Cosa sono i dermocosmetici?

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Specialista in Dermatologia e Venereologia

Quante volte leggendo i post su Myskin avete letto questa parola?

E quante volte avete sentito noi dermatologi riferirci a shampoo o creme con questo termine?

Inoltre, avete notato che per alcune prescrizioni serve una ricetta particolare, mentre per altre “basta chiedere al farmacista” o addirittura servirsi da soli dallo scaffale?

Avete voglia di capirci un pò di più a proposito di quello che vi è stato consigliato?

Continuate allora a leggere e, se avete qualche dubbio, scrivetecelo e proveremo a risolverlo insieme.

Cominciamo.

Dopo una visita dermatologica o dopo un colloquio col vostro dermatologo di fiducia, si conclude con il consiglio di una terapia, ossia una serie di compresse o creme o altro che possono servire per migliorare o addirittura risolvere completamente, il vostro problema alla pelle.

Questa terapia può essere composta da:

  • Medicinali ad esempio un atibiotico come l’amoxicillina in compresse, oppure uncortisonico come il prednisone in compresse, o altri farmaci specifici per l’acne come l’isotretinoina. Il “medicinale” è una sostanza che vi consigliamo perché ha un’azione “farmacologica”, immunologica o “metabolica” e può essere venduto da solo su presentazione di ricetta medica “rossa” o dematerializzata.rossa” o dematerializzata.
  • Farmaci da libera prescrizione (detto anche “da banco” oppure OTC – dall’inglese over the counter, che significa proprio sopra il banco). Questi sono farmaci preconfezionati “da automedicazione”. Anche questi, come i medicinali, hanno proprietà farmacologiche ma che non necessitano di ricetta medica.  Ne sono un esempio le creme antiprurito o il paracetamolo in compresse per abbassare la febbre.
  • Dispositivi medici: ossia una sostanza che non ha interazione farmacologica sul corpo umano ma che può aiutare un farmaco ad espletare al meglio la propria azione. Questi dispositivi sono acquistabili SENZA prescrizione medica. Fanno parte di questa categoria i misuratori della pressione sanguigna così come le siringhe per le iniezioni o le creme simil-steroidee e alcune creme solari specifiche per categorie a rischio. Se prescritte su ricetta libera (“bianca”) sono deducibili fiscalmente.
  • Integratori alimentari: Sono sostanze nutritive, come vitamine e minerali, concentrate in un prodotto alimentare sotto forma di compresse o polveri orosolubili che hanno un effetto nutritivo e fisiologico. Sono sinonimi anche i termini “complemento alimentare” o “ supplemento alimentare”.

Infine, ci siamo, i Cosmetici.

Secondo la legge 713/86 un prodotto cosmetico è: “una sostanza diversa dai medicinali, destinata ad essere applicata sulla superficie esterna del corpo umano, con lo scopo esclusivo o prevalente, di pulire, profumare, modificare l’aspetto, correggere gli odori corporei, proteggere o mantenerle in buono stato”.

Non hanno quindi nessun attività farmacologica o terapeutica e non possono vantarla.

E quindi, se non hanno attività farmacologica o terapeutica, perché ve li prescriviamo e alcuni di questi ve li consigliamo per migliorare delle malattie della pelle?

I (Dermo)cosmetici: perché il dermatologo li prescrive?

prescrizione medica

Alcuni particolari cosmetici, che indichiamo con il termine “dermocosmetici”, possiedono alcune particolari proprietà rispetto ai “comuni” cosmetici.

Un crema idratante per pelli atopiche o per persone che soffrono di allergie da contatto è una crema i cui ingredienti sono stati studiati e formulati per rispondere a queste particolari esigenze.

Queste creme (o shampoo o sieri o gel) particolari prima di arrivare sugli scaffali della vendita, hanno subìto una serie infinita di controlli, di test sia in laboratorio che sulle pelle “viva”, condotti da esperti cosmetologi, biologi e farmacisti. Nel formulare questi prodotti si pongono attenzioni particolari proprio perchè sono indirizzate a pelli particolari.

Sono, ad esempio, senza nichel o senza conservanti, oppure contengono particolari profumi che non sono responsabili di allergie, oppure non li contengono affatto.

Un esempio?  Pensiamo alle creme solari con fattori di protezione alta e molto alta.

Gli studi scientifici hanno dimostrato che chi usa fotoprotettori con fattore di protezione solare molto alta (50+) ha un rischio minore di sviluppare il melanoma. Quindi questi “cosmetici” sono dei veri e propri “anticancro della pelle”.

Eppure per la legislazione europea queste e altre creme particolarmente utili per le persone con problemi cutanei, sono considerate solo dei cosmetici alla stregua di un rossetto alla moda.

Nonostante siano prodotti che svolgono un valido ruolo nel processo di guarigione delle malattie della pelle, e siano quindi da considerare una via di mezzo tra cosmetici e medicinali, al momento la legge non li riconosce come una categoria diversa dai “normali” cosmetici (sia in Italia che in tutta la comunità europea).

Il termine dermocosmetico quindi, non lo ritroverete in alcuna legge o documento ufficiale o libro di cosmetologia. E’ un termine informale e colloquiale, con cui vogliamo indicare quei cosmetici che “hanno una marcia in più”.

Ma questi (dermo)cosmetici sono veramente sicuri?

ipoallergenico

 

Nella definizione di cosmetico è compreso il concetto di mantenere in buone condizioni la cute e i suoi annessi.

Essendo la pelle un organo vivo (e il più esteso di tutto il corpo con i suoi circa 2-3 metri quadrati di superficie!) significa che il cosmetico interagisce con i normali processi fisiologici della pelle come l’eliminazione delle “scorie”, l’evaporazione per ridurre la temperatura corporea, la sudorazione e l’assorbimento di acqua.

E’ quindi possibile che le sostanze contenute in un cosmetico vengano assorbite attraverso la pelle e che possano addirittura produrre degli effetti anche in altri organi.

Questo meccanismo si definisce tecnicamente assorbimento percutaneo.

Uno dei casi più evidenti di questo fenomeno è quello della caffeina.

Spesso questa sostanza è contenuta delle creme anticellulite, ma non tutti sanno che può oltrepassare la barriera della pelle ed entrare nel circolo sanguigno.

Proprio perché esiste questo fenomeno di assorbimento è necessario che questi prodotti siano sicuri, e quindi la produzione e la vendita devono essere regolamentate a norma di legge.

In Italia il compito di vigilare su questo aspetto è svolto dall’Istituto Superiore di Sanità, mentre all’interno della Comunità Europea se ne occupa il SCCP (Scientific Committe on Consumer Products).

Questi organismi studiano le circa 600 sostanze più comunemente usare in cosmetica e classificano i cosmetici in 3 categorie:

  • categoria I: la sostanza può essere impiegata come ingrediente nei cosmetici
  • categoria IIA: la sostanza non può essere impiegata come ingrediente finchè non vengono portate nuove prove che ne dimostrino la sicurezza
  • categoria IIB: la sostanza è vietata.

Una volta attribuita una categoria ad un ingrediente, questo viene inserito nell’Inventario Europeo degli ingredienti cosmetici e gli viene dato un nome secondo l’International Nomenclature of CosmetIc Ingredients (meglio conosciuto come INCI).

Questa nomenclatura INCI è uguale in tutta l’Europa e va obbligatoriamente inserita nel contenitore primario del prodotto cosmetico (provate a controllare nel flacone del vostro dentifricio o del vostro shampoo, sono quelle parole in latino o inglese che trovate dopo la dicitura ingredienti o ingredients).

Purtroppo questi nomi non sono molto facili da comprendere ma il dermatologo e il farmacista li conoscono bene e leggendo il precedente post di Myskin dedicato potrete trovare qualche informazione in più e familiarizzare con loro.

Per tutelare ulteriormente i consumatori, la legge prevede anche che per ogni singolo prodotto cosmetico in commercio in Europa ci sia un valutatore della sicurezza.

Il valutatore di sicurezza è una persona fisica, laureata in argomenti affini a questo (farmacia, chimica farmaceutica, chimica, medicina), che certifica personalmente la sicurezza del prodotto. Un po’ come una mamma che prima di dare la pappa al suo bambino controlla l’etichetta degli ingredienti, chiede al venditore informazioni sui prodotti più buoni e sani, poi cucina con cura e prima imboccare il bambino ne assaggia il gusto e sente la temperatura!

Il valutatore, per certificare un prodotto, si basa su un documento (il dossier) che raccoglie tutte le informazioni che gli servono sulla sicurezza ma anche sulla sua efficacia, e, una volta certificato, ne risponde personalmente davanti alla Legge.

I cosmetici prodotti e commercializzati in Europa devono quindi essere per loro natura sicuri, perché non devono causare danni alla salute umana se applicati in condizioni d’uso normali o ragionevolmente prevedibili.

Conclusioni

Quindi per me che ho la dermatite vanno bene tutti i prodotti che trovo in farmacia perché sono prodotti in Europa secondo queste leggi?

Beh, non è proprio così al 100%!

O meglio, è vero al 100% se la pelle su cui vengono applicati non ha particolari patologie.

Rimane sempre compito del dermatologo quello di indicare e a volte prescrivere il prodotto giusto, personalizzando il più possibile i consigli, non solo in base alla malattia ma, e soprattutto, in base alla persona, alle sue inclinazioni, alle sue esigenze lavorative e familiari, alle sue preferenze.

La salute della pelle è un gioco di squadra, come vi ripeto continuamente.

In questo gioco siamo fortunatamente supportati dalla Comunità Europea, dall’Istituto Superiore di Sanità, dai chimici farmaceutici europei e dalle aziende farmaceutiche e cosmetiche europee che producono (dermo)cosmetici sicuri ed efficaci.

In squadra ci siete anche voi e ci siamo noi.

Noi, che vi consigliamo al meglio delle nostre capacità e conoscenze. Voi, che vi prendete cura di voi stessi seguendo le nostre indicazioni in maniera ragionata, non passiva, e che imparate a scegliere consapevolmente ogni volta che vi ritrovate davanti allo scaffale della farmacia.

 

Bibliografia

  • L. Celleno. Dermatologia Cosmetologica. Tecniche Nuove Ed. 2008
  • Legge 713/86
  • D. Lazovich et al. Melanoma Risk in Relation to Use of Sunscreen or Other Sun Protection Methods. Cancer Epidemiol Biomarkers Prev. 2011 Dec; 20(12): 2583–2593.

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