AIDS – Giornata mondiale della prevenzione

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“Se infetta uno di noi … colpisce tutti noi.”

Dal lontano 1988, come ogni anno il 1° Dicembre è riconosciuto come il giorno in cui il mondo intero riconosce l’impatto globale dell’HIV e dell’AIDS.

Un’opportunità per le persone di tutto il mondo di unirsi nella lotta contro la malattia, mostrare il loro sostegno a quelle che convivono con la malattia o che sfortunatamente ne sono rimaste vittima.

Dal 1981, oltre 25 milioni di persone sono morte di AIDS e più di 36 milioni vivono attualmente con la malattia.

Solo nel 2016 circa 1 milione di persone sono morte per malattie legate all’AIDS e 1,8 milioni di persone sono state recentemente contagiate dall’HIV.

Nonostante il recente miglioramento dell’accesso al trattamento e all’assistenza antiretrovirale in molte regioni del mondo, l’AIDS continua a essere una delle peggiori pandemie della storia umana.

Oggi l’ Hiv non rappresenta più come in passato una sentenza di morte, la tempestività nella diagnosi, nella cura e le nuove terapie,  possono permette di vivere un’esistenza normale.

Ciò che uccide più oggi è l’assenza o la non corretta informazione a riguardo, sottovalutare il problema in quanto non fa più notizia e non rappresenta il trend del momento e di conseguenza, peggio ancora, non fare prevenzione.

Non basta una giornata di sensibilizzazione e non basta neanche consigliare di usare il preservativo come se questo sia l’unica barriera e l’unico modo che impedisce il contagio.

Pochi conoscono il termine TasP o Prep,  perché nessuno parla di prevenzione con antiretrovirali  o di profilassi per tutti quei lavori o situazioni ad elevato rischio di contagio.

Il non parlarne ha provocato col tempo nella popolazione una percezione culturale distorta della malattia.

C’è poca consapevolezza tra i ragazzi e le ragazze sulle malattie sessualmente trasmissibili e sull’Aids, come se l’Aids fosse scomparso e non è così.

Nel corso degli anni la trasmissione del virus si è spostata dall’ambito della tossicodipendenza a quella di trasmissione prevalentemente per via sessuale spostando il target sempre più verso i giovani che è la categoria maggiormente interessata dal contagio (nell’87% delle nuove diagnosi la colpa è del sesso non protetto).

Sono proprio i giovani, con la scarsa poca attenzione ai rapporti occasionali e promiscui non protetti, a sottovalutare più il problema.

Si crea in essi un falso abbinamento mentale “rapporto sessuale = fatto piacevole, naturale e quindi esclusivamente positivo”, riducendo così la percezione dei rischi e la consapevolezza delle problematiche che questo atteggiamento può portare (Hiv, sifilide, gonorrea, clamidia, etc..) non solo a danno della propria salute ma anche a quella degli altri.

A questo si aggiunge la sintomatologia spesso silente della malattia , per cui molti adolescenti contraggono l’HIV ma la manifestazione della malattia diventa visibile soltanto a distanza di anni, periodo in cui il virus può essere trasmesso ad un elevato numero di partner più o meno occasionali.

“Conoscere la modalità di trasmissione è l’unico modo per non essere contagiati.”

Un particolare strumento matematico realizzato dalla Lloyds Pharmacy Online Doctors basato sulla teoria dei sei gradi di separazione ha calcolato che bastano 9 partner nella vita di un individuo con cui si sono avuti rapporti sessuali a rischio non protetti,  per raggiungere quasi 4 milioni di possibili contagi.

Nessun singolo metodo o approccio di prevenzione può fermare da solo l’epidemia di HIV. Diversi metodi e interventi si sono rivelati molto efficaci nel ridurre il rischio e l’infezione da HIV, compresi i preservativi maschili e femminili, l’uso di farmaci antiretrovirali, ma è, e rimane sempre, la consapevolezza delle persone, la prima e più efficace arma di difesa e prevenzione dalla malattia.

Cerco di vivere con consapevolezza – essere gay, essere sieropositivo – sai, la vita va avanti – L’HIV mi ha insegnato che sono molto più forte di quanto non avessi mai creduto di essere. Non pensavo che avrei visto i 30 … Non so mai cosa ci sarà dietro l’angolo, non penso a nulla come veramente un fallimento, sto solo imparando la lezione, e ho già imparato molte lezioni.

~ Greg Louganis, atleta olimpico medaglia d’oro, durante un’intervista del 2016 con ESPN.

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