Shampoo antiforfora o no? Cos’è e come funziona.

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Specialista in Dermatologia e Venereologia

Specialista in Dermatologia e Venereologia

E’ venerdì, tardo pomeriggio…

è stata una settimana difficile e ho ancora un’ora prima di uscire di nuovo… ma si dai, mi concedo un pò di divano e controllo la pagina Facebook di Myskin , rispondo a qualche paziente, programmo due post… e poi … mi compare lo status di una amica: “Questa è nuova… la forfora è dovuta ad un fungo?”. Beh, si, penso tra me è me, è un pò semplicistico ma non è sbagliato… Leggo i commenti: “ma non mi risulta”, “Neanche a me, ho appena visto una pubblicità per un prodotto per la forfora e diceva che era causata da un fungo ”, “Però se cerchi in internet trovi che la forfora è veramente causata da un fungo…quindi per anni ci han detto (e continuano) a dirci balle?”…

Ecco, da questa piccola imprecisione nasce la mia voglia di scrivere questo post, un pò per chiarire i termini del discorso, un pò per stimolare alla riflessione quando si vedono le pubblicità in tv di shampoo antiforfora, un pò perchè non credo che siano “tutte balle”. 

Lo Shampoo: cos’è e come funzione?

La forfora

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La forfora secca

La forfora grassa

Lo shampoo antiforfora

Il balsamo: cosa è e a cosa serve

 

LO SHAMPOO: COS’E’ E COME FUNZIONA?

La corretta pulizia della cute e dei capelli non ha solo motivazioni igienico-sanitarie ma anche  e soprattutto e’ un gesto di piacere e rispetto verso se stessi e gli altri, è un atto quotidiano che ormai si svolge in maniera automatica e a volte ne sottovalutiamo l’importanza.

Il compito dello shampoo è quello di rimuovere lo “sporco”, sia quello “esogeno” ossia che viene dall’ambiente esterno, che quello “endogeno” che è formato dai detriti tessutali e dalle normali secrezioni sebacee, e, dove presente, la forfora.  Lo “sporco” esogeno si va a depositare sul film idrolipidico quindi lo shampoo, rimuovendolo, intaccherà inevitabilmente anche il film idrolipidico, indebolendolo. Il film idrolipidico è essenziale per il mantenimento dell’equilibrio perfetto della cute, proteggendola dagli agenti aggressivi ambientali, chimici, tossici, batterici. Una detersione troppo aggressiva potrebbe danneggiare sia il film idrolipidico che il naturale fattore di idratazione cutanea (NMF -natural moisturizing factor), esponendo la cute ad un danno.

La detersione ideale e quindi il miglior shampoo dovrebbe invece rispettare il più possibile il film e il NMF e, al tempo stesso, rimuovere efficacemente lo sporco.

Esistono due modi per detergere i capelli: la detersione attraverso i tensioattivi è quella più diffusa, ma più aggressiva, e quella per affinità, più delicata, tipica dei prodotti più ricercati e delicati.

I detergenti con tensioattivi sono formati da tensioattivi e acqua. I tensioattivi, a loro volta,  sono formati da due parti, una idrofila (ossia affine all’acqua, e quindi è la parte della molecola che è immersa nell’acqua) e una lipofila (ossia affine ai grassi, e quindi è la parte della molecola che lega lo sporco). Mettendo il detergente a contatto con il cuoio capelluto sporco, si crea una emulsione di sporco nell’acqua che, attraverso il risciacquo con acqua corrente, viene eliminato dalla pelle. La schiuma che si forma in questo momento è un “effetto collaterale” della azione del tensioattivo, ma nell’immaginario collettivo è simbolo della capacità lavante dello shampoo: più fa schiuma più mi lava.  In realtà la schiuma non ha alcuna capacità detergente, anzi, per indurla è necessario usare una quantità eccessiva di tensioattivi di tipo anionico, ossia quelli più aggressivi per la pelle.

I detergenti per affinità invece rimuovono lo sporco grasso con sostanze a loro volta grasse, senza aver bisogno di tensioattivi. Le sostanze lipofile rimuovono facilmente le sostanze grasse a loro affini, e quindi sono capaci di rimuovere il film idro-lipidico e le sporco ad esso adeso senza produrre importanti danni alla pelle (in maniera quindi “eudermica”). Anche per questo tipo di detergenti è fondamentale il risciacquo, per evitare che rimangano residui a contatto con la cute, che, a lungo termine, potrebbero causare delle dermatiti da contatto. Tale risciacquo non produrrà però, alcuna schiuma, in quanto non sono presenti tensioattivi nel prodotto.

forfora
forfora

LA FORFORA

E’ uno dei problemi più comuni in dermatologia e interessa in egual modo maschi e femmine. A volte si associa a prurito, a volte a eccessiva produzione di sebo (“iperseborrea”).

Pare che tra le cause della forfora la principale sia la presenza di microorganismi a livello del cuoio capelluto, in particolare un lievito chiamato Malassezia furfur (o Pitirosporum ovale). Quindi dire che “la forfora è causata da un fungo” non è tecnicamente del tutto sbagliato, è solo poco preciso. Inoltre, solitamente, chi soffre di forfora presenta uno strato corneo piu sottile, con cellule in rapido rinnovamento che formano le caratteristiche scaglie che si staccano e cadono inesorabilmente sulle nostre spalle.

FORFORA SECCA

E’ bene distinguere la tipologia di forfora per poterne curare le cause e allontanarne il più possibile il ritorno.

La forma “secca” (detta tecnicamente pityriasis simplex)  è caratterizzata dal squame secche, fini, grigio-argentee, che possono rimanere strettamente adese alla cute (come nel caso della psoriasi del cuoio capelluto) o possono cadere sui vestiti (come nel caso delle dermatiti eczematose o da contatto).

Alcuni stimoli come lo stess e/o i cambi di stagione, provocano una reazione a livello epidermico che accelera il ricambio cellulare passando dai fisiologici 21 giorni ai patologici 8 giorni, risultando in una desquamazione eccessiva e visibile.

FORFORA GRASSA

Chiamata tecnicamente pityriasis steatoide, si manifesta in particolare in caso di eccessiva produzione di sebo (iperseborrea) ed è formata da squame grasse, larghe, di colore giallastro, che aderiscono al cuoio capelluto o al fusto del capello.

E’ proprio in questo tipo di forfora che solitamente ritroviamo un eccesso di proliferazione di Malassezia furfur. Questo lievito infatti ama il sebo, più seborrea c’è più di moltiplica. La produzione sebacea aumenta fisiologicamente in alcuni momenti della vita come la pubertà, ma anche in risposta a stimoli come stress e inquinamento; e se aumenta la produzione di sebo, di pari passo aumenta la forfora grassa.

Spesso la forfora grassa si associa a infiammazione del cuoio capelluto e intenso prurito. Se presenti tutte e tre queste condizioni è verosimile parlare di Dermatite Seborroica, una malattia cronica e recidivante molto diffusa che può interessare non solo il cuoio capelluto ma anche le sopracciglia, il viso, la regione sternale.

Entrambi i tipi di forfora non causano direttamente la caduta dei capelli, ma, riflettendo un disequilibrio del cuoio capelluto, è possibile che si associno ad una sofferenza del capello e ad un suo assottigliamento. Tuttavia questi danni non sono permanenti e non portano ad una vera e propria alopecia, se il cuoio capelluto viene prontamente trattato con prodotti specifici.

BREVE NOTA SUL BALSAMO

Il condizionante per capelli (comunemente chiamato “balsamo”)  è un prodotto importantissimo per completare la detersione e il trattamento dei capelli. Esso si lega alle cheratine del capello creando attorno ad esso una specie di pellicola protettiva evitando lo scompaginamento delle cheratine del capello, proteggendo la struttura dai danni da apertura delle cuticole del fusto.

Il balsamo è particolarmente utile per chi ha capelli sottili, nonostate spesso chi ha capelli “fini” pensi che il balsamo li appesantisca. Fortunatamente la cosmetologia moderna ha permesso la formulazione di balsami leggeri che riducono anche il problema della elettristaticità (quel fastidioso fenomeno per il quale la capigliatura si carica elettricamente e si alza verso l’alto!)

Oltre alle classiche formulazioni a risciacquo ne esistono alcune non risciacquabili, usate prevalentemente per capelli fini o poco voluminosi.

LO SHAMPOO ANTIFORFORA

All’interno degli shampoo formulati per risolvere questo problema si possono trovare diversi principi attivi, proprio perchè esistono diversi tipi di forfora.

Tra i principali troviamo:

  • gli antimicotici (come il climbazolo, il tioconazolo, il ketoconazolo e lo zinco piritione). questi sono utili in caso di forfora grassa o di dermatite seborroica, nonchè in caso di infezioni micotiche vere e proprie come la tinea capitis, associati anche ai farmaci per bocca.
  • ingredienti di origine vegetale come la bardana (antiinfiammatoria e antifungina) e la spirea (lenitiva, astringente, decongestionante), utili in caso di forfora grassa. Il mirto e l’ortica (dermopurificanti, idratanti ed emollienti)  utili invece in caso di forfora secca.

Essendo la forfora un vero e proprio sintomo, prima di acquistare uno shampoo apposito è sempre opportuno sottoporsi ad un consulto dermatologico.

Durante la visita il dermatologo si avvarrà non solo della propria esperienza e dei vostri racconti, ma anche della tricoscopia e della sebometria, per valutare al meglio il tipo di forfora di cui soffrite e se questa sia associata o meno ad una patologia e quindi consigliarvi lo shampoo migliore in base ai risultati ottenuti.

La tricoscopia, manuale o digitale, è una metodica non invasiva, rapida e totalmente indolore che si effettua con il dermatoscopio manuale o digitale e permette al dermatolgo di valutare non solo il diametro, la densità e la forma dei capelli, ma anche le eventuali alterazioni del cuoio capelluto come l’infiammazione, la secchezza, la dilatazione dei capillari sanguigni.

Anche la sebometria è una indagine non invasiva, rapida e totalmente indolore che serve per valutare la produzione di sebo. Si avvale di un nastrino opaco che viene applicato sul cuoio capelluto e ne assorbirà il sebo. Maggiore è la trasparenza del nastro, maggiore sarà la quantità di sebo presente. Il nastro viene poi messo all’interno di uno strumento a fotocellula dove viene attraversato da un raggio luminoso, che verrà riflesso da uno specchio. Questo riflesso produce una misurazione che viene registrata dalla macchina e da informazioni precise sulla quantità di sebo prodotta.

PS: alla discussione su Facebook ho partecipato anche io, in qualità di amica e di specialista, ed è stato uno scambio molto produttivo perchè condotto in maniera intelligente da tutti i partecipanti. MI piace proprio quando il rapporto medico-paziente non termina al di fuori dell’ambulatorio!

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