Terapia Fotodinamica: cosa è, come funziona, quando si usa

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Specialista in Dermatologia e Venereologia

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Definizione e quando si usa

La Terapia Fotodinamica o PDT (Photodynamic Therapy) (1) è una tecnica di nuova
generazione. Non è invasiva, è ripetibile, indolore e non tossica. Trova indicazione
nel trattamento delle cheratosi attiniche (2) e nei carcinomi basocellulari (3).

Recentemente la PDT è stata impiegata anche nel trattamento del
fotodanneggiamento cronico, ovvero nel trattamento dei danni cronici causati
dall’esposizione alla radiazione ultravioletta che colpisce soggetti di entrambi i
sessi, tra i 40 e i 60 anni.

Il fotodanneggiamento causa un precoce invecchiamento della cute e la comparsa
di macchie, rughe, cheratosi attiniche o di veri e propri tumori della pelle.
La PDT trova anche indicazione nel trattamento dell’acne e nella terapia di alcune
patologie virali.

Come funziona

Si chiama Fotodinamica perchè si basa sulla reazione che alcune sostanze, dette
fotosensibilizzanti (profarmaci), hanno a contatto con una fonte luminosa.

fotodinamica
Trattamento di fotodinamica

La terapia fotodinamica (PDT) consiste nell’ applicazione topica del metil-estere
dell’ALA (MAL), un fotosensibilizzante in crema che per essere efficace necessita di
essere attivato da una luce specifica e per un tempo determinato.

Pertanto, dopo l’applicazione di questo profarmaco, il trattamento viene seguito da
irradiazione con luce visibile rossa 630 nm.
La reazione chimica alla base della terapia fotodinamica può sembrare complessa
ma sfrutta in realtà elementi molto semplici: sostanze innocue (profarmaci) che per
essere attive devono essere esposte alla luce, infatti, vengono attivate tramite
l’esposizione a una particolare fonte luminosa, divenendo così efficaci solamente
contro le cellule tumorali o displastiche (reazione fotodinamica) (4).

Si tratta quindi di una reazione fotochimica molto selettiva, letale per le cellule tumorali e che invece risparmia le cellule sane.

Perché la reazione avvenga, il profarmaco viene applicato sulla lesione da trattare
e schermato dalla luce grazie a un’ apposita medicazione.

Prima che il profarmaco possa essere attivato dalla luce deve passare un lasso di
tempo necessario affinchè le cellule tumorali incamerino questa sostanza. Il tempo
necessario corrisponde a un intervallo che può andare dalle 2 alle 3 ore.

Campi di applicazione

Il primo impiego è stato quello di curare lesioni tumorali e pre-tumorali, quali :

  • Cheratosi Attiniche
  • Epiteliomi Basocellulari superficiali (chiamato anche Carcinoma Basocellulare o Basalioma)
  • morbo di Bowen

Di più recente utilizzo anche per fotodanneggiamento; Acne; Verruche; Condilomi; Psoriasi.

Terminato il periodo di penetrazione del profarmaco, l’area viene esposta alla luce
LED per circa 20 minuti. Il paziente dovrà pertanto considerare che la durata
complessiva del trattamento ambulatoriale richiederà circa 4 ore (accesso in
ambulatorio, applicazione del profarmaco, tempo di incameramento del profarmaco
da parte delle cellule tumorali e successiva irradiazione).

Efficacia

L’analisi quantitativa dello spessore cutaneo delle aree fotodanneggiate è stata
eseguita con un ecografo a 20 MHz, prima e al termine del trattamento.
Tutte le cheratosi attiniche hanno mostrato una remissione completa; l’esame
ecografico ha mostrato, nelle aree campione, un miglioramento della texture
cutanea, delle fini rughe e delle aree iperpigmentate.
Eritema, edema e croste, osservati solamente in corrispondenza di alcune delle
lesioni trattate risolvevano in 3 giorni senza lasciare cicatrici o alterazioni della
pigmentazione.

In considerazione della dimostrata efficacia nei confronti dei tumori cutanei non
melanoma sarebbe auspicabile che PDT potesse essere considerata un vero e
proprio trattamento preventivo delle manifestazioni cliniche legate alla
fotocarcinogenesi.

Conclusioni

Sebbene sia un trattamento molto valido, i risultati cominciano ad essere visibili
solo dopo un mese circa.
La terapia inoltre è piuttosto articolata e richiede Personale Medico altamente
specializzato.

 


Riferimenti Scientifici

  1. Gilaberte Y, Serra-Guillén C et al. Photodynamic therapy in dermatology Actas Dermosifiliogr. 2006 Mar;97(2):83-102.
  2. Yazdani Abyaneh MA1, Falto-Aizpurua L, Griffith RD, Nouri K Photodynamic therapy for actinic cheilitis: a systematic review. Dermatol Surg. 2015 Feb;41(2)
  3. Ericson MB1, Wennberg AM, Larkö O. Review of photodynamic therapy in actinic keratosis and basal cell carcinoma. Ther Clin Risk Manag. 2008 Feb;4(1):1-9.
  4.  Juarranz A1, Jaén P, Sanz-Rodríguez F, Cuevas J, González S.  Photodynamic therapy of cancer. Basic principles and applications. Clin Transl Oncol. 2008 Mar;10(3):148-54.
Dott. Rossana Capezzera
Dott. Rossana Capezzerahttp://www.dermatologavenezia.it
Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università Statale di Milano, Ospedale Maggiore Policlinico. Specializzazione in Dermatologia e Venereologia presso l’Università di Brescia. Perfezionamento all’estero: Laserterapia presso University of Regensburg, Germania e Diagnostica cutanea non Invasiva presso Bispebjaerg Hospital, Copenhagen, Danimarca. Master in Dermochirurgia presso l’Università di Siena. Ho lavorato presso l’Ospedale Civile di Brescia come Medico Dirigente. Partecipazione a numerosi Congressi scientifici in qualità di Relatore. Autrice di numerosi articoli per riviste scientifiche internazionali e capitoli di libri. Collaboratrice per riviste: Donna Moderna, Starbene, Tema Farmacia, Medicina Moderna Membro di Società Scientifiche di rilevanza internazionale: EADV European Academy of Dermatology and Venereology ADOI associazione dermatologi ospedalieri italiani DDI donne dermatologhe italiane Impegnata costantemente in sperimentazioni scientifiche e di ricerca nelle studio delle malattie rare.

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