Pitiriasi Versicolor, la guida completa: clinica, diagnosi, terapia e recidive

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Specialista in Dermatologia e Venereologia

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«Spaghetti e polpette» non è il titolo di un film western ma è stata la descrizione di un morfologo quando per la prima volta ha osservato al microscopio ottico il Pitirosporum, un fungo che si può presentare di forma filamentosa, simile appunto agli spaghetti, oppure tozza e rotondeggiante come le polpette, e proprio per questo descritto come dimorfo.

Il fungo quando si presenta nella forma filamentosa viene chiamato Pitirisporum ovale ed è un commensale che vive quotidianamente a livello del cuoio capelluto e sulla pelle mentre è riconosciuto come Pitirosporum orbicolare quando assume la forma rotondeggiante che, invece, rappresenta la forma patogena responsabile della Pitiriasi Versicolor.

Oggi, il termine Malassezia Furfur ha sostituito quello di Pitirosporum che nel corso del post continuerò ad usare solo per un motivo didattico per spiegare la patogenesi della malattia.

La Pitiriasi Versicor è una patologia molto comune e nelle zone tropicali può interessare fino al 40% della popolazione. Tipica del soggetto giovane adulto, saltuariamente è possibile riscontrarla anche nei bambini e negli anziani.

Si caratterizza per la comparsa di chiazze di dimensioni variabili da pochi mm a diversi cm, di forma ovalare, ben definite e di color camoscio o bruno che spesso possono confluire formando delle macchie di maggiori dimensioni.

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Assolutamente asintomatiche, si localizzano elettivamente al tronco, nuca, collo e radice degli arti e con il passare del tempo tendono a cambiare colore diventando più chiare rispetto al normale colore della pelle.

Il termine versicolor che deriva dal latino «versicolorèm» descrive appunto il cambiamento cromatico delle macchie.

Il colore chiaro è maggiormente apprezzabile durante o dopo l’estate quando la pelle sana più facilmente si abbronza e si accentua il contrasto con quelle interessate dal fungo, motivo per cui, volgarmente, sono chiamate «macchie di sole» o «funghi di mare».

Il contrasto tra la pelle sana e quella interessata dalla Pitiriasi Versicolor è la conseguenza della produzione da parte del fungo di acidi grassi dicarbossilici, in particolare dell’acido azelaico, in grado di interferire e interrompere la sintesi di melanina.

Quindi, ricapitolando, un nostro commensale, il Pitirosporum ovale, diventa patogeno trasformandosi nel Pitirosprum orbicolare, colonizza la cute determinando l’insorgenza di macchie brune che, successivamente, evolvono e si presentano più chiare rispetto al normale colore della pelle a causa dell’interruzione della sintesi di melanina,.

Ovviamente, il Pitirosporum ovale e quello orbicolare non sono altro che le due manifestazioni morfologiche differenti, filamentosa e tozza, che la Malassezia furfur può assumere modificando radicalmente il suo comportamento biologico da commensale della nostra pelle a patogeno.

Perché accade tutto ciò?

L’ambiente caldo-umido, l’eccessiva sudorazione e l’aumento della seborrea, associato anche ad alla predisposizione individuale, rappresentano le condizioni ideali che favoriscono il passaggio dalla forma filamentosa a quella tozza e quindi patogena della Malassezia furfur e di conseguenza la comparsa della malattia.

La Pitiriasi Versicolor pur essendo causata da un fungo ha un basso o nullo potere infettante infatti, solo raramente, all’interno di uno stesso nucleo familiare si riscontrano più soggetti che contemporaneamente presentano la stessa patologia.

Manifestazioni cliniche della Pitiriasi Versicolor

Come accennato l’aspetto classico sono le chiazze brune seguite da quelle leucodermiche (bianche).

Pitiriasi Versicolor: chiazze ipopigmentate
Pitiriasi Versicolor: chiazze ipopigmentate

Inizialmente, le chiazze presentano una fine desquamazione in superficie, una desquamazione che i greci descrivevano con il termine «pityron», simile alla crusca, da cui il nome della patologia Pitiriasi.

La superficie delle macchie color camoscio appare sgualcita, simile alla carta da sigaretta e, nonostante la diagnosi dermatologica sia molto semplice, il segno del truciolo elimina ogni dubbio diagnostico.

In pratica è sufficiente grattare delicatamente la superficie delle macchie con una lama o un abbassalingua per notare la presenza di una desquamazione minuta, farinosa come se un piccolo truciolo si staccasse dalla pelle.

Inoltre queste macchie non presentano mai una risoluzione centrale, ovvero un’area più chiara al centro così come è accade in una micosi oppure nella Pitiriasi Rosea di Gibert.

Pitiriasi Versicolor: chiazze color camoscio confluenti insieme a fomare una macchia più grande
Pitiriasi Versicolor: chiazze color camoscio confluenti insieme a fomare una macchia più grande

Accanto alla forma classica, appena descritta, esiste quella eritematosa, caratterizzata dalla presenza di macchie rosse e quella atrofica.

La forma eritematosa si manifesta generalmente nei soggetti con le difese immunitarie compromesse o in caso di ipersensibilità (eccessiva reazione immunitaria) al fungo mentre quella atrofica sarebbe la conseguenza dell’applicazione impropria di cortisone localmente sulle singole macchie.

Pitiriasi Versicolor: chiazze eritematose
Pitiriasi Versicolor: chiazze eritematose

Diagnosi della Pitiriasi Versicolor

Le manifestazioni cliniche sono sempre molto tipiche per la diagnosi che può essere formulata anche grazie alla lampada di Wood che evidenzia chiaramente, a livello delle macchie color camoscio, una fluorescenza giallo-verdastra indicativa della Pitiriasi Versicolor.

Nei pochi casi dubbi, oltre all’esame con la lampada di Wood, si può eseguire l’esame microscopico diretto con il metodo dello scotch test.

Si prelevano delle squame dalle lesioni con un nastro adesivo trasparente che successivamente viene adeso su un vetrino e trattato con idrossido di potassio al 10-30% per far macerare le squame e/o colorato con blu Parker per osservare la presenza degli spaghetti e delle polpette, ovvero i filamenti e le spore della Malassezia.

Terapia della Pitiriasi Versicolor

La terapia di elezione si basa sull’uso di antimicotici topici da applicare sulla pelle e/o sistemici, la scelta dipende dall’estensione della malattia se localizzata o diffusa.

Per quanto riguarda i topici prediligo le formulazioni in mousse o le soluzioni, contenenti chetoconazolo in concentrazione variabile 1-2% oppure ciclopiroxolamina al 1% o tioconazoloallo 0,5-1%.

Le formulazioni in mousse o le soluzioni, a differenza di quelle in crema, permettono di trattare ampie superfici come il dorso, di favorire un maggiore assorbimento del principio attivo e inoltre, possono essere applicati anche a livello della nuca e soprattutto del cuoio capelluto, serbatoio della Malassezia, senza sporcare i capelli.

In generale, si consiglia di usare queste formulazioni 1-2 volte al giorno per un mese circa. Di solito, prima di ogni nuova riapplicazione degli antimicotici si consiglia di lavarsi per rimuovere eventuali residui del trattamento precedente, tuttavia le loro formulazioni sono tali da non ungere eccessivamente e quindi la detersione può essere tranquillamente eseguita anche solo al bisogno.

Oltre alle soluzioni e alle mousse, per un trattamento combinato, è consigliato l’uso di detergenti antimicotici sia per il corpo sia per il lavaggio dei capelli da utilizzare sistematicamente 2-3 volte a settimana per un mese.

In questi casi, è necessario insaponarsi per bene dal cuoio capelluto compreso fino all’inguine, lasciare il detergente in posa qualche minuto e poi sciacquare.

Generalmente, i topici e i detergenti antimicotici, oltre ad uno dei principi attivi indicati, possono contenere anche zinco piritione, un altro agente antimicotico e antibatterico, lattoferrina che interferisce con il metabolismo della Malassezia e basse concentrazioni di acido salicilico per favorire la desquamazione delle chiazze color camoscio.

La maggior parte di tali prodotti, oltre ad essere efficaci, hanno una cosmesi che non irrita la pelle e una formulazione priva di nichel e parabeni.

Infine, nelle forme diffuse si indica l’assunzione per 7-14 giorni consecutivi di itraconazolo o fluconazolo, il cui dosaggio è rapportato all’età e al peso del soggetto.

Al termine della terapia è assolutamente normale la presenza oppure eventualmente la persistenza delle macchie bianche, più chiare rispetto al colore della pelle, perché la terapia eradica il fungo dalla pelle ma non stimola la melanogenesi, momentaneamente interrotta in modo reversibile dal fungo. .

Lentamente e spontaneamente, dopo la guarigione la melanogenesi riprenderà la sintesi della melanina, una sintesi che può essere accelerata utilizzando dei repigmentanti da applicare sulle chiazze oppure esponendosi correttamente al sole.

Infine, un problema frequente sono le recidive per lo più stagionali della Pitiriasi Versicolor che se particolarmente frequenti è possibile contrastare indicando l’uso di detergente e antimicotici topici in mousse o spray da usare almeno una settimana ogni 4-6 settimane per tutto l’anno.

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24 Commenti

  1. Salve,ho notato delle chiazze bianche sul collo…..Dato che in passato ho avuto pitiriasi versiunilor, non vorrei che fosse una recidiva…Sempre sula parte del collo……vorrei sapere che terapia con antimicotico mi consiglio…..vorrei prendere sia per bocca che come soluzione cutanea una terapia,;mi consiglia per favore la terapia ginstallare per guarire di questa fastidiosa malattia? Grazie immensamente

    • Ciao Alina,
      prima di pensare alla terapia è necesario confermare che effettivamente si possa trattare di Pitiriasi Versicolor. Sono tante le malattie che possono avere manifestazioni simili tra loro. Sei stata già visitata dal dermatologo per una conferma?

      • Salve dottore,Sì! In passato (10 anni fa)sono stata visitata da un dermatologo che mi ha detto di Pitiriasi Versicolor….Mi aveva prescritto una soluzione cutanea (preparata in farmacia) + terapia orale con fluconazolo.In giro di 2 mesi mi ero guarita. ..Però in quei tempi li abitavo in Romania;Ora ho scoperto tornando dal mare queste chiazze sul collo.Mi dia lei una indicazione medica?Grazie!

        • Come scritto prima è necessario capire se effettivamente è la stessa patologia di 10 anni addietro. Non è etico e professionale indicare cure e trattamenti senza una diagnosi. Il mio consiglio è di farsi visitare in Romania da un dermatologo

  2. Buongiorno mi e stato diagnosticato litigiosi multicolor ma con varie terapie di mesi Elazor spesi e micostop non si toglie mi hanno anche prescritto spirano 100 per un ciclo di tre mesi ma niente mi può aiutare sono piena sul viso ,collo , braccia, e schiena grazie mille! Sto impazzendo non so più che fare sembra sporco. Grazie

  3. Il problema è che mi sta salendodietro la nuca in testa perché è da anni che mi dicevano che erano macchie mancanza da di melanina , invece la diagnosi e pitiriasi con vari mesi di compresse schiuma sapone ma niente come le ho scritto non vanno via,

    • Ciao Anna maria,
      per una valutazione accurata della Pitiriasi Versicolor e capire se in fase attiva e quindi da trattare oppure no è necessario eseguire una valutazione con la lampada di Wood. Tale valutazione, inoltre, sarebbe importante per discriminare le macchie bianche di Pitiriasi Versicolor da altre patologie. Hai già eseguito dal dermatologo tale valutazione?

  4. Si con la lampada mi ha dato la diagnosi , e anche la cura ma niente le macchie no si tolgono! ELAZOR CP 100 MG 1 AL DI PER10 GIORNI LOMEXIN SPRAI LA SERA PER 30 GIORNI E MICOSTOP X LA DOCCIA HO FATTO TUTTA UNA CURA MA NIENTE

  5. No al tutto com’era così sono rimaste tante macchie colorate di bianco e rosse non si è neanche scosso dalla pelle uguale a prima anzi ora ho il prurito a volte e sembra il collo sporco perché io sono Chiara di carnagione ma mi scusi le ho elencato i medicinali che ho preso e che non hanno fatto niente , mi può lei consigliare grazie

    • Ok allora è evidente che è necessario far rivedere il tutto, diagnosi compresa. Infine, senza una visita non è possibile dare consigli sui problemi cutanei. Ha già pensato di farsi visitare dal dermatologo che l’ha visitata inizialmente?

  6. Salve dottore mio figlio a 14 anni e sono due anni che ogni 4/5 mesi dobbiamo ripartire la terapia con sporanox e detergenti anti micotici la pitiriasi è stata confermata con biopsia.come possiamo affrontare se i farmaci non risolvono..

  7. Buongiorno dottore oggi a iniziato la terapia con sporanox com 2 al di è con suadian Crema una volta al di tenga presente che sta ripetendo la terapia dopo 4 mesi lei cosa mi consiglia.buona giornata..

    • Ciao Giovanni,
      può capitare che la terapia debba essere ripetuta anche dopo alcuni mesi perché è notoche può recidivare. In questi casi si potrebbe valutare la fattibilità di eseguire dei trattamenti di mantenimento per evitarle. Proprio per questo consiglio di farlo presente al vostro dermatologo per una valutazione

  8. Buongiorno dottore ho rifatto il controllo mi hanno fatto una diversa diagnosi dicono che se con la cura non sono scomparse le macchie ,questo dermatologo mi ha detto che per lui è pecilodermia di ciabatte e non ce cura ma solo laser con scarsa riuscita mi può consigliare come e possibile che con due dermatologi due diagnosi diverse? La prima ha usato anche la lampada? Mi consigli grazie ora mi ha prescritto crema Divene cosa faccio? Grazie.

    • Ciao Anna Maria,
      effettivamente sono due diagnosi estremamente differenti tra loro e con una clinica anche molto divera una dall’altra.
      Da parte mia non posso esprimere una parere mirato non avendola visitata ma è indubbio che debba essere fatta chiarezza per capire se trattasi di una Pitiriasi Versicolor o di una Poikilodermia di Civatte.
      Decida serenamente se eseguire oppure no una terza visita di conferma.

  9. Ho trovato i suoi consigli veramente utili, nonostante abbia consultato vari dermatologi le fastidiose macchie persistono da anni ormai .Spero che usando in maniera più frequente creme e detergenti (come lei consiglia) per tutta la durata dell’anno , riesca a risolvere il problema.
    Per quanto riguarda i prodotti da scegliere ce n’è qualcuno che lei predilige ? ( intendo mousse creme ecc.)
    grazie

    • Ciao Diana,
      se soffre di Pitiriasi Versicolor è importante che venga seguita da un dermatologo per individuare le fasi acute della malattia e intervenire correttamente per gestirle e in caso di recidive frequenti cosa fare per allungare i tempi liberi di malattia

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