Una storia, anche se è quella di un Melanoma,  immedesima chi l’ascolta o la legge nel racconto; emoziona e aiuta a comprendere meglio i fatti, le circostanze e il messaggio della stessa.

Se poi la storia è vera, vissuta e raccontata in prima persona dal protagonista, la trovo travolgente.

La storia di Rosaria vale più di mille parole sulla prevenzione e la sensibilizzazione sul Melanoma e noi di Myskin la ringraziamo per averla condivisa con noi e con tutti voi.

La mia è una storia di Melanoma uguale a tante altre.

Da bambina ricordo che, spesso, dopo l’esposizione al sole, mi scottavo. La mamma mi spalmava una crema solare, però all’epoca ( ho adesso 67 anni ) si conoscevano solo gli effetti benefici del sole. Ci divertivamo con gli amichetti a spellarcichi si toglieva più pelle bruciata era più forte degli altri.

E poi…le bollicine da far scoppiare! Insomma, gli anni sono passati a prendere sole selvaggio.

Andavo anche in barca per tante ore e l’abbronzatura era sempre più forte.

Poi, un giorno, vado dal dermatologo per un motivo che non c’entrava niente con i nei e gli chiesi di dare un’occhiata anche a quel neo, che mi sembrava un po’ troppo scuro.

Quello fu solo l’inizio.

Lui mi disse subito che era un brutto neo e lo doveva togliere; era il 13 giugno e credevo che mi lasciasse godere il sole e il mare…invece mi disse che non avevo capito niente e che era urgente.

Tolgo il neo, invio il campione per l’esame istologico e rimuovo la questione per un mesetto.

Quando vado a ritirare l’esito, nemmeno lo leggo, perché, secondo me, aver tolto il neo era più che sufficiente per stare tranquilla.

Mi fermo al bar dell’ospedale e, distrattamente, apro quella busta… Non credevo ai miei occhi! Non era bastato togliere il neo, ora si parlava di Melanoma maligno, ora ero anche io sulla strada del tumore, il tumore della pelle.

Per quanto fossi consapevole del significato della parola Melanoma (avendo anche fatto studi classici ), tuttavia, mai  l’associazione melanoma/tumore aveva sfiorato la mia mente.

E adesso che faccio? A chi lo dico? Di chi mi devo fidare? Cosa succederà?

Nel tornare a casa, ancora sotto shock, a momenti faccio un incidente.

Mi sono dovuta organizzare. Ho dovuto pensare, in un attimo, che la mia vita stava cambiando, che sarebbe cambiata e che, chissà, forse se ne sarebbe anche andata.

Facendo riferimento al mio dermatologo, sono stata indirizzata in un centro, dove mi hanno fatto l’allargamento della cicatrice (due interventi, uno dopo l’altro, perché si verificò un caso su 1.000.000, disse il chirurgo, e fu necessario rioperarmi dopo poche ore).

Poi, la convalescenza, con la spada di Damocle dell’attesa del secondo esame istologico.

Dopo, la storia di tutti: protocollo oncologico, esami di routine ogni sei mesi e/o dodici, con la paura sempre della  comparsa di qualche linfonodo o che la mappatura dei nei non vada bene.

Questa preoccupazione non mi ha cambiato la vita, ma ricompare ogni volta che arriva il momento dell’esame. Esame dopo esame, il tempo andrà avanti così, con l’aiuto dei miei medici, di cui mi fido e con molte attenzioni in più riguardo l’esposizione al sole.

Il melanoma è un killer, ti colpisce alle spalle, non te ne accorgi nemmeno, però una mappatura dei nei non costa niente e non è invasiva e, davvero, fa la differenza.

Ciao a tutti

Rosaria

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Scrivici e ti ringraziamo fin da ora per contribuire insiema noi a sensibilizzare ed educare sull’importanza della diagnosi precoce del Melanoma.

Dermatologo Alessandro Martella
Sono un dermatologo ed ho pubblicato quasi 50 lavori scientifici. Ho conseguito il Master in Giornalismo e Comunicazione Istituzionale della Scienza e sono il responsabile della rivista elettronica Dermatologia Ambulatoriale 2.0, organo ufficiale di comunicazione di AIDA (Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali) della quale faccio parte, quale componente del Consiglio Direttivo, dal 2013. Nel 2017 ho conseguito anche il Master in Healthcare Marketing.

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