23,9 milioni sono i pazienti americani con psoriasi che hanno chiesto un consulto medico dal 1986 al 2005.

Come è cambiata la terapia per il trattamento della psoriasi nel corso di questi anni? Questo l’obiettivo di uno studio che ha analizzato i dati del National Ambulatory Medical Care Survey (NAMCS) e ha pubblicato i risultati sul Journal of American Academy of Dermatology.

Derivati della vitamina D, acido salicilico e soprattutto cortisonici di potenza bassa o media sono state le indicazioni terapeutiche topiche più frequenti alla fine degli anni ottanta e novanta. Solo in casi gravi e importanti venivano prescritti trattamenti sistemici quali il metotressato, la ciclosporina e l’acitretina. Prima e soprattutto trattamenti topici (ovvero quando il medicamento si applica direttamente sulla parte malata) e poi i sistemici.

Dopo un ciclo di terapia si può presentare l’effetto rebound, ovvero una recrudescenza del quadro clinico iniziale, oppure una recidiva della psoriasi con conseguente disagio psicologico del paziente che ripetutamente vede peggiorare o affiorare sulla propria pelle la malattia.

L’effetto rebound è molto più frequente dopo l’uso di corticosteroidi. Pertanto, nel corso degli anni, invece di assistere ad un miglioramento o perfezionamento dell’approccio terapeutico topico per un ottimale gestione della psoriasi e di conseguenza della persona, è aumentata progressivamente la prescrizione di cortisonici di classe molto potente e dei nuovi farmaci sistemici: i biologici.

I cortisonici molto potenti portano in tempi brevi ad un miglioramento delle manifestazioni della malattia ma il loro uso improprio fa aumentare notevolmente il rischio di effetti collaterali, mentre i farmaci biologici hanno quasi del tutto soppiantato le vecchie prescrizioni: ciclosporina, acitretina, metotressato.

In conclusione, cosa è cambiato in 20 anni per il trattamento della psoriasi?

  • poche le novità terapeutiche
  • maggiore prescrizione di cortisonici molto potenti
  • decisivo incremento della prescrizione di farmaci sistemici anche quando non strettamente indicato
  • incremento delle prescrizioni sistemiche rispetto a quelle topiche
  • farmaci biologici come prima prescrizione nella terapia sistemica

Dalla ricerca è anche emerso che la percentuale delle donne e degli uomini con psoriasi è simile, con una irrilevante maggioranza del 51% rappresentata dal sesso maschile. Le fasce d’età dei pazienti che più frequentemente richiedono un consulto al medico sono: 40-49 anni, poi 50-59 anni e infine 30-39 anni. Inoltre, solo il 73% di 23,9 milioni ha chiesto il consulto del dermatologo mentre il 27% si è rivolto ad altri medici specialisti.

Dati apparentemente sterili e privi di significato?

I risultati terapeutici momentanei e a volte insoddisfacenti che il paziente vive sulla propria pelle creano un senso di insoddisfazione e una perdita di fiducia nella terapia convenzionale e, in generale, soprattutto nei giovani, una tendenza a rivolgersi ad altre figure professionali con l’augurio di trovare la causa e la soluzione della loro condizione (come fa il 27% delle persone considerate nello studio).

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