Macchie al viso: quali e cosa sono

Dottoressa sono da lei perché deve togliermi queste orribili macchie al viso!

Ogni giorno noi dermatologi ci troviamo di fronte a richieste di trattamento di macchie marroni sulla pelle del viso ma anche di quelle che si presentano di colore chiaro.

Richieste che negli ultimi anni hanno subito una crescita esponenziale, legata sia a serie motivazioni cliniche sia a motivazioni di ordine estetico.

Oggi, il ventaglio di mezzi terapeutici farmacologici e strumentali a nostra disposizione è in grado di soddisfare questa domanda ma, a fronte di questa variegata possibilità d’interventi terapeutici, è necessario riconocerle correttamente anche per una diagnosi precoce delle manifestazioni maligne in modo tale da  predisporre trattamenti appropriati per i diversi tipi di lesioni.

Non tutte queste macchie, infatti, rappresentano semplicemente un inestetismo perché talvolta possono essere delle neoformazioni addirittura di natura maligna che quindi necessitano di una diagnosi corretta e di un adeguato trattamento.

Anche per noi dermatologi non sempre la diagnosi della macchia sulla pelle del viso risulta facile, questo sia per la peculiare anatomia cutanea di tale distretto, sia per le modificazioni di questa indotte dal photoaging (pelle invecchiata  a causa del danno cronico provocato dai raggi UV, ovvero gli ultravioletti).

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Invecchiamento cutaneo

Infatti, la diagnosi differenziale delle macchie sulla pelle del viso può rappresentare talvolta una vera e propria sfida diagnostica, in quanto include macchie sulla pelle morfologicamente simili ma biologicamente estremamente differenti che possono coesistere ed essere addirittura contigue.

Quali sono queste lesioni pigmentate che più frequentemente vengono riscontrate al volto, su cute fotodanneggiata?

  • Lentigo solare
  • Cheratosi seborroica
  • Lentigo maligna
  • Cheratosi attinica pigmentata
  • Cheratosi lichenoide

Lentigo solare

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Lentigo solare

Macchia marroncina di forma irregolare, di dimensioni variabili, di colore dal camoscio al marrone, interessante lo strato superficiale dell’epidermide. Rappresenta solo un inestetismo cutaneo caratterizzato da un accumulo di melanina (per aumentata produzione), risultato di un’eccessiva e sregolata esposizione al sole.

Se nel tempo la lentigo solare tende ad ispessirsi assumendo un aspetto simile ad una macchia ispessita, con superficie squamosa al tatto, simile ad una macchia ruvida, sormontata da crosticine untuose inclini facilmente a staccarsi e con pigmentazione via via più marcata, ci troviamo di fronte ad una lesione anch’essa di natura benigna: la Cheratosi Seborroica.

Lentigo maligna

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Lentigo maligna

Rappresenta certamente la più temibile delle lesioni del volto, essendo una forma di Melanoma in situ (confinato cioè all’epidermide) che interessa per lo più, ma non esclusivamente, soggetti di età avanzata. Esordisce sotto forma di macchia di colore brunastro (su cui possono essere presenti dei puntini di colore più scuro) che si espande sulla cute in modo alquanto irregolare e subdolo avendo una crescita molto lenta. Nel tempo la lesione, se non adeguatamente diagnosticata e trattata, inizia ad invadere gli strati più profondi della cute divenendo una Lentigo maligna melanoma, una forma decisamente più preoccupante che può dar luogo a metastasi per via ematica o linfatica.

Cheratosi attinica pigmentata

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Cheratosi attinica pigmentata

Un tempo definita come precancerosi, oggi viene considerata e classificata come carcinoma in situ (lo stadio precoce del carcinoma squamoso in situ, chiamato anche Spinalioma). Alla luce di quest’aspetto e della sua incidenza finisce con il rappresentare il più frequente carcinoma del genere umano. Appare come una lesione maculare, simile ad una macchia bruna o di colore marronicno, talvolta solo modestamente cheratosica e con superficie ruvida al tatto. Il principale fattore patogenetico è l’esposizione al sole cronica.

Le radiazioni ultraviolette assorbite da prolungate esposizioni solari danneggiano il DNA dei cheratinociti, che crescono in maniera incontrollata da un clone mutato.

Cheratosi lichenoide

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Cheratosi lichenoide

Rappresenta una lesione benigna, sotto forma per lo più di macula, chiazza, di dimensioni variabili da qualche mm a qualche cm, con pigmentazione irregolare dal marrone al grigio. Si presuppone che tali lesioni possano derivare da una regressione post-infiammatoria di una lesione epidermica preesistente come una lentigo solare o una Cheratosi Seborroica.

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Cheratosi seborroica

Come riconoscere le macchie scure al viso?

La dermatoscopia, chiamata anche dermoscopia o epiluminescenza e impropriamente come mappatura dei nei, è una metodica diagnostica non invasiva risulta particolarmente utile nella valutazione diagnostica delle lesioni pigmentate dell’estremo cefalico, soprattutto in soggetti con photoaging marcato.

Grazie alla valutazione dei peculiari pattern dermoscopici osservabili nelle macule del volto, possiamo porre una diagnosi più accurata rispetto alla semplice osservazione ad occhio nudo e programmare il percorso terapeutico ottimale.

Può accadere tuttavia che anche un dermatologo esperto di dermatoscopia difronte ad una lesione pigmentata del volto possa avere serie difficoltà di diagnosi differenziale per la presenza di aspetti talvolta comuni a più lesioni anche di natura diversa.

Pertanto la dermatoscopia, pur fornendo notevoli contributi alla diagnostica, presenta comunque dei limiti ed in alcuni casi, fortunatamente non frequenti, può essere necessario eseguire una biopsia incisionale della lesione al fine di una diagnosi istologica di certezza.

Anche qui la dermatoscopia ha senz’altro un ruolo fondamentale, quello di indicarci la sede più significativa della lesione dove praticare il prelievo bioptico.

In conclusione, la figura del dermatologo di riferimento è fondamentale ed importantissima. Non è, infatti il paziente a poter scegliere o proporre le modalità di asportazione delle lesioni pigmentate del volto. Al contrario, è il dermatologo che, solo dopo un’attenta e scrupolosa analisi eseguita con i giusti strumenti diagnostici, individua e sceglie il trattamento migliore ed efficace. Per questo, è necessario affidarsi a figure professionali serie ed esperte, perché non sempre quello che può essere considerato un semplice inestetismo in realtà lo è.

Prima dell’aspetto estetico, abbiate a cuore la vostra salute!

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Dott. Carlotta Gasparini
Dott. Carlotta Gasparini
Sono un Medico Chirurgo specializzata in Dermatologia e Venereologia presso l’Università degli Studi di Perugia, attualmente ricopro il ruolo di Direttore Sanitario presso Skin Centro Dermatologico Gasparini a Terni. Fin dai primi anni di studio sono stata attratta dalla dermatoscopia, perfezionandomi nella valutazione strumentale dei nevi, del melanoma e dei tumori cutanei, dedicandomi ad un’altra grande passione: la dermochirurgia. Ho accettato con grande entusiasmo l’invito a collaborare al progetto di Myskin, poiché mi è parso subito serio, innovativo e per molti aspetti fuori dal coro.

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