La detersione nel neonato

I prodotti per la detersione della cute del neonato devono rispettare l’acidità della sua pelle ed essere estremamente delicati

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Specialista in Dermatologia e Venereologia

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La cute del neonato è caratterizzata, microscopicamente, rispetto all’adulto, da un’epidermide più sottile.

Fino al terzo mese di vita, è sotto l’influenza degli ormoni androgeni materni e parzialmente di origine fetale. Mentre dopo l’ottava settimana, le ghiandole sebacee vanno incontro ad un riposo funzionale fino alla pubertà.

Il rapporto fra la superficie cutanea e il peso corporeo, che è maggiore alla nascita, tende a diminuire progressivamente durante l’infanzia, per cui aumenta l’assorbimento di sostanze che possono essere assorbite attraverso la cute.

La detersione ha lo scopo di asportare sia le sostanze che derivano dall’ambiente esterno che i detriti tissutali, quali le cellule cornee desquamanti.
La pulizia della cute comporta quindi la necessaria rimozione anche di parte del film idrolipidico stesso, sono quindi possibili effetti non voluti quando la detersione risulta aggressiva o troppo frequente.

I principali problemi dermatologici connessi alla detersione sono l’azione delipidizzante, le modificazioni del pH, le possibili azioni sulla flora cutanea, le alterazioni dello strato corneo, la disidratazione, l’azione irritante e la possibilità di sensibilizzazione.

Condizioni che invece favoriscono la crescita microbica sono la macerazione e l’occlusione.

E’ necessario, quindi, prestare attenzione nell’impiego non solo di saponi, ma anche di detergenti ed è raccomandata l’inclusione nei prodotti per la pulizia del bambino di fattori NMF-simili.

Topici per la detersione del neonato

I prodotti dermocosmetici indicati per la detersione della cute del bambino devono rispettare l’acidità della sua pelle ed essere estremamente delicati considerando la facile irritabilità e fragilità cutanea.

Inoltre, a causa del minore spessore dell’epidermide e della maggiore vasodilatazione, presente nella cute del bambino rispetto all’adulto, in età infantile è presente un maggiore assorbimento transcutaneo. Per tale motivo:

i prodotti detergenti per la pulizia della pelle del bambino devono essere preferibilmente privi di profumi e di tensioattivi troppo aggressivi

che sono potenzialmente irritanti a contatto con la cute infantile e potenzialmente sensibilizzanti.

La detersione della cute infantile ha come obiettivo la pulizia e l’antisepsi.

Il sapone è stato il primo detergente utilizzato, ottenuto dalla neutralizzazione o saponificazione di acidi grassi con idrossido di sodio o di potassio, è alcalino con pH di 9.0-10.5.

I detergenti sintetici o syndet sono distinti in anionici, anfoteri e non ionici, in forma liquida o solida.

In genere si preferiscono i syndet liquidi in quanto presentano un basso pH capace di riacidificare la cute.

I saponi ed i syndet possono essere irritanti a causa della presenza di tensioattivi.
I tensioattivi sono le basi lavanti, che si pongono nell’interfaccia tra l’acqua e lo sporco da asportare.

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I saponi liquidi avendo generalmente un PH più basso aiutano a riacidificare la cute

Anche gli olii da bagno spesso preferiti per l’azione emolliente e lenitiva, sono dei syndet che contengono quindi tensioattivi.

Topici per il cuoio capelluto del neonato

In età infantile una cura particolare spetta alla pulizia del cuoio capelluto, se il neonato presenta la crosta lattea o la dermatite seborroica, è preferibile utilizzare baby-oil o lozioni emollienti.

Gli shampoo per uso pediatrico non devono bruciare gli occhi e pertanto il loro pH deve essere simile a quello lacrimale.

Quelli maggiormente utilizzati sono quelli cationici e quelli non ionici.

Gli shampoo per bambini hanno una base lavante molto delicata e non irritante su cute e mucose, una bassa tossicità orale e non devono provocare sensibilizzazioni, inoltre una buona viscosità evita la loro discesa sul viso durante l’utilizzo.

Un’attenzione particolare deve essere rivolta alla detersione del bambino con dermatite atopica, che presenta una cute iperresponsiva agli stimoli ed irritabile, spesso colonizzata dallo stafilococco aureo.

La cute atopica reagisce al contatto con le sostanze allergizzanti, producendo degli anticorpi IgE, capaci di provocare l’infiammazione a livello cutaneo o delle mucose respiratorie e della congiuntiva.

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Per il bagno del neonato vanno preferiti detergenti oleosi e non schiumogeni che idratino la cute

La cute del bambino con Dermatite Atopica è xerotica, perché contiene meno acqua e meno ceramidi del normale.

La secchezza della cute nel bambino atopico significa che vi è una profonda alterazione della funzione di protezione della cute, che non si oppone più con efficacia alla penetrazione di sostanze nocive per l’organismo, come sostanze allergizzanti, batteri e virus e quindi induce l’innesco delle reazioni immuno-allergiche.

All’alterata composizione biochimica della epidermide e al difetto dei suoi meccanismi di difesa più raffinati (difensine, catelecidine) si deve l’elevata concentrazione epidermica e mucosale di microrganismi, come ad esempio lo Stafilococco Aureo, capaci di provocare non solo infezioni cutanee, frequenti nella Dermatite Atopica, ma anche esasperate reazioni allergiche.

La conseguenza clinica più frequente della cute xerotica del bambino atopico è la manifestazione di sintomatologia pruriginosa e la tendenza al grattamento, facilitando la comparsa dell’eritema e della lichenificazione, che caratterizzano la dermatosi nella fase attiva.

Ne consegue che non ci si deve limitare a formulare la diagnosi clinica e a prescrivere una crema antiinfiammatoria steroidea o una crema idratante, ma vanno studiate e valutate le situazioni che favoriscono l’irritabilità e l’allergia cutaneo-respiratoria, facendo precipitare il precario equilibrio.

La temperatura dell’acqua del bagnetto deve essere mediamente di 36°C, in quanto l’acqua troppo calda peggiora il prurito.

Il bagno deve essere di breve durata e poco frequente, preferendo detergenti oleosi, non schiumogeni che abbiano quindi anche un potere detergente e allo stesso tempo idratante.
Versato nell’acqua forma un’emulsione lattescente che deterge la pelle per affinità, preservandola da secchezza e aiutando a contrastare l’eventuale desquamazione.

Topici per l’area del pannolino

I prodotti dermocosmetici per la detersione dell’area del pannolino, devono tenere conto che in questa sede la cute è spesso a contatto con sostanze irritanti provenienti dalle feci e dalle urine e percio’ devono contenere sostanze antisettiche riacidificanti ed assorbenti.

Se il bambino presenta dermatite da pannolino risulta indispensabile effettuare lavaggi frequenti ad ogni cambio di pannolino, evitare l’applicazione di sostanze grasse, preferendo paste protettive come quelle all’ossido di zinco.

Si consiglia anche un uso moderato di salviette umidificate, poichè spesso irritanti.

Il contatto prolungato con questi fattori/agenti, soprattutto nell’area pannolino, può infatti portare ad arrossamenti, irritazione, infezione e alterazioni della funzione barriera.

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L’area del pannolino rappresenta una zona particolarmente sensibile che va detersa frequentemente e con prodotti particolarmente delicati.

Proprio perché ripetuta frequentemente e in aree sensibili, la detersione necessita di prodotti particolarmente delicati, formulati con tensioattivi a elevata tollerabilità – anfoteri o non ionici – evitando quelli anionici tradizionali, più economici ma con potere sgrassante superiore ed eccessivo per la pelle del bambino.


Riferimenti scientifici

1. Allergol Int. 2017 Jan 2.: S1323-8930(16)30171-X.
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Skin care practices for newborns and infants: review of the clinical evidence for best practices.
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Dott. Rossana Capezzera
Dott. Rossana Capezzerahttp://www.dermatologavenezia.it
Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università Statale di Milano, Ospedale Maggiore Policlinico. Specializzazione in Dermatologia e Venereologia presso l’Università di Brescia. Perfezionamento all’estero: Laserterapia presso University of Regensburg, Germania e Diagnostica cutanea non Invasiva presso Bispebjaerg Hospital, Copenhagen, Danimarca. Master in Dermochirurgia presso l’Università di Siena.Ho lavorato presso l’Ospedale Civile di Brescia come Medico Dirigente. Partecipazione a numerosi Congressi scientifici in qualità di Relatore. Autrice di numerosi articoli per riviste scientifiche internazionali e capitoli di libri. Collaboratrice per riviste: Donna Moderna, Starbene, Tema Farmacia, Medicina Moderna Membro di Società Scientifiche di rilevanza internazionale: EADV European Academy of Dermatology and Venereology ADOI associazione dermatologi ospedalieri italiani DDI donne dermatologhe italianeImpegnata costantemente in sperimentazioni scientifiche e di ricerca nelle studio delle malattie rare.

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