Consigli per una sana e corretta esposizione al sole

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Specialista in Dermatologia e Venereologia

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Parlare e scrivere di fotoprotezione non è mai abbastanza e la pelle a pois ne è la dimostrazione.

Non ho mai visto una zebra a pois! La pelle a pois invece sì e sono sicuro anche voi!

La pelle a pois è un fenomeno in crescita.

La persona con la pelle a pois ama l’estate e più esattamente ama stare al sole e tra la montagna e il mare predilige il mare.

Non importa se sabbia o scogli. Al mare trascorre il suo tempo, generalmente in compagnia, tra giochi d’acqua, partite a beach volley o costruzioni di castelli sul bagnoasciuga.

Trascorre molte ore sotto il sole, spesso tutta la giornata. Consapevole dei rischi dell’esposizione intensa al sole applica sempre la protezione solare in modo diligente quasi maniacale e la applica solo sui nei.

Ecco un esempio di pelle a pois immediatamente dopo una giornata al mare

 

e poi, dopo qualche giorno quando è evidente la fine desquamazione soprattutto in corrispondenza delle spalle, dovuta proprio alla scottatura solare.

 

La persona con la pelle a pois deve essere ammirata per due motivi:

  1. la metodicità con la quale trascorre buona parte del tempo al mare applicando rigorosamente la protezione solare su ogni singolo neo
  2. la persuasione con la quale riesce sempre a convincere un amico o familiare ad applicare la protezione solare sui nei del dorso.

Più volte ho cercato di capire le ragioni di tale comportamento e le risposte più comuni sono state:

  • i nei sono pericolosi e devono essere protetti dal sole
  • i nei possono trasformarsi in melanoma
  • i nei sono dei melanomi dormienti e il sole li potrebbe attivare o si potrebbero stizzire.

Se ti riconosci nella persona con la pelle a pois o in una o più delle risposte precedenti, devi sapere che applicare la crema solare solo sui nei non serve a nulla!

Delle risposte precedenti l’unica che potrebbe aver senso è la trasformazione dei nei in melanoma se non fosse che il rischio di trasformazione di un neo in melanoma è estremamente basso: pari a 1/33.000

Nella stragrande maggioranza dei casi il melanoma insorge de novo, d’emblée sulla pelle sana, dove prima non c’era nessun neo!

Tra i principali fattori di rischio d’insorgenza del melanoma ci sono le scottature solari, specie quelle dell’infanzia, che quando particolalmente intense favoriscono la formazione di vescicole e bolle.

Questo è il concetto importante! Questo è il concetto da tenere presente!

Per questo motivo voglio essere provocatorio scrivendo che sarebbe più corretto applicare la protezione solare solo sulla pelle sana e non sui nei!

Poi, oltre ad applicare il solare 30 minuti prima di esporsi al sole e a rinnovare l’applicazione ogni due ore è necessario tenere presente che la corretta quantità di prodotto da stendere sulla pelle deve essere pari a 2g/cmq affinché la fotoprotezione del solare sia pari a quanto indicato sulla confezione.

In caso contrario, con una quantità minore, ad esempio la metà di 2g/cmq si dimezzerà di pari passo anche la capacità del solare di proteggere la pelle dai raggi del sole.

Infine, di recente è stato dimostrato che anche gli infrarossi e la luce visibile, favorendo la produzione di radicali liberi dell’ossigeno, danneggiano la nostra pelle; motivo per cui dovremmo sempre più scegliere solari che garantiscono una protezione ampia e completa da tutto lo spettro elettromagnetico del sole.

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Dott. Alessandro Martella
Dott. Alessandro Martellahttps://www.alessandromartella.it/
Laureato in Medicina e Chirurgia e Specializzato in Dermatologia e Venereologia presso l'Università di Modena e Reggio Emilia. Sono autore di oltre 50 lavori scientifici in Dermatologia. Ho conseguito il Master in Giornalismo e Comunicazione Istituzionale della Scienza presso l'università di Ferrara. Faccio parte del Consiglio Direttivo dell'Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali (AIDA). Ricopro il ruolo di Direttore Responsabile della Rivista DA 2.0

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