Lavare e idratare la pelle atopica…fondamentale si..ma come?

La pelle atopica presenta caratteristiche di secchezza ed irritabilità che richiedono una corretta detersione ed idratazione, parte integrante e non trascurabile della gestione quotidiana della malattia.

Più la pelle è idratata, meno infiammazione, prurito ed eczema si sovrappongono con conseguente minor utilizzo di farmaci e miglioramento della qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie. La necessità di idratare correttamente è trasversale, sia nelle forme lievi o in remissione che nelle forme severe.

Come si lava la pelle atopica?

  • L’acqua deve avere una temperatura non superiore a 34°C
  • La doccia deve essere di breve durata (5 minuti): la presenza di calcare aumenta la secchezza della pelle. Se si fa il bagno, non superare i 15 minuti ed eventualmente aggiungere all’acqua un emolliente liquido per neutralizzare la durezza della stessa. Sono consigliabili soluzioni oleose detergenti a base di oli minerali da aggiungere a fine bagno o applicare sulla cute.
  • Preferire un pane dermatologico (non alcalino) o un gel lipidizzante, evitando detergenti schiumogeni e profumati. Meglio utilizzare i saponi non saponi (syndet) o il sapone di Marsiglia (derivato dall’olio di oliva).
  • Asciugare tamponando (lo sfregamento attiva la sensazione di prurito); se presente un eccesso di detergente risciacquare e togliere con un fazzoletto di carta.
  • Nel caso di neonati/lattanti può essere sufficiente detergerli con sola acqua, anche a giorni alterni, in particolare se allattati al seno. Il sapone (sapone di Marsiglia) riservarlo a situazioni in cui si sporchino o se nutriti artificialmente con il biberon.
  • Anche negli atopici più grandi può essere sufficiente utilizzare sapone su viso, ascelle, genitali, mani e piedi, utilizzando sola acqua nelle restanti sedi corporee.

E se nell’acqua aggiungo…

  • amido di riso: ha capacità antinfiammatorie, lenitive ed ammorbidenti. E’ utile sciogliere 3-4 cucchiaini in acqua. Utilizzare, però, amido di riso purissimo (in erboristeria) e non modificato.
  • bicarbonato di sodio: ha un’azione antinfiammatoria e riduce le irritazioni cutanee. Sciogliere 2 cucchiai nell’acqua del bagno.
  • farina di avena colloidale: sciogliere la farina (in erboristeria) nell’acqua del bagno e rimanere immersi per circa 15 minuti. Ha proprietà antinfiammatorie e lenitive. Va detto che sono stati segnalati casi di allergia verso gli estratti di avena presenti nei cosmetici (reazioni da contatto e reazioni immediate tipo orticaria/angioedema) e anche per contatto alimentare con l’avena. Evitare, pertanto, di aggiungere avena colloidale in caso di sensiblizzazione nota e non trascurare questa possibilità in caso di reazioni irritative da contatto, orticaria o angioedema.

Come si idrata la pelle atopica?

Idratare la pelle significa aumentarne il contenuto in acqua, riducendone la perdita (cosiddetta TEWL). Molto dipende dalla composizione, ma anche dalla formulazione. Una crema grassa, adatta per pelli particolarmente secche, può garantire un’idratazione utile per 6-8 ore; un’emulsione, invece, determinando una veloce evaporazione dell’acqua, garantisce idratazione per 2-3 ore ed un minimo effetto barriera. E’ quindi indicata per le dermatiti essudative.

Come si fa a scegliere il prodotto giusto?

Gli idratanti si distinguono in base all’azione prevalente dei suoi componenti e vanno scelti in base alle condizioni della pelle. Lo specialista dermatologo potrà consigliarvi idratanti attivi ad azione igroscopica (umettanti), ad azione occlusiva o di ripristino della barriera cutanea.

Gli umettanti assorbono e trattengono acqua nello strato corneo. Sono ad esempio glicerina, sorbitolo, urea e alfa-idrossiacidi, allantoina, NMF, collagene, acido ialuronico. Sono emulsioni (olio in acqua O/A) o gel idrati.

Gli occlusivi formano un sottile strato che trattiene l’umidità ambientale e riduce la TEWL. Sono emulsioni A/O (acqua in olio), gel anidri, oli, gel e stick di protezione. Talora sono condizionati dalla formazione di comedoni, follicoliti ed eventuale dermatite da contatto.

rispristinanti la funzione di barriera sono acidi grassi essenziali polinsaruri, sfingolipidi e fosfolipidi, ceramidi. Agiscono rallentando la TEWL e potenziando la capacità della pelle di trattenere acqua. Sono emulsioni A/O (acqua in olio), gel anidri, oli, gel e stick di protezione.

Gli emollienti passivi, invece, sono lanolina, vaselina, olii minerali e vegetali, acidi grassi e silicone. La vaselina (costituita al 100% da lipidi) ha il vantaggio di costare poco ed essere occlusiva (utile in alcune situazioni), ma pur essendo un buon miscelante in realtà idrata poco e può essere irritante.

Ma è davvero importante utilizzare idratanti attivi?

Certo… veicolare delle molecole attive in grado di riparare la barriera cutanea oltre alla pura idratazione è importantissimo.

Nella dermatite atopica (e in altri disordini di natura allergica come a esempio allergie alimentari, rinite ed asma allergica…) sono possibili mutazioni a carico del gene per la filaggrina.

Topici in grado di integrare la proteina o suoi precursori sono in grado di velocizzare la riparazione della barriera cutanea ove danneggiata.

Ugualmente risultano importanti le creme ricche in ceramidi. Gli atopici, infatti, sono carenti in ceramidi, lipidi che trattengono acqua nello strato superficiale della pelle, rendendola meno permeabile ad allergeni, microrganismi ed agenti irritanti. L’integrarli dall’esterno significa rafforzare la barriera cutanea e ridurre tutti i fattori che favoriscono il mantenimento dell’eczema.

Quando si idrata la pelle?

Al contrario di quanto di può pensare il bagno (o la doccia) secca la pelle. Se però si idrata subito dopo il bagno (entro 3 minuti) la pelle diventa più morbida ed elastica.

L’emolliente va massaggiato bene per evitare macerazione ed irritazioni. Si consiglia di ripetere l’idratazione dopo 15 minuti in caso di secchezza eccessiva per compensare con nuovo apporto di lipidi l’evaporazione del bagno e della prima applicazione. In caso di aree particolarmente pruriginose, dopo idratazione ed emollienza, può essere utile bendare per ridurre la sensazione e proteggere dal grattamento.

Si consiglia:

  • per arti e tronco: una applicazione al giorno
  • per mani e volto: più applicazioni al giorno (sottoposte a insulti esterni e lavaggi ripetuti)

Ma si può “idratare” solo con le creme?

Esiste la possibilità di utilizzare integratori alimentari specifici che hanno la capacità di migliorare la barriera cutanea riducendo l’intensità e la frequenza degli stati infiammatori e potenziando l’attività antiossidante e antiallergica (cutanea e respiratoria).

Alcuni esempi:

  • Auxille Immuplus® (Envicon). A base di curcumina e resveratrolo, ha un’azione antiossidante ed antinfiammatoria. Favorisce le naturali difese dell’organismo. Se ne consiglia l’utilizzo nel periodo di maggiori manifestazioni allergiche.
  • Topialyse capsule® (SVR). Integratore per pelli atopiche, secche e con attività antiage. Totalmente vegetale con olio di borragine, acido linolenico, vitamina E. Ha un’azione ristrutturante ed idratante.
  • Bifiderm® (Bayer) a base di probiotici (Bifisobacterium Breve BR03 e Lactobacillus salivaris LS01), è un trattamento mirato per la dermatite atopica, contribuisce ad alleviarne i sintomi e ridurre la frequenza delle recidive.
  • Floratopic® (Pizeta) a base di probiotici Lactobacillus salivaris LS01), anch’esso indicato per la dermatite atopica per alleviarne i sintomi e ridurre la frequenza delle recidive.
  • Humana Daiet B gocce: è un integratore ricco in acidi grassi omega 6 e omega 3 e di acido gamma linolenico, utile in caso di dermatite atopica per migliorare la barriera cutanea e ridurre l’infiammazione.

E quanto costa tutta questa detersione ed emollienza?

In Finlandia è stato stimato che i costi medi per i bambini affetti da dermatite atopica da 0 a 2 anni sono pari a 275 euro, 1408 per l’asma, 3182 per le allergie alimentari. Nel caso della dermatite atopica questi costi sono legati alle visite specialistiche, ai topici utilizzati, al tempo impiegato dai genitori per accompagnare i bambini alle visite e di conseguenza al lavoro perso. (1)

In Italia uno studio pubblicato dal gruppo di Allergologia di Bologna (2) quantificava in circa 1250 euro la spesa media della famiglia di un bambino atopico: dagli 800 delle forme lievi ai 2200 delle forme gravi.

Forse sarebbe il caso che il SSN ne tenesse conto iniziando ad aiutare le famiglie atopiche per dare a questi bambini la possibilità di una costante corretta gestione della malattia?

Bibliografia

1. Alanne S et al. Costs of allergic diseases from birth to two years in Finland. Public health 2012: 126 (10):866-72

2. Ricci G et al. J Pediatr Healthcare. Atopic Dermatitis in Italian children: evaluation of its economic impact 2006: 20(6):311-316

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