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Mappatura dei nevi è sbagliato. Ecco perché

13 Ottobre 2014

Mappatura, il termine utilizzato per indicare lo screening dei nei, è improprio, fuorviante e non dovrebbe essere più usato.

Corretto, invece, indicare tale metodica con il nome di dermatoscopia o dermoscopia, oppure epiluminescenza la quale può essere analogica o digitale.

Implicitamente mappatura evoca al paziente l'idea che il dermatologo mentre controlla i nevi li registra sistematicamente uno per uno, «geolocalizzandoli» sulla pelle, per il follow-up successivo che in questo modo si ridurrebbe solo ad una semplice confronto prima e dopo delle immagini registrate.

Non è così!

La dermoscatoscopia o epiluminescenza non è una semplice osservazione della morfologia di un neo, ingrandendola  in modo tale da far cogliere al medico particolari non osservabili ad occhio nudo ma, invece, consiste nell'osservazione delle strutture interne, localizzate subito sotto la superficie delle pelle, e specifiche per ogni tipo di macchia cutanea.

L'osservazione di tali strutture è rilevante per il dermatologo esperto il quale, grazie proprio a questa metodica, valuta la loro organizzazione spaziale sia orizzontale sia sagittale, tipiche di ogni lesione e indicative della loro natura.

In questo modo, il dermatologo così come un nuotatore con la propria maschera, è come se si immergesse subito sotto la superficie cutanea e riuscisse ad osservare aspetti tipici di ogni neo assolutamente non percepibili ad occhio nudo o con una normale lente d'ingrandimento.

Tutto ciò è possibile in due modi:

 

  • utilizzando una lente dotata di filtro polarizzatore
  • lente a contatto diretto della pelle tramite l'applicazione di una soluzione, generalmente oleosa
     

In questo modo, i raggi riflessi di una fonte luminosa, quali i led dello strumento del dermatologo, vengono eliminati e quelli incidenti riescono a penetrare attraverso l'epidermide ampliando l'orizzonte dell'osservazione specialistica.

E' esattamente quello che succede in riva la mare quando se rimaniamo in piedi e con la testa fuori dell'acqua, anche con la maschera davanti agli occhi, non riusciamo assolutamente ad osservare il fondale mentre è sufficiente poggiarla subito sotto il livello dell'acqua per immergerci con la vista nella realtà sottomarina. 


La dermatoscopia analogica e quella digitale

Se il dermatologo esegue la dermatoscopia con uno strumento manuale, che consente solo una visione diretta attraverso la lente solo allo specialista, si parla di dermatoscopia analogica mentre digitale se lo strumento, quasi sempre una telecamera, è collegatao ad un pc e l'immagine del neo osservato è indiretta, ovvero visualizzata al monitor.

Quali le differenze tra la dermatoscopia analogica e quella digitale?

La dermatoscopia analogica non consente l'archiviazione e il monitoraggio nel tempo dei nevi nel caso in cui sia necessario monitorare una o più lesioni dubbie o sospette per un dato periodo. Ci sarebbe, tuttavia, la possibilità collegando una macchina fotografica digitale allo strumento manuale di scattare le foto e scaricarle sul pc.

La dermatoscopia digitale invece, oltre ad avere ingrandimenti decisamente superiori rispetto a quella analogica, utili per osservare i dettagli dei nei, è dotata di un software gestionale che permette la creazione di una cartella del paziente per l'archiviazione sia dell'immagine macroscopica per individuarlo sulla superficie corporea sia di quella demoscopica .


Dermatoscopia analogica o digitale' Qual è la migliore?

In assoluto, una metodica non è migliore dell'altra perché entrambe se utilizzate dal dermatologo esperto consentono allo specialista di eseguire lo screening dei nevi, importante per la diagnosi precoce del melanoma.

Personalmente, ritengo che per i soggetti a rischio con tanti nevi, più di cinquanta, è più indicato eseguire la dermatoscopia digitale che sebbene richieda più tempo rispetto a quella analogica consente di monitorare oggettivamente le lesioni sottoposte a follow-up.

Infine, su casi selezionati la dermatoscopia digitale grazie alla possibilità di utilizzare ingrandimenti superiori rispetto a quelli standard utilizzanti nella metodica manuale (10-20 X) -  20-70X fino a 200X - è utile per lo studio di lesioni molto piccole e di quelle apparentemente innocue che, invece, presentano minimi e sfumate modificazioni strutturali suggestive di melanoma.

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