Intertrigine: una patologia dalle molteplici cause

Il trattamento varia a seconda della causa responsabile del problema e quindi della malattia dermatologica

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L’Intertrigine o dermatosi infiammatoria delle pieghe è una patologia delle pieghe cutanee, siano esse grandi (come quelle ascellari, sottomammarie e inguinali) o piccole (come quelle mimiche del viso, dell’ombelico e degli spazi interdigitali di mani e piedi).

Eziologia

Le cause dell ‘Intertrigine sono molteplici e didatticamente sono distinte in tre grandi gruppi:

Diagnosi

La diagnosi di Intertrigine è possibile solo dopo la visita clinica da parte del dermatologo. In alcuni casi può essere utile eseguire un esame con luce di Wood per rilevare la presenza di una fluorescenza rosso porpora indicativa di infezioni da Corynebacterium minutissimum (Eritrasma).

Altre volte, si può eseguire l’esame micologico per rilevare la presenza di lieviti o dermatofiti.
Infine, può essere necessario eseguire una biopsia cutanea per un’indagine istologica sul pezzo di cute prelevato oppure per eseguire l’esame di immunoflurescenza diretta nel caso in cui si sospettasse una malattia autoimmune cutanea quale ad esempio il  Pemfigo o il Pemfigoide.

Esempi di patologie che causano l’intertrigine alle pieghe ascellari e inguinali.

Oltre alle patologie precedentemente menzionate esistono molteplici altre manifestazioni che possono causare l’intertrigine.
Di seguito alcuni esempi di patologie dermatologiche che interessano le pieghe del corpo quali quelle delle ascelle e dell’inguine.

Pseudoflebite di Mondor

La Pseudoflebite di Mondor è una linfangite della parete toracica superolaterale, spesso scatenata da un trauma o da una sollecitazione anormale delle strutture regionali. E’ una patologia rara, con predilezione per il sesso femminile, e si manifesta prevalentemente tra i 30 e i 60 anni.

I sintomi sono caratterizzati dalla comparsa di un cordone infiammatorio che si manifesta prima nel cavo ascellare e successivamente si espande lungo la superficie laterale del tronco.

Solo in casi eccezionali si presenta su entrambi i lati

Questa lesione ha un diametro inferiore a 1 cm, è mobile sulla fascia e si estende in lunghezza per qualche decina di centimetri.

Il solo trattamento è il riposo. Il decorso è di 8/12 settimane dopo le quali risolve spontaneamente.

Granuloma da zirconio

Il Granuloma da zirconio non è altro che una dermatosi dermica granulomatosa indotta dall’uso del lattato di zirconio a livello dei cavi ascellari e viene annoverato tra le tante dermatosi indotte dall’uso smodato di cosmetici.

Il lattato di zirconio, usato per periodi prolungati come antitraspirante e antisettico, penetra nel derma e provoca una risposta infiammatoria molto simile a una reazione da ipersensibilità. Questa risposta si manifesta come un’eruzione papulosa cronica pruriginosa. Il paziente guarisce in pochi mesi o al massimo due anni sospendendo semplicemente l’esposizione ai sali di zirconio.

Dermatite granulomatosa interstiziale

Questa tipologia di dermatite si manifesta con lesioni dolorose cordoniformi, dall’aspetto teso, che si sviluppano a livello ascellare e toracico. La diagnosi è istologica, dopo aver eseguito la biopsia cutanea di un pezzo di cute prelevato, e quando confermata è necessario ricercare la malattia sistemica, ad esempio vasculite, poliartrite, ecc., eventualmente associata.

Eritrasma

L’Eritrasma è un’infezione dovuta ad un batterio (Corynebacterium minutissimum), si manifesta a livello delle pieghe simile ad una chiazza ben delineata e di color camoscio. Esaminata con luce di Wood, questa lesione assume una colorazione rosso corallo, caratteristica. La terapia consiste nell’applicare localmente soluzioni antibiotiche (eritromicina, clindamicina) o imidazolici.

Tricomicosi ascellare

La Tricomicosi ascellare o tricobatteriosi è un’infezione asintomatica causata da corinebatteri (non è una micosi). Si caratterizza per la comparsa di minute manifestazioni giallastre (raramente rossi o neri), simili a guaine di diametro inferiore a 1 mm (aggregati batterici) che aderiscono ai peli ascellari o pubici.

L’UNICO SINTOMO VISIBILE, CHE DESTA ATTENZIONE, È IL SUDORE CHE APPARE COLORATO

La diagnosi differenziale viene fatta con le lesioni da Piedra blanca (micosi cosmopolita che interessa barba, baffi e capelli) e lendini da pediculosi (pubica o ascellare) in quanto la tricobatteriosi solo raramente può interessare i genitali o le ascelle.

Il trattamento consiste nella rasatura della regione e/o nell’applicazione di lozioni a base di derivati imidazolici.

Acanthosis nigricans, fibromi penduli e sindrome X

La sindrome X è identificata da un quadro clinico piuttosto complesso in cui più patologie sono associate tra loro: parliamo di ipertensione arteriosa, obesità, intolleranza ai carboidrati, diminuzione del colesterolo HDL e ipertrigliceridemia. L’insulino-resistenza alla quale consegue un’iperinsulinemia sono gli elementi caratterizzanti di questa patologia.

Nei pazienti affetti da questa sindrome, si riscontrano con grande frequenza lesioni cutanee delle pieghe, tra cui fibromi penduli e acanthosis nigricans, che costuiscono elementi con grande valore diagnostico e prognostico.

Cura dell’Intertrigine

Il trattamento dell’Intertrigine varia a seconda della causa responsabile del problema e quindi della malattia dermatologica.

In tutti i casi però è verosimile che venga sempre affiancata alla terapia specifica anche una sintomatica per lenire e gestire i segni e i sintomi dell’Intertrigine, quali soprattutto l’essudazione o la macerazione.

Inoltre, se il problema cutaneo dell’Intertrigine, dovuto ad esempio ad una Micosi, è associato al Diabete è importante valutare anche se tale patologia metabolica è compensata oppure se i livelli di glicemia sono altalenanti.

 

Dott. Alessandro Martella
Dott. Alessandro Martellahttps://www.alessandromartella.it/
Laureato in Medicina e Chirurgia e Specializzato in Dermatologia e Venereologia presso l'Università di Modena e Reggio Emilia. Sono autore di oltre 50 lavori scientifici in Dermatologia. Ho conseguito il Master in Giornalismo e Comunicazione Istituzionale della Scienza presso l'università di Ferrara. Faccio parte del Consiglio Direttivo dell'Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali (AIDA). Ricopro il ruolo di Direttore Responsabile della Rivista DA 2.0

3 Commenti

  1. Salve dr. ,

    in verità il diradamento è stato su tutto il cuoio, adesso si è formato un diradamento diffuso sulla parte destra, comunque sono sicuro della biopsia che dice che non è androgenitco.

    un saluto e grazie

    simone

  2. salve dr,

    secondo la biopsia fatta al cuoio capelluto ho avuto un telogen effluvium hai capelli, ho un piccolo diradamento nella parte destra solo lì, mi hanno detto di usare locoidon , andrà via essendo un telogen effluvium tornerà tutto come prima?

    grazie e cordiali saluti

    simone arecchi

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