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I farmaci contraffatti e le pillole in rete

Sempre più frequentemente le cronache segnalano contraffazioni alimentari: pesce congelato scaduto e risurgelato con una nuova etichetta di scadenza, uova marce nelle mense dei bambini, polli che del pollo hanno ormai solo il nome, lo scandalo del latte alla melamina o inquinato per la presenza dell’IXT.

Non ci meravigliamo più di nulla e forse pensiamo di aver definitivamente perso il filo di Arianna dell’alimentazione sana e genuina, mentre, invano, cerchiamo la via di uscita tra le corsie dei supermarket, stracolme di alimenti appetitosi solo per gli occhi – perché una confezione deve prima appagare la vista – come se bastassero le emozioni suscitate per assimilarne i carboidrati, i lipidi e le proteine del contenuto, necessarie per il fabbisogno giornaliero.

Molti rimpiangono il pane di ieri, semplice come l’amore di chi lo preparava e poi lo cuoceva con passione nel forno a legna.

Se i cibi contraffatti rappresentano la moda del momento, non sono più una novità le griffe dell’alta moda, i falsi-veri realizzati da sapienti mani e commercializzati in tutto il mondo dai clan che hanno gestito e gestiscono tutt’ora il settore.

La contraffazione non riguarda solo l’alimentazione, i vestiti, le calzature, ma da qualche tempo anche i farmaci. Le conseguenze sulla salute possono essere mortali come i decessi per malaria che negli ultimi anni anni sia in Africa sia nel Sud-Est Asiatico stanno aumentando perché l’artesunato, unica cura efficace, è stato mistificato qualitativamente oppure quantitativamente.

Una task force costituita dall’Interpol e da scienziati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha permesso di individuare la provenienza del farmaco contraffatto studiando le tracce di polline presenti su alcune compresse, tipiche di alcune piante presenti solo al confine tra la Cina e il Vietnam. Altre compresse, invece, contenevano una forma di calcite, che si trova nella miniera della regione autonoma del Guangxi nella Cina meridionale.

Molti altri farmaci sarebbero stati contraffatti, farmaci noti alle grandi multinazionali, le quali non vogliono pubblicare i dati in loro possesso per il timore che crollino le vendite e di conseguenza il consumo dei loro prodotti originali – non potendo il paziente distinguere tra farmaco originale e mistificato.

Forse sono 8 milioni i farmaci contraffatti, un fenomeno che non sembrerebbe interessare l’Europa e l’Occidente nella distribuzione convenzionale nelle farmacie, dove il pericolo invece è rappresentato dall’acquisto di farmaci on-line.

Graham Easton è un medico giornalista che ha descritto sul British Medical Journal la facilità con cui è possibile acquistare farmaci attraverso quasi mille sportelli virtuali: pillole dimagranti, viagra, farmaci per contrastare le caduta dei capelli o che millantavano una miracolosa e sorprendente ricrescita.

Farmaci la cui provenienza era sempre sconosciuta, farmaci non testati né per la loro efficacia né per la loro sicurezza per la salute dei consumatori-pazienti

Un recente studio, condotto da un ‘associazione che si batte per impedire la commercializzazione di farmaci contraffatti, l’European Alliance for Access to Safe Medicine, ha dimostrato che ben il 62% dei medicinali acquistati in rete è contraffatto e che nel 30% dei casi il medicinale non viene addirittura nemmeno consegnato.

Come tutelarsi?

La sicurezza in rete è garantita solo sui siti certificati per la loro serietà e autorevolezza da organizzazioni quali l’Health on the net foundation, un ente nato nel 1995 da esperti internazionali di telemedicina, che rilasciano il loro logo solamente se le informazioni di un sito sono affidabili e se chi lo gestisce rispetta le regole e il codice di autoregolamentazione.

Da evitare i siti che non forniscono informazioni esaustive sulla provenienza dei farmaci o che propongono farmaci non riconosciuti dal Servizio Sanitario Nazionale. Infine, si ricorda che in Italia è vietata la vendita dei farmaci on line.

E’ sempre buona norma rivolgersi al proprio medico di fiducia per avere il corretto inquadramento diagnostico e l’indicazione terapeutica.

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Dott. Alessandro Martella
Dott. Alessandro Martella
Ciao, trovi le informazioni sulla mia attività di Dermatologo qui. Sono l'ideatore, fondatore e responsabile di Myskin, la piattaforma che stai consultando e autore di oltre 50 lavori scientifici in Dermatologia. Attualmente sono il Presidente dell'Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali (AIDA). e il Direttore Responsabile della Rivista DA 2.0Sono anche Co-editors della Rivista Scientifica JPD.

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