Bianco, rosso… nero: il dermografismo

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Specialista in Dermatologia e Venereologia

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Finalmente era arrivato l’ultimo giorno del V anno di liceo e tutti insieme i compagni di classe decisero di festeggiare l’evento in spiaggia, prima di immergersi nella preparazione degli esami di maturità.

La fine della scuola era coincisa con l’inizio di un amore tra due ragazzi che ora, abbracciati, erano sdraiati sui teli. Ad un certo punto, lei prese un bastoncino di legno smussato e fece come per scrivere sul dorso di lui e gli sospirò: «voglio scrivere ti amo sulla tua pelle».

Pochi minuti e proprio dove la pelle era stata sollecitata dallo sfregamento meccanico comparve una reazione eritematosa, rilevata e intensamente pruriginosa. Dapprima lo stupore per la comparsa sulla pelle di lui delle parole scritte da lei ma poi la corsa dallo specialista per capire cosa fosse successo. Il loro amore era da poco sbocciato e lui forse ne era già allergico?

Il tempo di arrivare dal medico che la reazione era già completamente scomparsa e con essa anche la sintomatologia pruriginosa. Ascoltato il racconto lo specialista prese una biro e sollecitò nuovamente il dorso del ragazzo sfregandola sulla sua pelle, che reagì allo stimolo manifestando una reazione identificata di tipo pomfoide e diagnosticata come dermografismo.

Il dermografismo è la dimostrazione semplice e reale che la cute non è assolutamente un rivestimento inerte del nostro corpo ma è un organo a tutti gli effetti in grado di reagire a diversi stimoli, in questo caso a quelli di tipo fisico. Il termine descrive la possibilità di «scrivere sulla pelle», ovvero di favorire la comparsa di segni sulla superficie cutanea dopo aver esercitato una pressione lineare in movimento.

La reazione cutanea si manifesta solo in soggetti predisposti che presentano livelli aumentati di istaminasostanza P e VIP nel siero. Queste sostanze determinano uno stato di iperreattività della cute. Tuttavia, i meccanismi responsabili non sono stati ancora chiaramente identificati.

Gli stimoli fisici, in questo caso le sollecitazioni meccaniche della cute, esercitando una pressione pari a circa 36 g/mm2, favoriscono la comparsa di pomfi, rilevati anche più di 6 mm che poi regrediscono spontaneamente dopo 10-60 minuti.

Il dermografismo viene clinicamente suddiviso in:

  • «bianco» – caratterizzato dalla comparsa di una reazione pomfoide definita anemica perché di colore più chiaro rispetto a quello della pelle. La vasocostrizione e la vasocompressione dei vasi sanguigni del derma sono determinati per favorirne la comparsa
  • «rosso» – se i pomfi appaiono eritematosi perché causati da una vasodilatazione
  • «nero» – se la pigmentazione dei pomfi è scura. Il fenomeno si presenta sulla pelle a contatto con gioielli e monili. L’ossido di zinco, il biossido di titanio o il talco contenuti in diversi cosmetici rimuovono quantità infinitesimali di argento o altro materiale contenuto nella bigiotteria che si deposita sulla pelle ed è responsabile della colorazione nerastra.

Alcuni studi riportano che i soggetti con dermografismo hanno un’età compresa tra i 20 e i 30 anni e rappresentano circa il 2-4% della popolazione. Il decorso, caratterizzato da recidive che possono essere scatenate anche dalla semplice pressione esercitata dagli indumenti come gli elastici delle calze, degli slip o del reggiseno, può durare diversi anni.

Il 22% dei soggetti con dermografismo può avere una durata della malattia superiore a 5 anni mentre il 10% di loro superiore anche a 10 anni.

Il dermografismo è una manifestazione assolutamente benigna, rappresenta la forma più frequente delle orticarie fisiche, nota anche con il nome di orticaria factitia o dermografica, e può associarsi a malattie come il diabete, mastocitosi, sindorme ipereosinofila e patologie della tiroide. Importante la terapia sintomatica ma fondamentale evitare il più possibile i fattori precipitanti la manifestazione cutanea.

Dott. Alessandro Martella
Dott. Alessandro Martellahttps://www.alessandromartella.it/
Laureato in Medicina e Chirurgia e Specializzato in Dermatologia e Venereologia presso l'Università di Modena e Reggio Emilia. Sono autore di oltre 50 lavori scientifici in Dermatologia. Ho conseguito il Master in Giornalismo e Comunicazione Istituzionale della Scienza presso l'università di Ferrara. Faccio parte del Consiglio Direttivo dell'Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali (AIDA). Ricopro il ruolo di Direttore Responsabile della Rivista DA 2.0

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