Assumere troppa vitamina D può aumentare il rischio di eventi avversi come fratture, cadute e formazione di calcoli renali, e ciò che i medici hanno riferito venerdì al meeting annuale dell’American Academy of Dermatology a San Diego.

I problemi di salute associati ad un’insufficienza o carenza di vitamina D hanno catturato molti titoli nei media e nei circoli medici, ha detto Martin A. Weinstock, M.D., Ph.D., specialista in dermatoepidemiologia presso la Brown University.

Tuttavia, è stata dedicata molta meno attenzione ai possibili danni derivanti da troppa vitamina D. Questo è un problema perché le persone stanno assumendo tutti i tipi di supplementi di vitamina D, che per la maggior parte va bene, ma possono esagerare

ha detto Weinstock.

L’Institute of Medicine raccomanda livelli di assunzione di 400, 600 e 800 unità internazionali (UI) al giorno,rispettivamente, per neonati, adulti sani e persone di età superiore ai 70 anni. La vitamina D può essere sintetizzata nella pelle con l’esposizione ai raggi UV, o può venire dalla dieta (naturalmente o attraverso la fortificazione alimentare) o da supplementi relativamente poco costosi, ha detto Weinstock.

“C’è un sacco di clamore su come la vitamina D possa essere d’aiuto per molti tipi di malattie, ma in linea di massima queste affermazioni non sono state dimostrate”, ha detto il dott. Weinstock.

L’unico beneficio dimostrato dalla vitamina D è nel promuovere la salute muscolo-scheletrica, ma anche questo è stato messo in discussione.

Due studi randomizzati e controllati che hanno esaminato dosi di 300.000 UI e 500.000 UI di vitamina D per un massimo di quattro anni non hanno mostrato alcuna riduzione delle fratture e delle cadute. In effetti, entrambi questi studi hanno mostrato un aumento del rischio di fratture (49% nello studio di 300.000 UI) rispetto al placebo. Lo studio di 500.000 UI ha anche mostrato un rischio maggiore di cadute (15%), che si verifica soprattutto nei primi tre mesi dopo la somministrazione.

Un anno di sperimentazione clinica con dosi mensili di 60.000 UI in pazienti di età superiore a 70 anni ha mostrato un aumento del rischio di cadute. Inoltre, lo studio Women’s Health Initiative da 36.000 pazienti ha randomizzato donne di età compresa tra 50, 60 e 70 con 400 UI di vitamina D e 1 g di calcio al giorno o placebo. E’ stata osservata un’incidenza maggiore del 17% di calcoli renali di calcio in pazienti che hanno ricevuto la supplementazione di vitamina D e calcio.

La conclusione: la vitamina D è una vitamina essenziale, le persone ne hanno bisogno in quantità adeguate, se sono basse possono integrare per ottenere una quantità adeguata

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