La dermatite atopica nei bambini

Pubblicato il :

Specialista in Dermatologia e Venereologia

Aggiornato il:

La dermatite atopica è una patologia che influenza notevolmente la qualità di vita dei bambini affetti e che pertanto necessita molta attenzione e un costante impegno nella cura e nel follow-up dei piccoli pazienti.

La diffusione della dermatite atopica

Con un’incidenza che è in costante aumento nei paesi industrializzati la Dermatite Atopica (DA) nel bambino è sempre più una patologia attuale, vissuta come un vero problema dai genitori. Colpisce infatti dal 6 al 20% dei bambini.

Come, dove e quando si manifesta la dermatite atopica

La dermatite atopica, malattia infiammatoria cronica, si manifesta con lesioni eczematose localizzate principalmente al volto, al collo e alle pieghe flessorie degli arti.
I pazienti presentano inoltre una marcata secchezza cutanea, che persiste anche nei periodi di remissione.

Clinicamente la DA può colpire i bambini in diverse fasce di età: può insorgere già nel neonato, solitamente dal quarto mese di vita, oppure avere inizio dopo il secondo anno di età.

  • Nei primi anni di vita le manifestazioni cliniche prediligono il viso con distribuzione alle guance, al mento e alla fronte e caratteristico risparmio della regione centrofacciale. Agli arti le lesioni si localizzano alle superfici estensorie e spesso possono andare a interessare l’intera superficie corporea;
  • Dopo i due anni di età invece le lesioni si localizzano caratteristicamente alle pieghe degli arti e al collo, dove la cute spesso diviene ispessita, infiltrata, grigio-brunastra e desquamante.

Sintomo predominante in entrambe le forme è il prurito che ha delle esacerbazioni notturne, per cui il piccolo paziente si gratta la notte con conseguente disturbo del riposo.

Nel 40% degli individui la dermatite atopica si risolve spontaneamente dopo la pubertà e in un ulteriore 50% dei casi si attenua; solo in pochi pazienti la sintomatologia persiste dopo i 30 anni.

Le cause della dermatite atopica

Le cause sono molteplici e secondarie ad una complessa interazione tra fattori genetici predisponenti e fattori ambientali scatenanti.

I fattori genetici predisponenti comprendono:

  • una predisposizione a reagire verso comuni sostanze che sono presenti nell’ambiente;
  • la presenza di una barriera cutanea intrinsecamente alterata.

Una sensibilizzazione ai comuni allergeni ambientali, sia inalanti (dermatofagoidi, graminacee, etc…) che alimenti (uovo, latte vaccino), si può riscontrare nei bambini affetti e si evidenzia con la presenza di anticorpi elevati della classe delle IgE, totali e specifiche. In questi casi la DA può associarsi ad asma e/o rino-congiuntivite allergica.
Nel 20-60% dei bambini affetti da dermatite atopica non sono tuttavia dimostrabili IgE specifiche elevate.

L’alterazione della barriera epidermica è l’elemento fondamentale della patologia. La barriera epidermica, localizzata nello strato corneo (che è lo strato più superficiale della cute), è costituita da lipidi extracellulari, il cosiddetto film idro-lipidico, che regola sia l’evaporazione dell’acqua, sia la penetrazione di sostanze estranee e di microrganismi dall’esterno.

I pazienti con DA hanno una barriera difettosa e poco efficiente, che determina secchezza cutanea e facilita l’ingresso di sostanze irritanti e potenzialmente allergiche.

fattori ambientali che possono scatenare la malattia sono molteplici:

  • l’esposizione ad allergeni inalanti o alimentari
  • l’eccessiva colonizzazione della cute da parte di un batterio: lo Staphylococcus aureus
  • l’inappropriata detersione
  • l’esposizione ad agenti irritanti
  • gli eventi di vita stressanti
  • tutte le situazioni che comportano un aumento della temperatura corporea.

Cosa fare e cosa non fare in caso di dermatite atopica

Per evitare che queste situazioni portino allo scatenarsi di episodi acuti della malattia è necessario mettere in atto una serie di norme comportamentali:

  • Eliminare gli alimenti a cui il bambino è risultato allergico o da cui viene irritato, con particolare attenzione anche ai cibi introdotti tramite l’allattamento dalla mamma.
  • Evitare per quanto possibile il contatto con gli allergeni inalanti, mettendo in atto procedure di bonifica ambientale contro gli acari della polvere (favorendo ventilazione e ricambio dell’aria negli ambienti domestici, eliminando tutti gli oggetti che favoriscono l’accumulo di polvere: tendaggi, tappeti, moquette; rivestendo materassi e cuscini con involucri a documentata azione protettiva e spolverando in modo efficace con panni umidi); così come di evitare il contatto con animali domestici, in caso di sensibilizzazione ad epiteli animali (gatto o cane).
  • Non irritare la cute del bambino atopico, abolendo i lavaggi troppo frequenti e utilizzando sempre detergenti appositi.
  • Insistere quotidianamente con l’idratazione, tramite l’utilizzo di adeguate cremeemollienti: la pelle secca (secchezza cutanea) è il primo nemico da combattere.
  • Scegliere con cura l’abbigliamento del bambino atopico: fare indossare al bambino sempre cotone bianco a contatto con la pelle, evitando i tessuti sintetici e la lana a diretto contatto. Sono inoltre presenti in commercio nuovi tessuti ad alta tecnologia, costituiti da pura maglia di seta o da fibre sintetiche speciali con protezione antimicrobica permanente, che hanno un’indicazione specifica per le pelli atopiche.

La terapia

La terapia farmacologica della dermatite atopica si fonda sui corticosteroidi topici nelle fasi acute, sugli emollienti e sugli inibitori della calcineurina topici (tacrolimus e pimecrolimus) sia in acuto che nelle fasi di remissione.

Nelle forme gravi/resistenti si possono utilizzare inoltre farmaci sistemici: antistaminici per il controllo del prurito, corticosteroidi sistemici e, solo in casi molto gravi, immunosoppressori sistemici.

Spesso è necessaria una terapia delle complicanze, che insorgono in corso di DA: antibiotici per le sovrainfezioni batteriche (impetigine) e antivirali per le sovrapposizioni erpetiche.

L’impatto della dermatite atopica sulla qualità della vita

L’impatto della DA sulla qualità di vita è documentato sia per i pazienti che per i loro familiari:

  • il prurito disturba la vita quotidiana del piccolo atopico nelle sue attività ludiche e scolastiche;
  • la perdita di sonno affligge il paziente e quindi i suoi familiari, implicando a volte conseguenze caratteriali negative.

La dermatite atopica non è una patologia grave, ma è una patologia che influenza notevolmente la qualità di vita dei bambini affetti e che pertanto necessita molta attenzione e un costante impegno nella cura e nel follow-up dei piccoli pazienti.

Dott. Alessandro Martella
Dott. Alessandro Martellahttps://www.alessandromartella.it/
Laureato in Medicina e Chirurgia e Specializzato in Dermatologia e Venereologia presso l'Università di Modena e Reggio Emilia. Sono autore di oltre 50 lavori scientifici in Dermatologia. Ho conseguito il Master in Giornalismo e Comunicazione Istituzionale della Scienza presso l'università di Ferrara. Faccio parte del Consiglio Direttivo dell'Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali (AIDA). Ricopro il ruolo di Direttore Responsabile della Rivista DA 2.0

Scrivimi! Sarò lieto di rispondere alle tue richieste riguardanti l’articolo

Inserisci un tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome

Per approfondire guarda anche:

Dermatoporosivideo
La dermatoporosi o sindrome da insufficienza cutanea cronica cos'è, come si manifesta, chi interessa, le complicanze, come prevenirla e come trattarla