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Sifilide (Lue): la guida completa ed esclusiva

6 Maggio 2015

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Una volta il mio professore mi disse “Le diagnosi che un dermatologo non deve mai sbagliare sono due: il melanoma e la sifilide

Il melanoma perché una mancata o tardiva diagnosi mette a rischio la vita del paziente; la sifilide, invece, perché è la grande mima, la grande simulatrice, una patologia le cui manifestazioni possono essere simili a quelle di molteplici altre malattie cutanee e per diagnosticarla correttamemte è necessario conoscerle tutte per poter cogliere e individuare le varie sfumature e differenze.

Un invito semplice e chiaro a studiare e a studiare tanto.

Per scoprire perché la Sifilide viene chiamata la grande simulatrice partiamo dall’inizio.

La Sifilide è una malattia infettiva e le modalità di contagio sono:

  • trasmissione per via sessuale
  • trasmissione materno-fetale
  • contagio professionale

La trasmissione per via sessuale è la modalità più frequente e richiede il contatto tra un’area infetta di un soggetto, generalmente una mucosa quale quella genitale oppure orale, e quella di un altro soggetto, anche in questo caso può essere genitale oppure orale, che invece contrae l’infezione.

La trasmissione materno-fetale, invece, è un’infezione in cui la madre contagia il feto e può avvenire o durante la gestazione, più esattamente dopo il 4-5 mese (Sifilide congenita) oppure durante il passaggio del feto nel canale del parto alla nascita (Sifilide connatale)

Infine, il contagio professionale è una possibilità teorica possibile solo se un medico ad esempio visita un paziente con la Sifilide senza guanti a mani nude e tocca la lesione iniziale della Sifilide descritta di seguito.

Qual è la causa dell’infezione?

La causa è il Treponema pallidum, un battere identificato, nel 1905, da un biologo (F. Schaudinn) e un dermatologo (E. Hoffman) di origine tedesca tramite la microscopia in campo oscuro, una metodica innovativa a quei tempi rispetto al tradizionale microscopio ottico.

Il Treponema pallidum si presenta come un batterio quasi trasparente, da cui pallidum, e la sua forma è molto caratteristica di tipo elicoidale, sottile, con 6-12 spire. E’ un batterio dotato di grande mobilità ma muore rapidamente dopo pochi minuti fuori dall’organismo infetto.

La scoperta tedesca fece svanire l’alone del mistero che da secoli aleggiava circa le modalità di contagio della Sifilide.

Nel 1495 quando il re francesce Carlo VIII marciò su Napoli alla riconquista della città la malattia si diffuse così rapidamente che i napoletani davano la colpa ai francesi, chiamandola il mal francese, e quest’ultimi facevano lo stesso con i primi, il mal napolitano.

Le guerre batteriologiche non sono una novità dei nostri giorni e se penso ai fatti di Napoli non si può escludere che facessero la guerra con l’amore.

Se sei arrivato fino a questo punto, un attimo di concentrazione per non perdere il filo di questo lungo “viaggio” della Sifilide che sta per cominciare.

Manifestazioni cliniche

Le manifestazioni cliniche variano con il decorso, la fase della malattia e il momento del contagio.

In particolare, didatticamente vengono distinti tre momenti:

  • Sifilide primaria
  • Sifilide secondaria
  • Sifilide terziara

Sifilide primaria

Si manifesta dopo 3 settimane dal contagio, ad esempio dopo un rapporto sessuale, e le manifestazioni compaiono sempre nella sede in cui è avvenuto il contatto con l’area infetta del partner: mucosa orale, mucosa genitale, ecc.

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La manifestazione tipica è il Sifiloma primario una lesione generalmente unica che si presenta come un’esulcerazione non dolente e di consistenza aumentata. Data la sua consistenza è impossibile sollevare l’esulcerazione e piegarla tra due dita.

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Inoltre, nella stessa sede del Sifiloma primario compare anche un ingrossamento non dolente dei linfonodi (linfadenite) Inizialmente di 5-15 mm, nell’arco delle 1-3 settimane dopo la comparsa, aumenta di dimensioni fino a 1-5 cm per poi scomparire del tutto senza alcuna terapia entro 4-6 settimane.

Attenzione, ciò non significa che il soggetto è guarito spontaneamente dalla Sifilide!

Sifilide secondaria

E’ la fase della “fioritura” come la chiamavano i vecchi dermatologi.

Dopo due mesi circa dal contagio e 30 giorni dalla scomparsa del Sifiloma primario, il Treponema pallidum si diffonde tramite il sangue in tutto l’organismo favorendo la comparsa periodica di manifestazioni, chiamate sifiloderma, estremamente eterogenee tra loro che possomo localizzarsi sia sulla pelle sia sulle mucose.

Anche in questo caso le manifestazioni sono asintomatiche e una volta comparse possono durare settimane/mesi per poi regredire e poi ripresentarsi nuovamente e regredire di nuovo e così via. Tutto ciò si articola per un periodo di 2 anni durante il quale le manifestazioni cliniche della Sifilide possono mimare quelle di tante altre patologie con le quali è possibile confonderla e quindi non diagnosticarla correttamente.

Vediamo insieme e in dettaglio quali possono essere queste diverse manifestazioni.

Roseola sifilitica

Piccole macchie leggermente arrossate, a volte quasi pallide, di pochi millimetri (5-15) compaiono, dopo 60-70 giorni dal contagio, e si distribuiscono elettivamente al tronco e alla superficie flessorie degli arti superiori. Clinicamente si presentano di forma ovalare-rotondeggiante, limiti sfumati, non desquamanti.

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Anche in questo caso la manifestazione è asintomatica e può rischiare di passare inosservata oppure di essere confusa con la Pitiriasi rosea di Gibert, un’intossicazione alimentare o una reazione avversa a farmaci o una malattia virale. L’eruzione persiste per 7-20 giorni e poi anche in questo caso regredisce spontaneamente.

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Sifiloderma papuloso secondario

Il volto, il tronco e gli arti sono interessati dalla comparsa di diverse manifestazioni polimorfe, motivo per cui tale stadio della Sifilide può essere confuso con una Psoriasi, Acne, Varicella, Impetigine, ecc.

Le manifestazioni del tronco e degli arti sono generalmente caratterizzate da papule (lesioni di piccole dimensioni, rilevate sul piano cutaneo e di consistenza aumentata), simili al color del rame, bordi netti, asintomatiche ancora una volta che in periferia presentano un elemento diagnostico importante per il dermatologo: un orletto di desquamazione, chiamato collaretto di Biett.

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A livello del volto, invece, sono maggiormente interessati i solchi nasogenieni e la regione del mento mentre a livello palmo-plantare le pieghe, elemento importante per il sospetto diagnostico.

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Infine, a livello genitale sono presenti lesioni erosive, macerate che spesso confluiscono insieme, di colore grigiastro e maleodoranti. Quest’ultime, data la presenza nelle lesioni del Treponema pallidum, sono contagiose.

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Il sifiloderma papuloso secondario compare dopo 3-4 mesi dal contagio e si risolve con una macchia piana sulla superficie cutanea di colore più scuro.

Oltre alla cute, nella Sifilide secondaria possono comparire lesioni alle mucose orali e genitali di colore biancastro di dimensioni variabili, piccole (chiazze opaline) o grandi (placche mucose). In particolare, a livello della lingua possono scomparire in alcune zone le papille gustative, rendendo la superficie liscia (aspetto “falciato”).

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Infine, anche se rare e più comuni in passato può essere presente:

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  • un diradamento del margine laterale del sopracciglio la perdita dei capelli (alopecia) a livello della regione temporo-parietale
  • macchie chiare/scure (leucomelanodermie) al collo delle donne

La Sifilide secondaria è la conseguenza della diffusione sistemica nell’organismo del Treponema pallidum, motivo per cui spesso oltre alle manifestazioni descritte possono esserci segni di compromissione dello stato di salute generale:

  • febbre (39-39,5°C)
  • cefalea
  • dolori ossei
  • artro-mialgie
  • dolori di modesta entità in corrispondenza dello stomaco

Se sei arrivato fino a questo punto ci siamo quasi: prossima fermata capolinea.

Sifilide Terziaria

Regredite spontaneamente le manifestazioni della fase secondaria inizia il periodo di latenza tardiva, caratterizzato da lesioni degenerative che possono interessare diversi organi e distretti del corpo.

A livello dell volto e degli arti inferiori compaiono noduli di colore rossastro, di piccole dimensioni, che tendono a necrotizzare e ulcerare nella zona centrale fino alla formazione di cicatrici.

Inoltre, su tutta la superficie cutanea ma elettivamente alla tibia, allo sterno e alle mucose, compaiono le gomme: noduli duri di colore rosso che si fistolizzano favorendo la fuoriuscita di materiale vischioso, gommoso che poi favoriscono la formazione di cicatrici biancastre, liscie, retratte e deturpanti.

Manifestazioni simili a quelle cutanee anche se più rare possono localizzarsi a livello delle ossa, articolazioni e muscoli così come a livello dell’apparato digerente.

Possono verificarsi infiammazioni a carico delle arterie che favoriscono la formazione di aneurismi e la comparsa del soffio diastolico, individuabile con l’auscultazione del cuore.

Infine, anche il sistema nervoso può essere interessato da quadri clinici simil meningite con conseguenze che possono variare dai disturbi della coordinazione fino alla paralisi progressiva.

Quest’ultima, associata all’ipotonia muscolare, insieme agli attacchi epilettici che possono essere presenti e ai disturbi psichici e turbe della personalità porta il paziente ad uno stato demenziale e delirante.

Fortunatamente, i quadri clinici della Sifilide terziara sono ormai molto rari perché la diagnosi viene formulata negli stadi precedenti e il paziente guarisce completamente dopo la terapia specifica ma questo sarà oggetto di un nuovo articolo.

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    29/11/2008
  • Un mese fa mi è stata diagnosticata "sifilide secondaria" .
    Questa è la seconda volta dopo 3 anni... nel senso che 3...

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    24/04/2017

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