I farmaci fotosensibilizzanti sono farmaci che assunti quotidianamente per vari motivi,quali ad esempio la pressione anteriosa, il diabete, un’infezione per cui è necessario assumente farmaci sistemici quali gli antibiotici, d’estate con l’esposizione al sole possono causare dermatite ed eritema solare.

Primo sole in arrivo, primi weekend in spiaggia, la voglia di scoprirsi e scaldarsi al sole è tanta. A volte non vuoi nemmeno aspettare di andare al mare, ti accontenti del parco sotto casa, o di un bel giro in bicicletta.

Ma se stai ancora curando l’acne dall’inverno, o se hai quel brutto mal di gola per il quale il medico ti ha prescritto un antibiotico, forse il sole non è il tuo migliore alleato.

Alcuni farmaci  assunti per bocca, come per esempio i farmaci per la pressione arteriosa oppure applicati direttamente sulla pelle, come alcuni profumi, cosmetici o piante medicinali possono causare fotosensibilità ed essere responsabili di dermatite fotoallergiche o dermatite fototossica e possono indurti una brutta dermatite solare, che spesso lascia delle cicatrici scure sulla pelle, molto difficili da rimuovere.

Farmaci e sole

La fotosensibilità o “allergia al sole” si verifica solitamente nelle zone fotesposte come eritema solare che può interessare il viso, il collo, le mani e gli avambracci, ma, in alcuni casi, si estendono anche ad altre parti del corpo, anche se coperte dai vestiti. In questi casi si possono associare anche ad esempio a prurito alle gambe o nelle altre zone del corpo interessate dalle reazioni allergiche da farmaci o reazioni fototossiche.

Fotosensibilità sintomi

Le reazioni dovute a fotosensibilizzazione assomigliano ad una intensa scottatura solare con rossore (eritema) ma anche puntini rossi sulle braccia (piccole papule rosse). Se poi a causa della fotosensibilità le manifestazioni diventano più gravi si accompagnano anche a gonfiore (edema),  vescicole fino a vera e propria orticaria solare.

Se l’eruzione è diffusa a diverse zone del corpo è molto probabile che sia causata da una sostanze fotosensibili assunta per bocca overro farmaci fotosensibili. E’ noto ad esempio che antibiotico e sole non vanno d’accordo perchè sono diversi gli antibiotici che appartengono al’elenco farmaci fotosensibili.

Se invece, l’eruzione è localizzata si tratta presumibilmente di una reazione di un fotosensibilizzante topico.

Quando invece, l’eruzione dovuta alla fotosensibilità è localizzata come ad esempio nel caso dell’eritema solare del viso si tratta presumibilmente di una dermatite fotoallergica o fototossica dovuta ad un topico applicato sulla pelle.

La dermatite solare cosa è?

Anche se le manifestazioni cutanee della dermatite fotoallergica e fototossica possono essere sovrapponibili si tratta di due differenti reazioni cutanee come riportato nella tabella del post Scottature solari: le cause   di seguito un ulteriore spiegazione.

La dermatite fototossica cosa è?

Le sostanze fotosensibilizzanti che assorbono la luce, come i farmaci fotosensibilizzanti,  sono responsabili della fotosensibilità generando direttamente radicali liberi e mediatori dell’infiammazione e causano un danno ai tessuti che si manifesta con dolore ed eritema (simile a scottature solari). Questa reazione può apparire in qualsiasi persona, più o meno gravemente. Questo tipo di reazione fototossica è indotta sia da farmaci “topici”  (profumi, catrame di carbone, piante contenenti furocumarine [lime, sedano e prezzemolo], farmaci utilizzati per la terapia fotodinamica) o agenti ingeriti (p.es., tetracicline, diuretici).

La dermatite fotoallergica cosa è?

La fotoallergia invece, è una risposta immunitaria cellulo-mediata. L’assorbimento della luce solare provoca dei cambiamenti strutturali del farmaco, permettendo che questi si leghi alle proteine tissutali e di agire come un aptene, formando un complesso allergenico. È necessaria una precedente esposizione all’allergene.Le cause topiche delle reazioni fotoallergiche comprendono lozioni dopobarba, schermi solari e sulfamidici.

Le cause topiche della fotosensibilità responsabili di reazioni fotoallergiche comprendono lozioni dopobarba, schermi solari e sulfamidici.

Perchè si sviluppino queste sostanze tossiche possono essere necessarie pochi minuti fino ad un massimo di 72 ore.

Elenco dei farmaci fotosensibilizzanti

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Dermatite solare: la cura

Dopo aver identificato il farmaco che può causare fotosensibilità ed essere causa della dermatite, ne va sospeso l’utilizzo.

I sintomi si possono curare con corticosteroidi topici, antistaminici, antibatterici topici per prevenire le infezioni se la pelle viene danneggiata e, nei casi gravi, cortisone per bocca.

E’ indispensabile però la prevenzione! Non esporti alla luce solare diretta (anche quando il cielo è velato), tantomeno a lampade abbronzanti, durante il trattamento, oppure sostituire il farmaco con uno non fotosensibilizzante o addirittura sospenderlo, se possibile.

Se non è possibile sospendere il farmaco, è opportuno proteggere le zone esposte al sole con  abiti coprenti e cappelli a tese larghe o confezionati con tessuti anti UV, usare una crema con filtro solare (SPF 30+, 50+) e indossare occhiali da sole con filtri per UV.

Se il farmaco scatenante la dermatosi è topico (crema, gel spray, da applicare direttamente sulla pelle) è meglio lavare le mani dopo averlo toccato.

 

Bibliografia:

www.agenziafarmaco.it

www.farmacovigilanza.eu

Dott. Federica Osti - Dermatologa
Sono Medico Chirurgo specializzata in Dermatologia e Venereologia all'Universita' di Ferrara e in Chirurgia Dermatologica all'Universita' di Siena. Svolgo attività clinica di prevenzione, diagnosi e trattamento dei tumori cutanei presso la Asl di Ferrara. Da qualche anno mi interesso di dermocosmesi, come docente presso Scuole accreditate per operatori nel campo estetico, presso il corso di Informatore Cosmetico Qualificato e il Master in tecnologie cosmetiche COSMAST dell'Universita' di Ferrara. Sono co-autrice del libro "Reparto Dermocosmetico, guida al cross-selling" e di numerosi articoli scientifici pubblicati sulla stampa internazionale di settore.

7 Commenti

  1. Gentile Dottoressa, devo assumere Ciproxin 500mg per 10 giorni. Ho inizio oggi la terapia e l’ultima compressa la prenderà in viaggio e il giorno dopo sarò in una località di mare per 9 giorni. Ho una pelle sensibile che in questa stagione ha già “conosciuto” gradualmente il sole, pelle sempre protetta con protezione 50, solo una minima spellatura senza alcuna scottatura e sto prendendo degli integratori per preparare la pelle al sole: quanto possibilità ci sono di avere problematiche con il farmaco? Alternative dall’antibiogramma c’erano ma non erano efficaci quanto il Ciproxin.

    • Caro Alessio,
      Le consiglio di utilizzare una crema con filtro solare di tipo FISICO o MINERALE, con SPF 50+. Di esporsi al sole solo dalle 8 alle 11 del mattino e dalle 16 in poi al pomeriggio. Inoltre applichi la crema solare in maniera generosa (circa 30 grammi per ogni applicazione) su tutto il corpo in particolare nelle zone non coperte da abiti o costume.
      In caso di assunzione di antibiotici come claritromicina e coprirlo caci a queste “regole” vanno seguite in maniera stretta per tutta la durata della terapia e per un paio di settimane dopo il termine della terapia.

      • La ringrazio per la risposta. L’effetto della fotosensibilità è una cosa certa o un rischio? Ovviamente farò il possibile ma capirà che in un viaggio organizzato, in una località di mare all’estero non ho le stesse possibilità di adattamento che avrei a casa…

        • Per quanto riguarda la Claritromicina è una possibilità. Per la Ciprofloxacina e’ più frequente.
          In caso di comparsa di macchie o eritemi diventa fondamentale sospendere l’esposiZione solare. A quel punto però rischia che le macchie siano permanenti o necessitino di lunghi nonché costosi trattamenti per essere schiarite.
          Buona vacanza.

          • Non le nascondo la grande preoccupazione. Ultima domanda: questo probabile rischio è durante il trattanento o anche nei giorni successivi? Io arrivo a destinazione dopo 24 ore dalla fine del trattamento.

            • Caro Alessio, come le scrivevo nella prima risposta, è presente il rischio sia durante che nei giorni immediatamente successivi al termine del trattamento.

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