Confesso di essermi commosso e non poco intervistando Monica. Da dermatologo conosco il Melanona, conosco la sua biologia, come si manifesta e quali strumenti utilizzare per sospettarlo. Il vissuto però del paziente con diagnosi di Melanoma è un’altra cosa perchè è la storia unica personale e familiare di una persona che non immaginava potesse capitare proprio a lei.

Ho avuto la fortuna di conoscerla ed ho apprezzato fin da subito la sua energia, la sua forza, la sua determinazione a portare avanti la sua lotta contro il Melanoma. Monica non si è fermata solo a questo perchè dal suo vissuto personale ha avuto l’idea di dare vita ad… ve lo lascio scoprire leggendo l’intervista a Monica Forchetta

monica_forchetta_presidente_apaim

 

Quando hai asportato il Melanoma?

Ho asportato il Melanoma il 21 marzo 2013

E’ stata una diagnosi durante un controllo dal dermatologo dei tuoi nei oppure l’hai notato tu per poi chiedere il consulto del dermatologo?

Ho sempre avuto quel nevo quando un giorno al rientro dal lavoro, in quel periodo svolgevo la mansione di cassiera presso un supermercato, ho notato che il neo aveva cambiato colore improvvisamente da marrone scuro a nero anche se la sua forma era regolare .

Il giorno dopo sono andata a lavoro e quando mi sono seduta ho notato che il jeans sfregava sul nevo. Ho pensato: “Forse è solo irritato”, però parlandone con una collega mi ha consigliato di rivolgermi subito all’istituto San Gallicano di Roma IFO, dove è attivo il servizio di visita urgente per neo sospetto anche senza appuntamento.

Cosa hai provato quando il dermatologo ti ha detto che era da asportare?

Appena arrivata in ospedale, ricordo ancora ero il numero 16, ero apparentemente tranquilla anche se avevo cercato su internet cosa potesse essere o stesse succedendo e avevo già fatto una sorta di diagnosi fai da te.

Ad un certo punto chiamano il numero 16, è il mio turno.

La dottoressa molto gentilmente mi chiede il motivo della visita urgente ed io le feci subito vedere il mio neo sospetto.

Guardai la dottoressa e dal suo sguardo capii subito che quella diagnosi fai da te di Melanoma maligno forse non era così tanto sbagliata. Chiamò una collega e insieme mi controllarono tutti i nevi perché ne ho moltissimi e alla fine mi dissero che quello sospetto era da asportare e che prima dell’intervento avrei dovuto fare, il prima possibile, le analisi del sangue.

Difficile spiegare cosa ho provato; all’inizio sicuramente ho avuto molta paura però volevo toglierlo il prima possibile.

Come hai vissuto l’attesa, subito dopo l’asportazione, fino alla consegna del referto istologico?

L’attesa del referto esame istologico non l’ho vissuta molto bene perché ero certa che c’era qualcosa che non andava. Fisicamente stavo benissimo però qualcosa in me già sapeva che la risposta istologica non sarebbe stata negativa. Forse durante questa attesa un po’ mi ha aiutato il non sapere a cosa sarei andata incontro.

E poi cosa è successo?

Passati i 15 giorni dopo l’intervento  sono tornata in ospedale per togliere i punti e per ritirare l’istologico. La dottoressa mi rimuove prima i punti di sutura  poi mi invita ad aspettare per consegnarmi il referto.

Quando mi ha chiamata, ricordo di aver fatto rimanere mio marito in sala d’attesa, mi sono seduta ed ho tolto gli occhiali da sole.

Il Medico con voce tranquilla  mi disse: “E’ un Melanoma completamente escisso” e, mentre lui cercava in qualche modo di rassicurarmi, indossai nuovamente gli occhiali perché le lacrime iniziarono a scendere da sole senza poterle controllare.

Lo ascoltai in silenzio, non dissi nulla.

Vidi la mia vita passarmi davanti come in un film.

La voce del medico la sentivo lontana.

Dopo qualche giorno dalla consegna del referto ho notato la presenza di due “bozzetti” all’inguine che prima non avevo. Tornai in ospedale e feci un ago aspirato. Non era finita e solo allora cominciava la mia storia clinica: Melanoma nodulare iv stadio con metastasi ai linfonodi.

Non facevo altro che piangere. Cercavo di capire perché tutto ciò era successo proprio a me, ragazza giovane di 29 anni, con una bambina di 3 anni che mi aspettava a casa e un marito più spaventato di me.

Nella mia famiglia, in mio marito, mia zia Sabrina, la mia amica Vittoria e soprattutto in mia figlia, ho trovato il coraggio per affrontare il Melanoma; persone che mi amano ed venivano a trovarmi a casa tutti i giorni.

Un giorno, tra una lacrima e l’altra mia zia Sabrina mi disse:”Ora basta con le lacrime! Questa non è Monica che conosco! Tira fuori le unghie e lotta!”.

Aveva ragione! Da quel giorno ho iniziato a lottare contro il Melanoma e non ho più smesso di farlo!

Prima della diagnosi di Melanoma sapevi già cos’era oppure l’hai approfondito dopo?

Prima di allora ignoravo l’esistenza del Melanoma della pelle. Avevo fatto controllare precedentemente i miei nei fino alla gravidanza poi dopo la nascita di mia figlia Michelle non ho più fatto un controllo. Ammetto che non conoscevo l’importanza della prevenzione e soprattutto di quanto fosse semplice.

Dopo l’asportazione del Melanoma hai dovuto seguire ulteriori trattamenti e terapie?

Dopo aver asportato il Melanoma primario e 2 dei 3 linfonodi che la malattia aveva intaccato, visto che avevo la mutazione genetica BRAF, d’accordo con i medici che mi seguivano entrai a far parte di un protocollo di sperimentazione sul Melanoma.

Da quel giorno la mia vita è cambiata!

Passavo dal reparto di Oncologia medica alla sala diagnostica per eseguire la TAC al laboratorio analisi per i prelievi del sangue.

Avevo paura di sedermi su quelle poltrone dove mi sottoponevo alla terapia sperimentale.

Ricordo che mio marito era andato a comprare alcune riviste quando una dottoressa mi chiamò in stanza e mi fece una lungo discorso per spiegarmi come avrei dovuto assumere le pastiglie del farmaco. Me le consegnò e felice ma allo stesso tempo perplessa tornai a casa, pronta ad iniziare la cura.

Come e quando è nata l’idea di APAIM?

Apaim (l’Associazione Pazienti Italia Melanoma) é nata da un esigenza personale perché desideravo aiutare e dare supporto a quanti come me stavano vivendo la propria storia di Melanoma.  Un supporto morale ma anche informazione per coloro che stavano vivendo o dovevano iniziare lo stesso percorso che all’inizio mette molta paura e fa sentire molto soli.

Qual è la mission di APAIM?

La missione di Apaim é quella di sensibilizzare il più possibile e sottolineare l’importanza della prevenzione del Melanoma. E’ attiva su tutto il territorio nazionale dove, al momento, organizziamo campagne di screening gratuiti dei nei in collaborazione con i dermatologi.

In un anno di attività dell’associazione sono state effettuate circa 1300 visite gratuite. Individuata dal dermatologo  una lesione sospetta ci occupiamo di seguire il paziente lungo tutto il suo successivo iter terapeutico.

Ad oggi su 1300 visite gratuite sono stati individuati e rimossi circa 40 Melanoma in situ. Per noi questo è un buon risultato! Siamo arrivati prima che fosse troppo tardi.

Immaginiamo per un attimo che tutti i pazienti operati di Melanoma ti stiamo leggendo quale messaggio desidereresti dare loro?

Il mio messaggio vuole essere d’incoraggiamento!

La diagnosi di Melanoma non è una sentenza.

Oggi ci sono molteplici opportunità terapeutiche che solo fino a 10 anni fa non erano possibili.

Non basatevi solo sulle statistiche perché ogni Melanoma è una storia a sè e ogni persona reagisce in maniera diversa.

Prestare grande attenzione a non affidarvi ai ciarlatani ma solo ai dermatologi e quando necessario oncologi dei centri specializzati che abbiamo a disposizione e sono sparsi in tutta Italia.

Seguite le terapie tradizionali! Non affidatevi al “santone” di turno che promette guarigioni con regimi alimentari particolari.

Uno stile di vita sano, la dieta mediterranea e l’attività fisica fanno bene a tutti, soprattutto a chi ha asportato un Melanoma e deve affrontare la chemioterapia.

Infine, prima di assumere qualsiasi cosa o di iniziare un regime alimentare, chiedete sempre il parere del vostro dermatologo o oncologo.

Un abbraccio

Monica Forchetta Presidente dell’associazione Apaim (Associazione pazienti Italia Melanoma)

Dermatologo Alessandro Martella
Sono un dermatologo ed ho pubblicato quasi 50 lavori scientifici. Ho conseguito il Master in Giornalismo e Comunicazione Istituzionale della Scienza e sono il responsabile della rivista elettronica Dermatologia Ambulatoriale 2.0, organo ufficiale di comunicazione di AIDA (Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali) della quale faccio parte, quale componente del Consiglio Direttivo, dal 2013. Nel 2017 ho conseguito anche il Master in Healthcare Marketing.

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