Perchè i tatuaggi sono considerati pericolosi

Spesso i rischi possono emergere a distanza di tempo e non dipendere dalla metodica ma dall’inchiostro utilizzato.

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Specialista in Dermatologia e Venereologia

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La recente notizia del ritiro dal mercato, e quindi dalla vendita e utilizzo, di 9 tipi di inchiostri di provenienza americana perchè cancerogeni ha portato sotto la lente dei riflettori il mondo dei tattoo.

I 9 tipi di inchiostro per tatuaggi ritirati dal Ministero della Salute, dopo le indagini a campione eseguite in diverse regioni d’Italia, perchè non conformi alla normativa europea sono: Blue Iris, Lining Red Light, Dubai Gold, Sailor Jerry Red, Black Mamba, Green Beret, Hot Pink, Banana Cream e il Lining Green.

Quanto accaduto riguarda gli inchiostri e non l’operato del tatuatore e il seguente approfondimento nasce dalla richiesta che in tanti mi hanno inviato dopo a mia intervista su RTL 102,5


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Sia i tatuaggi sia il make up permanente sono realizzati con inchiostri poco o per nulla solubili in acqua e scarsamente solubili in solventi, pigmenti allo stato solido che vengono iniettati sottocute.

Sono 7 milioni gli Italiani che hanno almeno un tatuaggio, il 14% circa sono donne e il 12% uomini e il 30% sono soggetti di età compresa tra i 35 e i 44 anni per un giro di affari di 300 milioni di euro l’anno e con una richiesta di tatuaggi sempre più in aumento.

Secondo i dati pubblicati su la Repubblica giovedi 28 marzo 2019, nel 76,1% i tatuaggi vengono eseguiti in un centro autorizzato, nel 13,4% in centri non autorizzati e nel 9,1% dall’estetista.

Quali sono i rischi quando si esegue un tatuaggio?

Contestualizzata la realtà del tatuaggio in Italia, prima di approfondire il caso dell’allarme del ministero, è bene tener presente che tatuare è una metodica invasiva e come tale espone, pur nel rispetto delle norme a tre possibili rischi:

  • Infezioni
  • Reazioni allergiche
  • Reazioni granulomatose

Le infezioni si possono verificare quando non vengono rispettate le procedure per eseguire un tatuaggio o quando l’inchiostro utilizzato è microbiologicamente contaminato.
Se la prima possibilità, mi auguro, dovrebbe essere sempre più rara, la seconda si può verificare quando il tatuatore miscela pigmenti di colore diverso o li diluisce con acqua oppure quando la composizione dell’inchiostro è contaminata.

Nel 2012 si verificò un’epidemia a New York scatenata da un batterio ritrovato negli inchiostri grigi utilizzati dalla maggioranza dei tatuatori della città.

L’allergia è la conseguenza di una reazione dovuta alla presenza di impurità, primi fra tutti i metalli, nella composizione dell’inchiostro

Anche se la confezione dell’inchiostro è sterile ed atossica come previsto dalla normativa può contenere delle impurezze che in base alla normativa non devono superare determinati livelli, specifici per ogni tipo di metallo.
Tuttavia, anche quando i valori sono contenuti nei limiti di legge e soprattutto quando dovessero essere più alti si possono verificare delle allergie nei soggetti che ad esempio sanno già di esserlo oppure non lo sanno e lo scoprono proprio dopo il primo tatuaggio.

Tra tutti i possibili metalli quelli maggiormente responsabili di allergia sono il nichel, il cobalto e il cromo

Infine, le reazioni granulomatose rappresentano un gruppo eterogeneo di patologie dermatologiche quali lo Pseudolinfoma e diverse forme di dermatosi lichenoide.

Si tratta di patologie cutanee che per semplicità possono essere definite come reazioni da corpo estraneo.  In pratica la cute reagisce alla presenza del pigmento dell’inchiostro con la comparsa di manifestazioni rilevate sul piano cutaneo e localizzate esattamente in corrispondenza del pigmento incriminato.

Pseudolinfoma provocato dal pigmento rosso utilizzato nel tatuaggio

La pelle in questo punto si manifesta di consistenza aumentata, superficie liscia ed è noto che alcuni tipi di inchiostro, quali il pigmento rosso, sono più a rischio di altri. Quando si verifica una reazioni simile, quale ad esempio uno Pseudolinfoma, solo la rimozione chirurgica della porzione di disegno colorato e interessato del tatuaggio risolve il problema.

Cosa è la ResAP?

I 9 inchiostri citati sopra sono stati ritirati perchè contenenti come ingredienti o come impurità le Ammine aromatiche, sostanze cancerogene e vietate dalla normativa.

Tale normativa, alla quale più volte ho fatto riferimento nell’articolo, è la Risoluzione del Consiglio d’Europa sui requisti e criteri per la sicurezza dei tatuaggi e del trucco permanente (ResAP) del 2008, un provvedimento che regolamenta:

  • la composizione e l’etichettatura dei prodotti usati nei tatuaggi e nel trucco permanente
  • la valutazione del rischio delle sostanze impiegate per la composizione degli inchiostri dei tatuaggi
  • le condizioni igieniche adatte all’applicazione dei tatuaggi

Il documento riporta al suo interno la tabelle delle sostanze che non devono essere presenti all’interno degli inchiostri per tatuaggi perchè cancerogene e note con il nome di Ammine aromatiche.

Le Ammine aromatiche sono sostanze chimiche derivate dall’ammoniaca in cui uno o più atomi di idrogeno sono stati sostituiti con gruppi alchilici o arilici in grado di causare tumori sia per inalazione sia per assorbimento cutaneo.

Inoltre la ResAP per tutelare la salute di quanti si sottopongono ai tatuaggi prevede che il produttore o il responsabile dell’immissione in commercio degli inchiostri per tatuaggi si assicuri della tollerabilità degli stessi. Proprio per questo ogni azienda produttrice redige una scheda tecnica di sicurezza nella quale indica la composizione esatta e soprattutto se conforme alla ResAP del 2008.

Perché il Ministero della salute ha ritirato gli inchiostri dei tatuaggi?

Precisato che a tutt’oggi mancano evidenze certe che il tatuaggio possa causare il cancro, l’allarme del Ministero è scattato dopo che gli inchiostri ritirati dal commercio non sono risultati conformi alla normativa ResAP in quanto contenenti Ammine aromatiche note per essere cancerogene!

Le indagini a campione hanno dimostrato la presenza negli inchiostri, ritirati poi dal commercio, delle ammine aromatiche Anisidina e Toluidina.

Altri inchiostri, sempre durante le stesse indagini, sono stati ritirati perchè i livelli di nichel e cromo sono risultati superiori a quelli indicati nella ResAP.

Consigli pratici per chi desidera eseguire un tatuaggio

Come limitare il più possibile il rischio di salute dovuti ai tatuaggi? Di seguito tre consigli che comprendono indicazioni generali, norma comportamentali e un suggerimento personale

Indicazioni generali

Scegliere sempre centri autorizzati e chiedere che vengano utilizzate sempre e solo confezioni nuove di inchiostro i cui  pigmenti non devono essere miscelati con acqua; confezioni che non devono essere ulteriormente utilizzate anche se contengono ancora del pigmento.

Norme comportamentali

  • Applicare la crema solare sul tatuaggio per evitare che si schiarisca durante l’esposizione al sole.
  • Evitare i solarium per lo stesso motivo scritto sopra.
  • Non eseguire tatuaggi se si è allergici oppure si soffre di Psoriasi. In quest’ultimo caso il pigmento dell’inchiostro potrebbe essere un fattore di rischio che potrebbe far peggiorare la Psoriasi.
  • Non eseguire il tatuaggio sui nei.

Suggerimento personale

Spesso i rischi possono emergere a distanza di tempo dopo aver eseguito un tatuaggio e non dipendere dalla metodica ma dall’inchiostro utilizzato.

In questi casi si potrebbe pensare di farsi rilasciare dal tatuatore un certificato firmato nel quale riporta la data di esecuzione del tatuaggio, i diversi tipi di inchiostri utilizzati, la scheda tecnica degli stessi e il numero di lotto.

In questo modo in assenza di linee guida italiane di riferimento si potrebbe immaginare di ricostruire la tracciabilità e la conformità dei prodotti utilizzati per il tatuaggio.

Quando consultare un dermatologo?

Se dovessero comparire sia immediatamente dopo aver eseguito un tatuaggio oppure a distanza di tempo:

  • vesciche o bolle
  • siero
  • rossore
  • prurito

Consultate sempre il dermatologo per una diagnosi certa sulla causa del problema e di conseguenza per risolverlo in maniera appropriata.

Dott. Alessandro Martella
Dott. Alessandro Martellahttps://www.alessandromartella.it/
Sono l'ideatore, fondatore e responsabile di Myskin, la piattaforma di salute digitale dedicata alla dermatologia con contenuti e servizi sia per l'utente sia per il dermatologo Sono autore di oltre 50 lavori scientifici in Dermatologia. Ho conseguito il Master in Giornalismo e Comunicazione Istituzionale della Scienza presso l'università di Ferrara. Attualmente sono il Presidente dell'Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali (AIDA). e il Direttore Responsabile della Rivista DA 2.0

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