Diagnosticare il melanoma in situ prima che diventi invasivo

dermatoscopio

Le aree iperpigmentate irregolari sono una nuova caratteristica dermoscopica che può diventare il più potente indicatore dermoscopico del melanoma in situ (MIS), anche quando confrontato con i nevi atipici.
Questa caratteristica è uno dei cinque indicatori di MIS emersi in uno studio multicentrico su pazienti con MIS istopatologicamente diagnosticata o altri tumori della pelle. Lo studio è stato pubblicato in JAMA Dermatology.
I ricercatori guidati da Aimilios Lallas, Ph.D., dell’Aristotle University in Grecia, hanno valutato l’accuratezza dei criteri noti per il melanoma, per diagnosticare la MIS comparata con lesioni pigmentate benigne in 1.285 pazienti.
I cinque indicatori dermoscopici significativi del melanoma in situ (MIS) rispetto ad altri tumori della pelle erano:

  • la rete atipica
  • la regressione di oltre il 50 percento
  • le aree irregolari iperpigmentate
  • le linee angolate
  • le marcature prominenti della pelle.

Di questi, le aree iperpigmentate irregolari rappresentavano l’indicatore più rilevante, con una probabilità di MIS pari a 5,4 volte quando presente.
Le aree iperpigmentate sono piccole aree marrone scuro o nere visibili nelle parti centrali di una lesione. La loro forma è irregolare e non assomiglia a nessuna forma geometrica nota (ad es. Triangolo, linea, quadrato); quindi, non possono essere classificate come qualsiasi altra caratteristica precedentemente nota (ad esempio, punti, globuli, macchie, linee).
Le aree iperpigmentate irregolari sono in genere più piccole, multiple e “bizzarramente delineate” rispetto alla macchia.
Aree irregolari iperpigmentate, marcatura della pelle prominente e linee angolate erano più frequenti nel MIS rispetto ai nevi atipici.
Se confrontati con i nevi asportati, le aree irregolari iperpigmentate aumentavano la probabilità di MIS di 4,3 volte.

L’obiettivo dichiarato della ricerca era di rilevare il melanoma prima che diventasse invasivo.
Questi risultati potrebbero portare i medici a migliorare l’accuratezza nel riconoscimento del melanoma nella sua fase più precoce, riducendo il rischio di ritardi diagnostici e il conseguente carico per i pazienti, i medici e i sistemi sanitari.
In un editoriale pubblicato con lo studio, Nufer scrive che il Melanoma in situ aumenta il rischio di melanoma invasivo e di molti altri tumori, ma la sua identificazione e diagnosi rappresenta una sfida.

I criteri dermoscopici scoperti da Lallas e colleghi oltre ad aumentare la precisione nella sua identificazione, possono anche portare all’individuazione di lesioni clinicamente silenti.
Sostengono l’integrazione dei criteri dermoscopici in programmi di screening rivolti a coloro che trarrebbero maggiori benefici da una migliore accuratezza diagnostica, come i soggetti  con più nevi e una storia personale o familiare di melanoma.

Non è possibile dal punto di vista pratico o da quello del paziente asportare ogni nevo, sono quindi necessari strumenti diagnostici non invasivi molto accurati.

La dermoscopia è uno strumento essenziale nella battaglia contro il melanoma, insieme ad altri strumenti di valutazione del rischio già esistenti quali l’analisi genetica e la fotografia total body.

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