7 falsi miti su abbronzatura ed esposizione solare

Tre dermatologi rivelano sette credenze comuni e sbagliate sull'abbronzatura

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È di nuovo quel periodo dell’anno: l’inverno sta per finire e il sole sta tornando nella maggior parte del paese.

Con le vacanze primaverili alle porte, tutti iniziano a pensare a come ottenere un colorito “sano” e luminoso. Ma è davvero salutare l’abbronzatura che si ottiene durante l’esposizione solare?

Mito 1: hai bisogno di un’abbronzatura di base

Scottature e prurito

Molte persone pensano che per evitare di scottarsi in vacanza sia necessaria “un’abbronzatura di base”. La dott.ssa Madeliene Gainers, afferma invece che questo è un errore in quanto l’abbronzatura in sé e per sé è la prova di danni alla pelle. La pelle appare più scura perché ridistribuisce la melanina nel tentativo di proteggersi.

Ma non si tratta solo di questo. Insieme all’abbronzatura si verifica anche un danno al DNA. Con l’esposizione ripetuta, la pelle non solo si scurisce, ma si addensa e diventa coriacea.

Per questo, la “sana” abbronzatura di oggi potrebbe portare a danni irreversibili alla pelle in futuro.

Mito 2: l’abbronzatura è necessaria per la vitamina D

vitamina_d

Spesso, chi vive al nord dove il sole tende a essere limitato nei mesi invernali, probabilmente ha sentito dire che è una buona idea usare un lettino abbronzante per mantenere adeguati i livelli di vitamina D. Ma non è proprio così, secondo la dott.ssa Gainers.

Per fare scorta di vitamina D non è necessario danneggiare la pelle, mettersi a rischio di sviluppare un cancro della pelle o provocare il suo invecchiamento precoce. Sono sufficienti, un’adeguata esposizione alla luce diurna, una dieta alimentare appropriata ed eventualmente integratori di vitamina D.

Mito 3: i soggetti con fototipo scuro non devono preoccuparsi di usare la protezione solare

fototipo scuro

Chi ha la pelle chiara sa che è meglio evitare di esporsi al sole senza protezione.
Ma è un mito comune che chi ha la pelle più scura non ha bisogno di prendere la stessa precauzione.

La dottoressa Karyn Grossman ha convenuto che l’abbronzatura indica il danno al codice genetico della pelle. È questo danno che alla fine porta al cancro della pelle e all’invecchiamento. Questo vale per tutti i tipi di pelle, quindi avere una pelle più scura o una pelle che si abbronza facilmente non significa che l’abbronzatura sia innocua perché danneggia comunque la pelle.

Il Dr. Michael Lin, spiega che anche se la melanina extra nei fototipi più scuri offre una certa protezione, non blocca tutte le radiazioni ultraviolette (UV).

Per questo, chi ha un fototipo scuro può sviluppare il melanoma e sperimentare il fotoinvecchiamento (invecchiamento precoce della pelle causato da ripetute esposizioni solari).

Mito 4: l’esposizione al sole o ai lettini abbronzanti è l’unico modo per ottenere un’abbronzatura luminosa

filtri-creme-solari

Senti di avere un aspetto migliore con l’abbronzatura? Non è necessario mettere a rischio la pelle per raggiungere questi risultati.

Per ottenere un’abbronzatura dall’aspetto naturale senza esporsi al sole o a lettini solari si possono utilizzare prodotti abbronzanti e autoabbronzanti che non danneggiano la pelle.

Mito 5: solo i raggi UVB sono dannosi

lettino-abbronzante

Esistono due diversi tipi di raggi UV: raggi UVA e UVB.
I raggi UVB, essendo principalmente associati alle scottature solari e allo sviluppo del cancro della pelle, tendono ad essere considerati come “cattivi“, ma questo non significa che i raggi UVA siano sicuri.

Il Dr. Michael Lin spiega che i raggi UVA sono più legati al photoaging, ossia alla comparsa di rughe e texture irregolare della pelle, mentre i raggi UVB sono collegati al cancro della pelle.

Nessuno dei due è innocuo

Molte persone pensano che i lettini abbronzanti siano più sicuri rispetto all’esposizione solare perché sono maggiormente legati ai raggi UVA. Tuttavia i raggi UVA possono effettivamente essere più dannosi per il DNA della pelle, specialmente con un’esposizione prolungata. E quel danno è in definitiva ciò che può portare al cancro della pelle.

La dott.ssa Gainers ha riportato alcuni dati della Skin Cancer Foundation, secondo la quale utilizzare il lettino abbronzante dalle 10 volte in su aumenta il rischio di melanoma del 34%.

Chi usa o ha usato un lettino abbronzante prima dei 35 anni corre un rischio del 75%. Negli Stati Uniti, 6.200 casi di melanoma ogni anno sono legati ai lettini abbronzanti.

In alcuni paesi i lettini abbronzanti sono considerati illegali, mentre negli Stati Uniti c’è un movimento che chiede che vengano proibiti.

Mito 6: la maggior parte dei tumori della pelle non è un grosso problema

melanoma_cicatrice
melanoma_cicatrice

Molti di noi hanno conosciuto almeno una persona che si è allarmata per un tumore della pelle e, in molti casi, ha conservato nient’altro che una piccola cicatrice. Nonostante questo è importante sapere quanto può essere mortale un melanoma.

Grossman riferisce che un americano su cinque di qualunque etnia svilupperà un tumore della pelle e non tutti sopravviveranno. Negli Stati Uniti ogni ora una persona muore di tumore della pelle.

Se queste statistiche fanno riflettere, è perché il tumore della pelle è davvero un’epidemia. Grossman ha spiegato che ci sono più tumori della pelle diagnosticati in un anno negli Stati Uniti rispetto a tutti gli altri tumori combinati in un periodo di tre anni.

Il cancro della pelle è un importante problema personale e di salute pubblica.

Mito 7: Finché non ti bruci, l’abbronzatura è sicura

Scottatura solare - bolle e vescicole
Scottatura solare – bolle e vescicole

Nel caso in cui non fosse già chiaro, qualsiasi tipo di abbronzatura può provocare in futuro problemi alla pelle.

Le scottature acute sono dolorose e possono aumentare il rischio di melanoma. L’abbronzatura è una delle cause del fotoinvecchiamento e predispone al tumore della pelle. Il problema, secondo il dott. Lin, è che la maggior parte delle persone ignora questi rischi futuri perché non può vederli nell’immediato.

Per Grossman è importante comprendere che l’abbronzatura non è affatto salutare per la pelle. Meglio optare per delle creme autoabbronzanti.

Come proteggere la tua pelle

L’American Academy of Dermatology raccomanda di applicare prodotti con un fattore di protezione solare minimo (SPF) di 30 ogni giorno. Ma Grossman avverte che potrebbe essere necessario un SPF più alto, se all’inizio non si raggiunge una protezione sufficiente.

Molte persone non applicano una quantità sufficiente di protezione solare per ottenere l’SPF sull’etichetta.

Per questo motivo, meglio usare un SPF 50 ogni giorno, applicandolo ogni una o due ore quando si sta all’aperto.


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Grossman consiglia di riapplicare immediatamente la protezione solare, se ci si bagna. Questo perché non esiste una protezione solare “impermeabile”, esiste solo una protezione solare resistente all’acqua che deve comunque essere riapplicata ogni volta che la pelle viene bagnata.

Di seguito alcune raccomandazioni aggiuntive della dott.ssa Gainers per garantire la massima protezione della pelle:

  • indossare indumenti che proteggano dal sole;
  • cercare l’ombra tra le 10 e le 14, quando la radiazione ultravioletta proveniente dal sole è più intensa;
  • indossare un cappello a tesa larga e occhiali da sole.

E’ bello stare all’aperto e godersi la vita, ma è importante prendere le giuste precauzioni per proteggere la pelle.

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2 Commenti

  1. Ciao!
    Mi sorge un dubbio sulla questione abbronzatura e protezione solare: se l’abbronzatura indica il danno al codice genetico della pelle, allora se ci si abbronza anche con una corretta applicazione della crema solare stando al sole non nelle ore più calde della giornata è ugualmente dannoso? Bisogna stare attenti a non alterare il colore naturale della propria pelle?
    Grazie

    • Ciao Francesca,
      la pelle è normalmente in gradi di abbronzzarsi e tale capacità varia da soggetto a soggeto in base alla miscela di melanine della pelle. Proprio per questyo solo quando si eccede tale capacità fino a scottarsi che si crea il danno alla pelle ma la corretta esposizione al sole non è pericolosa

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