertugio verso la superficie.

Il corpo diventa il luogo dove si manifestano queste tensioni inconsce, il sintomo è il punto in cui avviene la colata lavica, per stare nella metafora.

Quali sono i sintomi psicosomatici più frequenti?

In verità è difficile circoscrivere i sintomi psicosomatici ad un elenco ristretto, perché sono numerose le funzioni, gli organi e gli apparati che possono esserne coinvolti. Per citarne alcuni possiamo menzionare quelli a carico dell’apparato gastrointestinale (gastrite, colite spastica, ulcera peptica), quelli relativi all’apparato cardiocircolatorio (tachicardia, aritmie, cardiopatia ischemica, ipertensione), all’apparato respiratorio (asma bronchiale, sindrome iperventilatoria), all’apparato urogenitale (dolori mestruali, impotenza, eiaculazione precoce, anorgasmia, enuresi), alla pelle (la psoriasi, l’acne, la dermatite psicosomatica, il prurito, l’orticaria, la secchezza della cute e delle mucose, la sudorazione profusa) e al sistema muscolo-scheletrico (la cefalea, i crampi muscolari, la stanchezza cronica, il torcicollo, la fibromialgia, l’artrite).

La lettura del sintomo

Abbiamo parlato di tensioni inconsce ed eruzioni vulcaniche. Coerentemente con tutto ciò che abbiamo detto, si deve aggiungere che non è mai casuale la comparsa di uno specifico sintomo psicosomatico: se è vero che è generato da una tensione emotiva, esso dipenderà, certamente, dalla qualità di quell’emozione. Potrebbe essere rabbia, vergogna, paura, senso di impotenza o costrizione, per esempio. E l’elenco sarebbe lungo, se volessimo citare tutte le sfumature emotive dell’animo umano. Ma la comparsa di un sintomo è legata anche ad altri fattori: potremmo citare, per esempio, la specifica congiuntura di vita della persona, in cui particolari situazioni creano vissuti, sensazioni e stress specifici. Anche la personalità del soggetto è un fattore fondamentale. Se io ho un temperamento collerico, se sono molto chiuso e inibito nella comunicazione, se mi sento facilmente minacciato da situazioni nuove, per fare altri esempi, sarò più propenso a sviluppare una certa sintomatologia piuttosto che un’altra.

Come si possono curare i sintomi psicosomatici?

Essendo il corpo un luogo di espressione dei sintomi psicosomatici, il medico è certamente il primo professionista che viene interpellato, quando si presentano queste manifestazioni. Avendo fatto un’indagine accurata e avendo prescritto gli eventuali farmaci, al ripresentarsi del problema o alla parziale o totale inefficacia dei presidi farmacologici, il medico può valutare l’opportunità di coinvolgere uno psicoterapeuta ad orientamento corporeo o psicosomatico, che possa curare la componente emotiva che, a quel punto, si ipotizza ci possa essere fra le cause del sintomo.

La psicoterapia avrà certamente fra i suoi obiettivi quello di consentire, in prima battuta, una presa di coscienza delle tensioni che possono avere a che fare con il sintomo; successivamente il paziente avrà bisogno di essere aiutato e sostenuto nell’elaborazione e nel superamento dei disagi che sono collegati alla sintomatologia psicosomatica.

Abbiamo detto poi che esistono delle ricorrenze fra gli aspetti emotivi, caratteriali e congiunturali con specifici sintomi. A scanso di troppo facili semplificazioni, è importante precisare che, nella comprensione e nella cura di questi sintomi, è sempre fondamentale concedersi la possibilità di esplorare insieme al paziente i vissuti e le situazioni che si associano al problema organico, senza mai dare per scontato a priori che un sintomo debba significare sempre la stessa cosa.

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